Luca Giusti

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2013 e Avanzi Primari: aumenti le tasse o tagli la spesa?

InStagionalità su 2 giugno 2012 a 13:53

I rapporti Debito/PIL di molti paesi è fuori controllo e così, entro il 2013 siamo chiamati a ridurre il disavanzo primario per stabilizzare la situazione… Ed i modi per farlo sono principalmente due: o incassi di più (aumenti le tasse o incassi di più dalla lotta all’evasione) o tagli la spesa pubblica… Ecco quale delle due strade hanno scelto gli attuali Governi europei: in blu l’aumento delle tasse e in azzurro i tagli alla spesa…

…guardate l’Italia … Poi guardate la Germania… Ad aggiungete che la Germania ad oggi sul suo debito ha rendimenti reali negativi, quindi il suo debito “si sta pagando da solo” dato che chi compra il Bund oggi è disposto a rimetterci soldi in cambio della sicurezza che offre in previsione di scenari di rottura dell’euro… L’Italia paga interessi che sono 4,5 punti percentuali più alti rispetto al Bund, che non riusciamo a pagare se non emettendo altro debito…

Ma vi sembra che la strada intrapresa potrà permettere a questo paese di uscire da questo pantano e tornare competitivo?

Il prossimo fine settimana sono a Lugano per le due giornate di corso sul mercato valutario (www.qtlab.ch): se salite, iniziate a guardarvi intorno perché da mesi è iniziata ormai la corsa delle aziende a spostarsi in terra elvetica… Oltre confine (in Italia) per adesso non si intravedono vie di uscita…

Luca Giusti
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seasonal pattern for MAS

InStagionalità su 1 giugno 2012 a 21:57

seasonal pattern for MAS

30 Day Calendar Hold For 02/06
Years Analyzed: 19

Win %: 78.9%
Avg G/L: -4.1%
Std Dev: 8.9%

Past Performance:
1993 -7.1%
1994 -7.3%
1995 -3.6%
1996 -0.8%
1997 8.0%
1998 7.0%
1999 -0.4%
2000 -14.8%
2001 11.3%
2002 -1.1%
2003 -0.4%
2004 7.5%
2005 -4.1%
2006 -5.9%
2007 -2.7%
2008 -16.2%
2009 -19.4%
2010 -17.1%
2011 -10.3%

Luca Giusti
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Germania: predicare bene, razzolare male…

InStagionalità su 31 maggio 2012 a 20:47

Come la mettiamo se si presenta allo sportello di una qualsiasi banca tedesca uno svizzero con soldi non dichiarati al fisco elvetico? Alla domanda ha risposto recentemente l’edizione svizzera dell’Handelszeitung con un’inchiesta dalla quale emergerebbe che le banche tedesche accetterebbero, senza farsi troppi problemi, fondi neri provenienti dalla Svizzera.

Con 100mila franchi non dichiarati al fisco in Germania uno degli autori dell’articolo dell’Handelszeitung si è spacciato, al di là del Reno, come imprenditore svizzero intenzionato a depositare in una banca tedesca 100mila franchi svizzeri non dichiarati al fisco elvetico e provenienti da un paradisco fiscale dei Caraibi.

Ovunque egli sia entrato, Commerzbank, Deutsche Bank, Hypovereinsbank, Cassa di risparmio o Banca Popolare che siano, tutti avrebbero accettato senza problemi i 100mila franchi.

Neppure presso la Baden-Württembergische Bank, una consorella della banca di Stato del Land del Baden-Württemberg, non ci si sarebbe tirati indietro. “Né l’Ufficio della finanza tedesco né le autorità svizzere si interesserebbe della natura di questo denaro” ha spiegato una dipendente della BW, in quanto non “è compito della banca verificare la situazione fiscale dei clienti”.

Dichiarazioni che fanno a pugni con la posizione del governo rosso-verde del Baden-Württemberg, che combatte l’accordo fiscale tedesco-svizzero, ritenendolo un regalo agli evasori tedeschi che hanno depositato i loro averi in Svizzera.
E se in Svizzera gli istituti finanziari si stanno adeguando a quella che è stata chiamata “la strategia del denaro pulito”, in Germania predominerebbe l’indifferenza.

Almeno stando a quanto si legge sull’Handelszeitung. Un consulente della Hypovereinsbank avrebbe detto al giornalista spacciatosi per imprenditore svizzero evasore: “Da voi in Svizzera funziona in altro modo, mentre da noi non ci si pone ancora questa domanda”.

La consulente di un non precisato istituto tedesco ha affermato che l’affluenza di nuovi clienti è enorme, in quanto il 90% di essi proverrebbe dalla Svizzera. Dall’introduzione nell’estate del 2011 del cambio fisso di 1,20 tra franco ed euro, per i clienti bancari svizzeri nell’Unione europea è svanito il rischio valutario e di conseguenza sarebbe diventato ancora più attrattivo aprire un conto in Germania.

La Handelszeitung stima che i denari depositati presso le filiali tedesche al di là del Reno ammonterebbero ad almeno mezzo miliardo di euro. Una somma che per la maggior parte sarebbe non in regola con il fisco.

La Handelszeitung si è poi rivolta ai portavoce delle banche tedesche interessate dall’inchiesta. Ebbene, ufficialmente, gli istituti tedeschi non accettano fondi non dichiarati al fisco. “Soldi non dichiarati al fisco non vengono accettati” è stato detto presso la Cassa di Risparmio dell’Alto Reno (Sparkasse Hochrhein). “Non apriamo nessun conto a quei clienti che non sono in regola con il fisco” è stato assicurato alla Commerzbank. “Il diritto tedesco è in sintonia con le direttive europee – ha spiegato un portavoce delle Banche Popolari-Raiffeisen tedesche – e prevede regole di base da rispettare nel caso in cui un cliente decide di aprire un conto presso banche tedesche, tra cui l’identificazione del partner contrattuale e l’obbligo di segnalare, in rispetto della legge sul riciclaggio di denaro, i casi in cui vi siano sospetti fondi non in regola con il fisco”

Alla BW Bank esisterebbero delle istruzioni interne non soltanto in materia di fondi neri, bensì anche per quanto riguarda l’identificazione dei clienti, del trasferimento di denaro e sulla tematica del riciclaggio di denaro, ha precisato un portavoce della Hypovereinsbank. “La nostra banca tratta i dati dei clienti secondo le indicazioni date dalla legge sul riciclaggio. Noi interroghiamo il cliente anche sui motivi dell’apertura del conto e chiediamo di spiegare l’origine e lo scopo di questi fondi.

Come osserva il Tages-Anzeiger, alla Svizzera mancano gli strumenti necessari per dare la caccia agli evasori svizzeri. Anche perché l’evasione di per sé è non è considerato un reato penale, bensì amministrativo e quindi il segreto bancario deve valere anche in quel caso. Viste le premesse non è neppure possibile per la Svizzera rivolgersi all’estero per assistenza in ambito investigativo. Un ulteriore ragione, questa, che spiega l’aumento di svizzeri che affidano i propri denari agli sportelli delle banche oltre il Reno.

…Hai capito i “rigorosi” tedeschi, pronti a fare la morale a tutti, ed invece…

Luca Giusti
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seasonal pattern for SO

InStagionalità su 31 maggio 2012 a 08:21

seasonal pattern for SO

60 Day Calendar Hold For 07/06
Years Analyzed: 19

Win %: 84.2%
Avg G/L: 3.8%
Std Dev: 5.1%

Past Performance:
1993 6.2%
1994 3.3%
1995 0.0%
1996 3.1%
1997 5.0%
1998 -3.2%
1999 -1.6%
2000 7.4%
2001 3.3%
2002 13.9%
2003 -7.3%
2004 3.1%
2005 0.4%
2006 5.5%
2007 4.1%
2008 3.2%
2009 9.8%
2010 12.6%
2011 2.5%

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seasonal pattern for D

InStagionalità su 31 maggio 2012 a 08:20

seasonal pattern for D

30 Day Calendar Hold For 07/06
Years Analyzed: 19

Win %: 89.5%
Avg G/L: 1.9%
Std Dev: 3.2%

Past Performance:
1993 3.5%
1994 -8.4%
1995 -3.9%
1996 1.4%
1997 6.1%
1998 1.5%
1999 3.1%
2000 3.1%
2001 0.4%
2002 2.7%
2003 1.7%
2004 2.7%
2005 3.8%
2006 3.5%
2007 5.5%
2008 2.0%
2009 2.2%
2010 2.2%
2011 3.3%

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seasonal pattern for NOK

InStagionalità su 30 maggio 2012 a 23:01

seasonal pattern for NOK

20 Day Calendar Hold For 05/06
Years Analyzed: 16

Win %: 81.2%
Avg G/L: -4.8%
Std Dev: 9.4%

Past Performance:
1996 -8.3%
1997 13.2%
1998 -1.4%
1999 10.5%
2000 -6.6%
2001 -27.6%
2002 -9.5%
2003 -5.9%
2004 1.0%
2005 -0.5%
2006 -8.1%
2007 -2.6%
2008 -2.6%
2009 -3.5%
2010 -13.9%
2011 -11.7%

Luca Giusti
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Il Commesso della Camera, il Terremoto e la solita politica

InStagionalità su 30 maggio 2012 a 22:57

È da qualche giorno che vedo in televisione la cronaca di una devastazione in comuni che distano pochi km da dove sono cresciuto e dove ho vissuto per 35 anni… E mi sto dando delle martellate sulle dita per non scrivere ció che penso, perché in questo blog nell’ultimo anno ho parlato fin troppo dei paradossi di questo paese… Ma come si fa a non esternare il proprio disappunto su questa brillante idea di finanziare i danni del terremoto con l’aumento delle accise sui carburanti; capisco che lo stato non abbia più soldi, e nell’immediato uno pensa che quell’euro in più ogni pieno alla fine se ne va per una buona causa.

Ma mentre tutti chiedono di cancellare la parata del 2 giugno e destinare i fondi alle zone colpite dal terremoto, o ai partiti di destinare l’imminente tranche dei rimborsi elettorali allo stesso scopo, la risposta che arriva è un bel NO, NON SI PUÒ FARE… Peró saranno festeggiamenti “sobri e funzionali”…

…ma ormai ci siamo abituati: davanti all’ennesima occasione che ha avuto questa classe politica di mostrare buon senso e vicinanza alle persone, si è deciso di voltarsi dall’altra parte.

Ma se i soldi ricavati dall’ennesimo aumento delle accise andassero davvero nella ricostruzione, uno, pensandoci, finirebbe per accettarlo anche di buon grado… Dono 2 euro al 45500 e 1 euro in piu ad ogni pieno: mi sta bene. Ma sappiamo già come è andata a finire con la ricostruzione a l’Aquila o a Genova dopo l’alluvione… Quindi siamo realisti: nessuno si aspetta nulla dopo che la macchina dei soccorsi di questi giorni se ne sarà andata… Resterà quella sana burocrazia a mettere ogni tipo di paletto immaginabile alla voglia di ricostruire e rialzarsi… Vi ricordate la protesta delle cariole in centro a l’Aquila?

…eh già, ma dove li poteva trovare i soldi lo Stato? Sempre più spesso, quando intervistato, Monti rivendica di avere salvato l’Italia che era arrivata al limite di non poter pagate stipendi e pensioni (i fornitori ed i debiti in genere li paga dopo alcuni anni, quindi se fosse stato per quelli…): vediamo, fra gli altri, di che stipendi stiamo parlando…

Al lordo delle tasse un commesso alla Camera o un barbiere possono arrivare ad uno stipendio di 160mila euro, un coadiutore (qualcuno sa cosa fa?) a 192mila, un segretario a 256mila, un consigliere a 417mila. Pensa se non fossimo riuscito a pagare puntualmente gli stipendi a questi operosi signori… O gli stipendi dei nostri onorevoli… O i vitalizi degli ex onorevoli…

Le retribuzioni fanno coppia con gli assetti pensionistici. Gli assunti prima del 1998 possono ancora ritirarsi dal lavoro a 53 anni. Il che porta un consigliere parlamentare di quell’età assunto a 27 anni e forte del riscatto di 4 anni di laurea ad accumulare un’anzianità contributiva teorica di 38 anni. Di conseguenza può andare in pensione con 300mila euro lordi l’anno, pari all’85 per cento dell’ultima retribuzione (300.000 euro è lo stipendio di Obama o del Re di Spagna). Se poi decide di tirare avanti fino a 60 anni può portare a casa addirittura il 90 per cento: più di 370 mila euro sul massimo di 417 mila.

…esodati… ci siete? Ma anche la Fornero lamenta che mancano le risorse…

…ma adesso hanno chiamato Bondi a fare la spending review: dei 3 tecnici, chiamati dal governo dei tecnici (una barzelletta) è l’unico che ha rifiutato il compenso… Ma Monti auspica che voglia almeno accettare un piccolo rimborso spese di 150.000 euro… dai… Giusto le spese della cancelleria, un paio di schede telefoniche prepagate e qualche rimborso kilometrico… Spiccioli…

…spending review: qualcuno ci crede davvero?

…sono dei marziani…

Forse ad una delle aziende biomedicali di Mirandola basterebbe che la ASL della Regione le pagasse le fatture pregresse fra 30 giorni invece che fra 2 anni…

Ero ad una trentina di kilometri dal terremoto, sia in occasione della scossa del 20 maggio che quella, peggiore, di ieri… ieri non avevo voglia di scrivere ma solo di caricare la mia famiglia in macchina e tornare in svizzera.

Ho rinviato la giornata gratuita di venerdì a Modena: non sono in bolla… sono fra i fortunati che non ha subito danni, ma continuo a pensare a chi adesso non ha più una casa. La giornata la faremo il 18 giugno e sempre a Modena perché la vita qua deve riprendere i ritmi di sempre… Stato (e burocrazia) permettendo…

Luca Giusti
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Una giornata Gratuita di formazione a Modena, il 1 giugno

InArticoli, Stagionalità su 28 maggio 2012 a 18:55

Buongiorno a tutti! Vi segnalo che venerdì 1 Giugno, a Modena, sarà il relatore, insieme a Stefano Trulli, di una giornata di formazione Gratuita dedicata all’operatività Intraday su FX e sulle Opzioni sui Futures Valutari combinate con il contratto future sottostante.

La giornata vedrà anche la partecipazione di Gabriele Vedani. Il programma completo della giornata è disponibile a questo indirizzo

Grande attenzione sarà posta su come utilizzare le Correlazioni per operare su FX, sia sui Cambi (come spiegherà Stefano) sia sui Cross (come spiegherò io), ma vedremo anche come operare ricercando pattern che sul mercato valutario sono molto efficaci e come operare vendendo Opzioni sui Futures Valutari e difendendole con il futures sottostante.

La giornata è gratuita perchè è finanziata da FXCM, e la sede è l’Auditorium G. Fini in via Bellinzona 27 a Modena. I posti sono limitati: se desiderate partecipare basta iscriversi qui.

Buon trading!

Luca Giusti

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seasonal pattern for ^SOX

InStagionalità su 26 maggio 2012 a 13:13

seasonal pattern for ^SOX

10 Day Calendar Hold For 02/06
Years Analyzed: 17

Win %: 76.5%
Avg G/L: -2.4%
Std Dev: 5.1%

Past Performance:
1995 -0.0%
1996 -3.9%
1997 -8.2%
1998 -6.5%
1999 10.4%
2000 -3.8%
2001 5.9%
2002 -8.8%
2003 0.9%
2004 0.3%
2005 -2.1%
2006 -8.2%
2007 -1.7%
2008 -6.3%
2009 -0.5%
2010 -3.0%
2011 -5.5%

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seasonal pattern for MAS

InStagionalità su 26 maggio 2012 a 13:07

seasonal pattern for MAS

30 Day Calendar Hold For 02/06
Years Analyzed: 19

Win %: 78.9%
Avg G/L: -4.1%
Std Dev: 8.9%

Past Performance:
1993 -7.1%
1994 -7.3%
1995 -3.6%
1996 -0.8%
1997 8.0%
1998 7.0%
1999 -0.4%
2000 -14.8%
2001 11.3%
2002 -1.1%
2003 -0.4%
2004 7.5%
2005 -4.1%
2006 -5.9%
2007 -2.7%
2008 -16.2%
2009 -19.4%
2010 -17.1%
2011 -10.3%

…appuntamento a Modena il prossimo venerdì 1 Giugno (www.qtlab.ch) !

Luca Giusti
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seasonal pattern for S

InStagionalità su 24 maggio 2012 a 21:18

seasonal pattern for S

20 Day Calendar Hold For 31/05
Years Analyzed: 19

Win %: 78.9%
Avg G/L: -3.9%
Std Dev: 9.4%

Past Performance:
1993 -1.3%
1994 -4.9%
1995 4.8%
1996 -3.2%
1997 5.6%
1998 -0.0%
1999 -6.3%
2000 -0.4%
2001 -1.9%
2002 -33.3%
2003 10.1%
2004 -1.0%
2005 6.0%
2006 -4.5%
2007 -3.6%
2008 -15.5%
2009 -3.7%
2010 -10.5%
2011 -10.9%

…appuntamento il 1 Giugno a Modena per una giornata Gratuita di formazione dedicata al mercato valutario: http://www.qtlab.ch/index.php?option=com_content&view=article&id=105&Itemid=80

…la giornata è gratuita ma i posti sono limitati: registrati su www.qtlab.ch per prenotare il tuo posto in sala

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seasonal pattern for AMD

InStagionalità su 23 maggio 2012 a 22:24

seasonal pattern for AMD

30 Day Calendar Hold For 28/05
Years Analyzed: 19

Win %: 84.2%
Avg G/L: -10.6%
Std Dev: 11.6%

Past Performance:
1993 -25.3%
1994 -2.8%
1995 6.6%
1996 -25.5%
1997 -15.3%
1998 -11.7%
1999 -6.8%
2000 13.8%
2001 -17.0%
2002 -22.8%
2003 -12.8%
2004 -0.3%
2005 2.7%
2006 -23.3%
2007 -1.2%
2008 -12.8%
2009 -23.0%
2010 -5.6%
2011 -18.5%

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seasonal pattern for AZO

InStagionalità su 20 maggio 2012 a 15:35

seasonal pattern for AZO

10 Day Calendar Hold For 23/05
Years Analyzed: 19

Win %: 78.9%
Avg G/L: 1.4%
Std Dev: 3.9%

Past Performance:
1993 5.2%
1994 2.8%
1995 -3.6%
1996 1.4%
1997 -5.2%
1998 2.5%
1999 -8.5%
2000 2.5%
2001 3.9%
2002 0.7%
2003 -3.1%
2004 5.3%
2005 3.7%
2006 4.3%
2007 3.0%
2008 0.1%
2009 1.7%
2010 5.0%
2011 4.6%

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seasonal pattern for AFL

InStagionalità su 20 maggio 2012 a 15:30

seasonal pattern for AFL

30 Day Calendar Hold For 27/05
Years Analyzed: 19

Win %: 78.9%
Avg G/L: -3.4%
Std Dev: 4.4%

Past Performance:
1993 -7.7%
1994 -0.7%
1995 0.5%
1996 -4.4%
1997 2.5%
1998 -1.7%
1999 -14.4%
2000 -8.2%
2001 2.0%
2002 -3.8%
2003 -5.1%
2004 -0.5%
2005 4.0%
2006 -2.7%
2007 -1.0%
2008 -5.7%
2009 -5.2%
2010 -4.9%
2011 -7.7%

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IPO di Facebook… E le altre?

InStagionalità su 15 maggio 2012 a 09:00

L’offerta pubblica iniziale di Facebook ha finora generato una domanda inferiore al previsto da parte degli investitori istituzionali, i quali sono preoccupati per le prospettive di crescita della società.

Alcuni investitori hanno infatti espresso una certa riluttanza dopo che Facebook ha dichiarato, il 9 maggio scorso, che la crescita nel settore pubblicitario non ha tenuto il passo con l’aumento degli utenti: questo è quanto hanno dichiarato le fonti intervistate da Bloomberg. Facebook starebbe anche informando gli analisti che le vendite non sarebbero in grado di confermare le loro ottimistiche proiezioni.

E le altre IPO di società del mondo social network come stanno andando? … Per ora si salva solo Linkedin…

I dirigenti di Facebook hanno un’altra settimana per posizionare la IPO sul mercato, che dovrebbe ottenere un prezzo il prossimo 17 maggio, e i sottoscrittori stanno intensificando gli sforzi per stimolare l’interesse da parte di azionisti di grandi dimensioni.

Sottolineando le preoccupazioni sulla crescita del più grande social network del mondo, il 79% degli intervistati in un sondaggio di Bloomberg, che ha preso in considerazione 1.253 investitori, analisti e commercianti, ha dichiarato che Facebook non merita una valutazione pari a 96 miliardi di dollari, la fascia più alta delle previsioni.

Oggi sul portale QTLab abbiano caricato parecchie novità:

…una serie di corsi su EasyLanguage per Tradestation (con un docente d’eccezione: Domenico D’Errico)

…una giornata gratuita il 1 giugno che mi vedrà coinvolto insieme a Stefano Trulli

…e la sorpresa più importante: un Trading Camp dal 1 all 8 settembre 2012 condotto a quattro mani proprio insieme a Stefano: tutti i dettagli su www.QTLab.ch

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seasonal pattern for KGC

InStagionalità su 15 maggio 2012 a 08:55

seasonal pattern for KGC

20 Day Calendar Hold For 21/05
Years Analyzed: 17

Win %: 76.5%
Avg G/L: -5.5%
Std Dev: 9.4%

Past Performance:
1995 13.0%
1996 -5.8%
1997 -6.2%
1998 -20.0%
1999 -9.7%
2000 -10.9%
2001 -16.4%
2002 -18.9%
2003 -4.3%
2004 -6.1%
2005 10.3%
2006 -9.1%
2007 -3.2%
2008 -12.2%
2009 -2.3%
2010 4.8%
2011 3.8%

…appuntamento a Modena, venerdì 1 giugno per una giornata di corso/live trading che terrò insieme a Stefano Trulli: l’ingresso è GRATUITO ma è necessario prenotare un posto in sala su www.qtlab.ch

…e per quanti faranno un salto a Rimini all’ITF nei prossimi giorni, passate a farmi un saluto (sarò a vostra disposizione in diversi momenti della giornata presso lo stand di Tradestation)

Luca Giusti
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ITF 2012: i miei interventi didattici…

InArticoli, Stagionalità su 15 maggio 2012 a 08:50

Anche quest’anno inizia il conto alla rovescia per l’appuntamento più atteso dai trader italiani: L’Investment & Trading Forum di Rimini del 17 e 18 maggio… anche quest’anno sarò presente con diversi interventi didattici nel corso di entrambe le giornate:

Giovedì 17 maggio, dalle 16:30 alle 18:00 – Strategie in Opzioni per Controllare il Rischio (OptionForum)

Short Strangle sui Futures Valutari e Difesa Meccanica con il Future sottostante. Strategie Short Strangle combinate alla difesa meccanica con il contratto Future sottostante; ridurre la volatilità dei rendimenti vendendo opzioni su livelli differenti ed in momenti differenti

Venerdì 18 maggio, dalle 9:30 alle 10:30 - La Vendita di Opzioni Weekly su Futures (SIAT)

Questo intervento presenta una metodologia di lavoro sulle Opzioni sui Futures basata sulla vendita del contratto di Opzione abbinata all’operatività sul contratto Future sottostante. I segnali di ingresso in posizione sono originati da sistemi meccanici (trading systems) che girano su diversi strumenti: sia l’ingresso che la gestione della posizione viene quindi pianificata sempre a priori, eliminando ogni tipo di intervento discrezionale. Luca Giusti (QTLab) mostrerà le caratteristiche di questa metodologia e l’effetto che si ottiene sovrapponendo questa stessa operatività su diversi strumenti.

Venerdì 18 maggio, dalle 13:00 alle 14:00 - Trading Intraday sul Forex con le Correlazioni (TradeStation)

Il Mercato Forex presenta delle specificità che non ritroviamo facilmente in altri mercati: dalla possibilità di effettuare scelte di money management della posizione più sofisticate (in virtù della totale liberta di scelta del nozionale da impiegare e dell’assenza di commissioni), alla stabilità delle Correlazioni fra valute, che si possono sfruttare per fare trading su cambi e cross: è esattamente ciò che mostreranno Domenico D’Errico e Luca Giusti in questo intervento, utilizzando la piattaforma Tradestation per scrivere indicatori e testare nuove idee di trading sul mercato valutario.

Se volete incontrarci, saremo inoltre a vostra disposizione presso lo spazio espositivo di Tradestation:

Giovedì, dalle 15:30 alle 16:15Luca Giusti presenta la OptionStation PRO

Venerdì, dalle 14:00 alle 15:00Forex Trading e Correlazioni (domande e dimostrazioni one to one in coda all’intervento del venerdì)

seasonal pattern for VLO

InStagionalità su 14 maggio 2012 a 23:25

seasonal pattern for VLO

30 Day Calendar Hold For 15/05
Years Analyzed: 19

Win %: 84.2%
Avg G/L: -4.3%
Std Dev: 8.6%

Past Performance:
1993 -3.8%
1994 -9.9%
1995 -6.5%
1996 -5.9%
1997 7.1%
1998 -2.4%
1999 -8.5%
2000 -0.9%
2001 -18.4%
2002 -10.4%
2003 -2.9%
2004 -0.7%
2005 20.4%
2006 -5.2%
2007 4.5%
2008 -5.6%
2009 -14.9%
2010 -12.7%
2011 -5.1%

Luca Giusti
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seasonal pattern for DD

InStagionalità su 13 maggio 2012 a 09:32

seasonal pattern for DD

20 Day Calendar Hold For 19/05
Years Analyzed: 19

Win %: 78.9%
Avg G/L: -2.2%
Std Dev: 3.7%

Past Performance:
1993 0.9%
1994 -0.4%
1995 -0.2%
1996 -0.5%
1997 1.6%
1998 -3.6%
1999 -0.3%
2000 -6.1%
2001 -4.5%
2002 -4.9%
2003 4.9%
2004 4.6%
2005 -2.7%
2006 -4.5%
2007 -2.4%
2008 -6.4%
2009 -7.5%
2010 -3.6%
2011 -6.9%

Luca Giusti
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seasonal pattern for CAT

InStagionalità su 12 maggio 2012 a 14:27

seasonal pattern for CAT

10 Day Calendar Hold For 16/05
Years Analyzed: 19

Win %: 89.5%
Avg G/L: -2.5%
Std Dev: 2.9%

Past Performance:
1993 1.4%
1994 -2.4%
1995 -7.8%
1996 -0.5%
1997 -1.0%
1998 -2.0%
1999 -5.2%
2000 -5.3%
2001 -3.4%
2002 -2.2%
2003 -3.7%
2004 -1.1%
2005 4.5%
2006 -3.8%
2007 -0.3%
2008 -2.6%
2009 -2.1%
2010 -7.9%
2011 -1.8%

Luca Giusti
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seasonal pattern for PTEN

InStagionalità su 7 maggio 2012 a 09:50

seasonal pattern for PTEN

10 Day Calendar Hold For 10/05
Years Analyzed: 18

Win %: 77.8%
Avg G/L: -3.4%
Std Dev: 9.0%

Past Performance:
1994 -8.2%
1995 -2.4%
1996 17.6%
1997 -0.5%
1998 -10.9%
1999 -13.2%
2000 -9.7%
2001 12.9%
2002 -7.8%
2003 -0.1%
2004 -3.0%
2005 -8.8%
2006 -13.7%
2007 6.6%
2008 5.4%
2009 -11.4%
2010 -9.1%
2011 -4.1%

Luca Giusti
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Stagflazione per i nuovi P.I.G.S. e il fondo Norvegese liquida…

InStagionalità su 6 maggio 2012 a 16:57

Recessione ed Inflazione per i nuovi PIGS: lo scrivo da mesi (ma non ci voleva una laurea in economia per immaginarlo), e lo certifica oggi l’Economist con le previsioni per il 2012, quindi fra qualche mese ci arriveranno anche i super tecnici che appariranno sconfortati in televisione dichiarando: l’Italia è in stagflazione. Ma è in buona compagnia: e non penso alla solita Spagna, Portogallo o Grecia, ma ad insospettabili come l’Olanda ed il Belgio, oltre che qualche paese dell’Est Europa (non solo l’Ungheria). E l’Irlanda? Non se ne parla più perché è riuscita a ridurre ad 1/3 il suo rapporto deficit/pil (che aveva superato il 30%) dopo gli aiuti di 85 miliardi dell’FMI e la sua economia sta ripartendo grazie alle sue politiche fiscali in grado di attrarre imprese come Google o Intel. Lontana dall’essere fuori pericolo, ha peró imboccato una via di uscita, il credito gira (quando in questo paesi invece è fermo) e l’export recupera.

Viene da chiedersi allora se sia meglio fare default da ricchi o farlo da poveri… Se farlo come l’Islanda (non l’Irlanda) non accettando di farsi spremere all’osso o se farlo come la Grecia, che è stata spremuta finchè era possibile per poi lasciare il cerino acceso nelle mani dei creditori privato. Perché una buona parte dei cittadini di paesi come Italia e Spagna stanno ancora bene, paragonati a quelli della Grecia o del Portagallo (che sarà il prossimo a saltare).
I sacrifici si fanno volentieri se si intravede una via di uscita, ma nelle ultime settimane si avverte una certa tensione e meno sicurezza in chi dovrebbe guidarci fuori da questo pantano… La speranza che era riuscito ad infondere Monti nei primi mesi lascia il posto alle legnate del fisco e all’assurdità che un governo di tecnici chiama altri tecnici in aiuto: Bondi e Giavazzi sono tali, ma Amato no… Amato è quello del prelievo coatto sui conti correnti negli anni novanta, è quello che sei mesi fa nelle interviste che rilasciava spiegava la sua ricetta per stabilizzare il paese: ridurre di 1/3 il debito pubblico dell’Italia con un prelievo in media di 10.000€ a contribuente (presentando il conto agli italiani del debiti accumulato in questi decenni e ricordandogli che è “roba loro” e non di qualcun’altro). Costui è il consulente dell’attuale governo.
Per sistemare i conti hanno scelto di aumentare le tasse prima di tagliare la spesa (che non riusciranno a tagliare): cosi il nuovo gettito (i sacrifici) non fa in tempo ad arrivare che è gia stato speso… lo stato è comunque senza soldi e lo vedi perchè accumula nuovi ritardi nel pagamento dei suoi fornitori (parlo per esperienza diretta: oggi sono 9 mesi di affitti non pagati). E l’idea di compensare debiti e crediti con l’erario è pura fantascienza, così come quella di fare emergere i debiti dello stato con i suoi fornitori e dare loro in cambio dei titoli di stato… Ne avevo già parlato: l’Italia può fare solo l’opposto, ovvero non pagare i fornitori e emettere meno titoli di debito pubblico… Se emette titoli per fare emergere questi debiti verso i suoi fornitori, il debito pubblico chiaramente aumenta e sappiamo tutti che non possiamo permettercelo: quindi, lasciando da parte queste assurde “aperture”, la situazione è: adesso paga, ma di essere pagato non se ne parla… Questo paese è già insolvente: chi vanta un credito verso lo stato lo sa già, senza bisogno che me lo dica una agenzia di rating.
Tutto il resto è un film già visto mesi fa in Grecia: suicidi, aumento della piccola criminalità, disoccupazione, fuga dei capitali… ormai sappiamo già anche il finale, ma magari in questi paesi l’epilogo sarà differente… Dopo le elezioni di queste ore domani sui mercati si ballerà un po’…

Luca Giusti
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seasonal pattern for PG

InStagionalità su 6 maggio 2012 a 13:46

seasonal pattern for PG

10 Day Calendar Hold For 08/05
Years Analyzed: 19

Win %: 84.2%
Avg G/L: 2.0%
Std Dev: 2.7%

Past Performance:
1993 0.0%
1994 3.7%
1995 -5.0%
1996 4.0%
1997 0.5%
1998 4.3%
1999 3.2%
2000 5.8%
2001 4.6%
2002 2.0%
2003 1.4%
2004 -0.6%
2005 3.0%
2006 -2.6%
2007 2.8%
2008 1.3%
2009 1.9%
2010 4.8%
2011 3.2%

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seasonal pattern for NKE

InStagionalità su 6 maggio 2012 a 13:45

seasonal pattern for NKE

20 Day Calendar Hold For 08/05
Years Analyzed: 19

Win %: 84.2%
Avg G/L: 3.2%
Std Dev: 4.5%

Past Performance:
1993 2.5%
1994 11.4%
1995 0.0%
1996 5.1%
1997 13.8%
1998 1.9%
1999 -3.3%
2000 1.1%
2001 6.1%
2002 -4.2%
2003 2.3%
2004 6.9%
2005 6.0%
2006 -1.5%
2007 1.0%
2008 4.0%
2009 1.3%
2010 2.5%
2011 3.2%

Luca Giusti
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seasonal pattern for ETR

InStagionalità su 6 maggio 2012 a 13:44

seasonal pattern for ETR

20 Day Calendar Hold For 09/05
Years Analyzed: 19

Win %: 84.2%
Avg G/L: 3.1%
Std Dev: 3.6%

Past Performance:
1993 0.4%
1994 5.9%
1995 6.1%
1996 1.4%
1997 7.6%
1998 6.3%
1999 6.5%
2000 6.8%
2001 5.6%
2002 0.3%
2003 4.3%
2004 5.4%
2005 -0.3%
2006 1.1%
2007 -5.6%
2008 5.7%
2009 0.9%
2010 0.1%
2011 -0.6%

Luca Giusti
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seasonal pattern for INTU

InStagionalità su 1 maggio 2012 a 23:32

seasonal pattern for INTU

60 Day Calendar Hold For 09/05
Years Analyzed: 18

Win %: 83.3%
Avg G/L: 9.2%
Std Dev: 12.8%

Past Performance:
1994 18.2%
1995 8.1%
1996 -13.6%
1997 5.3%
1998 19.6%
1999 25.0%
2000 40.7%
2001 2.5%
2002 18.4%
2003 10.2%
2004 -10.3%
2005 14.0%
2006 4.6%
2007 5.1%
2008 4.9%
2009 12.5%
2010 5.6%
2011 -4.5%

Luca Giusti
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seasonal pattern for CENX

InStagionalità su 1 maggio 2012 a 23:30

seasonal pattern for CENX

60 Day Calendar Hold For 05/05
Years Analyzed: 15

Win %: 80.0%
Avg G/L: -9.1%
Std Dev: 13.4%

Past Performance:
1997 -8.3%
1998 -11.5%
1999 -3.7%
2000 -10.7%
2001 -11.0%
2002 -15.5%
2003 12.0%
2004 10.6%
2005 -13.9%
2006 -24.2%
2007 13.2%
2008 -17.7%
2009 -24.6%
2010 -30.8%
2011 -1.2%

Luca Giusti
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seasonal pattern for SCCO

InStagionalità su 27 aprile 2012 a 19:14

seasonal pattern for SCCO

20 Day Calendar Hold For 04/05

Years Analyzed: 15
Win %: 80.0%
Avg G/L: -3.0%
Std Dev: 6.2%

Past Performance:

1997 12.4%
1998 -2.6%
1999 -3.6%
2000 -2.9%
2001 -0.8%
2002 -1.5%
2003 -2.8%
2004 0.0%
2005 -14.4%
2006 -13.7%
2007 2.4%
2008 -4.5%
2009 -4.7%
2010 -4.1%
2011 -4.4%

…appuntamento a sabato 5 maggio per il corso Spread Commodities

…o a Rimini il 17 e 18 maggio

Luca Giusti

Chi ha in mano il debito? …anomalia Italia

InStagionalità su 25 aprile 2012 a 07:49

Interessante questa analisi che confronta i rendimenti delle obbligazioni decennali con la posizione netta in termini di investimenti stranieri (in % del PIL)i: nei paesi dove quest’ultima ha raggiunto livelli molto elevati, abbiamo visto cosa sia accaduto… Agli antipodi, ma con rendimenti simili, le posizioni di Spagna e Italia, dove gli investimenti stranieri sono in calo (le aziende fuggono ed i titoli del debito pubblico sono in buona parte in mano alle banche domestiche, dopo le dismissione delle banche estere dell’ultimo anno) ma lo spread sul decennale resta alto…

Il financial stability board pubblica periodicamente un indicatore di rischio sistemico partendo dall’analisi di alcune decine di banche e società di assicurazioni europee: stiamo tornando su livelli poco rassicuranti, ma come scritto più volte in queste pagine, il timore è che manchi un capitolo a questa crisi… dopo la fuga dei capitali privati dalle banche, adesso potrebbe essere il turno dell’aumento fuori controllo delle sofferenze sui crediti a causa della chiusura di molte aziende e l’innescarsi di una spirale che sarà difficile fermare anche con nuovi regali della BCE come i precedenti LTRO.

La sola via di uscita sembra quella di fare ripartire la crescita, ma è inutile raccontarcela: la crescita non parte dalle banche (che non prestano), non si fa per decreto legge (anzi, le politiche di austerità stanno sortendo l’effetto opposto), e non si fa senza investimenti pubblici (quindi scordiamoci il pareggio di bilancio)… Se ne esce solo se le principali economie mondiali ripartono e paesi come questo beneficiamo di un effetto traino, ma quando succederà resta da vedere quante piccole imprese saranno sopravvissute ed ancora li per approfittarne.

L’ultima novità di questo giorni è la doppia IMU (o tassa di scopo) che i comuni possono usare e useranno (visto che hanno tagliato le risorse a loro destinate), invece di chiudere 3/4 delle inutili società partecipate dagli enti locali, senza organici ma con presidenti e Cda, e nate solo per dare un posto ai politici trombati nelle elezioni… Alla fine andiamo a parare sempre li: non sono i costi diretti della politica il problema vero (indignazione a parte per i commessi di montecitorio che prendono stipendi, alla fine della loro vita lavorativa di centinaia di migliaia di euro) ma tutti questi danni collaterali che sono molto meno plateali ma che vistano decine e decine di miliardi e che è difficile eliminare. A proposito: in Islanda stanno facendo causa ai loro politici per dove hanno portato il parse in questi anni…

Il settore immobiliare, che rappresenta una voce importante del PIL dell’Italia, è già fermo di suo: con queste manovre si va solo a deprimerlo di più… Altro che crescita.

Buona festa della liberazione… forse iniziamo a sentire il bisogno di una nuova “liberazione”

Luca Giusti
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seasonal pattern for CAG

InStagionalità su 23 aprile 2012 a 13:13

seasonal pattern for CAG

30 Day Calendar Hold For 23/04
Years Analyzed: 19

Win %: 84.2%
Avg G/L: 4.0%
Std Dev: 5.3%

Past Performance:
1993 6.4%
1994 -2.8%
1995 -3.1%
1996 6.7%
1997 6.2%
1998 3.6%
1999 9.3%
2000 19.6%
2001 3.3%
2002 1.5%
2003 7.2%
2004 -4.7%
2005 3.7%
2006 3.6%
2007 3.2%
2008 1.7%
2009 3.4%
2010 0.2%
2011 6.2%

Luca Giusti
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seasonal pattern for ORCL

InStagionalità su 23 aprile 2012 a 08:18

seasonal pattern for ORCL

10 Day Calendar Hold For 27/04
Years Analyzed: 19

Win %: 84.2%
Avg G/L: -1.9%
Std Dev: 8.1%

Past Performance:
1993 18.5%
1994 -0.7%
1995 -2.2%
1996 -1.9%
1997 13.4%
1998 -0.9%
1999 -12.6%
2000 -0.6%
2001 -1.6%
2002 -18.5%
2003 3.4%
2004 -6.2%
2005 -1.2%
2006 -3.2%
2007 -0.3%
2008 -2.8%
2009 -6.8%
2010 -9.9%
2011 -1.1%

Luca Giusti
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seasonal pattern for SWN

InStagionalità su 17 aprile 2012 a 20:59

seasonal pattern for SWN

20 Day Calendar Hold For 17/04
Years Analyzed: 19

Win %: 94.7%
Avg G/L: 7.8%
Std Dev: 9.6%

Past Performance:
1993 11.3%
1994 1.9%
1995 4.3%
1996 2.9%
1997 7.1%
1998 2.4%
1999 4.8%
2000 10.4%
2001 36.1%
2002 1.7%
2003 2.9%
2004 2.9%
2005 20.6%
2006 9.2%
2007 0.3%
2008 13.0%
2009 19.4%
2010 -8.2%
2011 4.9%

Luca Giusti
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P.P.P. (o Big Mac Index): le indicazioni su FX

InStagionalità su 16 aprile 2012 a 21:40

La teoria alla base della Purchising Power Parity è semplice: uno stesso prodotto, in ogni paese, dovrebbe avere un prezzo simile… ogni differenza dovrebbe essere imputabile ad una sopra o sottovalutazione di una valuta rispetto all’altra… Certo, il mondo reale è un po’ più complesso di così, e non mi sognerei mai di usare le indicazioni di questo modello per fare timing (quindi decidere quando entrare o uscire da una posizione FX), ma è anche vero che certi squilibri prima o poi è normale che siano compensati.

Il prodotto il cui prezzo spesso viene preso come riferimento è il famoso panino di McDonald (il Big Mac) e se ne rileva periodicamente in prezzo nella valuta locale per convertirli in USD: abbiamo così, sul lato destro del grafico, le valute sopravalutate (quelle più forti… e questa forza spesso arriva a mettere in crisi l’export di queste economie) e sul lato sinistro quelle più sottovalutare (quelle più deboli, svalutate dalle banche centrali per cercare di rilanciare l’export, o creare una spinta inflattiva che riduca l’entità del debito del paese in termini reali).

I dati sono aggiornati al cambio di meta gennaio; si vede come EUR e USD siano più o meno in equilibrio (della serie: la FED ha stampato tanta moneta, ma anche la BCE negli ultimi 6 mesi non ha scherzato) o come Franco Svizzero e le Corone (Norvegesi e Svedesi) siano le valute più forti (che qualche problema stanno creando alle rispettive economie).

Spesso si guarda a USD/JPY come ad un cambio molto tirato, ma in realtà, su questi livelli, le due valute sembrano essere in equilibrio: un Big Mac a Tokio vi costa come a New York… A Zurigo invece lo pagate quasi il doppio (ne so qualcosa…).

Interessanti le situazioni, sulla sinistra, di rand sudafricano, rublo, o pesos messicano (i cui cambi sono facilmente tradabili su diverse piattaforme).

…sono concetti interessanti: non da tradare a se stanti, lo ribadisco, ma possono dare un indirizzo sia in chiave contrarian, ma anche per cavalcare la forza di una valuta o puntare sulla debolezza di un’altra.

Allo stesso modo, anche l’analisi della Forza Relativa fra valute può dare indicazioni molto interessanti su ció che realmente sta accadendo sul mercato valutario.

Per quanti volessero approfondire questi aspetti (anche se non saranno i temi centrali delle due giornate, ma saranno comunque richiamati) vi do appuntamento il prossimo 21 e 22 aprile ai corsi:

FX Trading (correlazioni)

Opzioni + Futures/FXspot

Nel primo, in particolare, vedremo come l’analisi della Forza Relativa fra valute possa darci delle ottime indicazioni nell’operatività trend folliwing sui cambi, mentre sui cross vedremo come lavorare reversal sfruttando le correlazioni… Per quanti volessero approfondire il programma del corso, questo è il link: http://www.qtlab.ch/index.php?option=com_content&view=article&id=11&Itemid=52

Il secondo corso non ha bisogno di molte presentazioni: è l’operatività che ha funzionato meglio negli ultimi 9 mesi e trovate diversi articoli e video su www.QTLab.ch che la approfondiscono…

Buon trading!

Luca Giusti
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Bortolussi, la CGIA e le nuove imprese

InStagionalità su 16 aprile 2012 a 20:55

In questi mesi ogni volta che c’è Bortolussi in televisione, bisogna prendere un antidepressivo per superare lo sconforto delle statistiche che presenta… Ma è innegabile che ci sia qualcosa che non va, ed il lavoro della CGIA di Mestre è sempre molto preciso nel farlo emergere.

Circa il 50% delle aziende chiude nei primi di vita. La Cgia di Mestre, attraverso un’indagine, ha reso noto che un’azienda su due (precisamente il 49,6%) fallisce entro i primi 5 anni di vita. “Un dato molto preoccupante che segnala la grave difficoltà che stanno vivendo le imprese, soprattutto quelle guidate da neoimprenditori“.

Nello specifico il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha spiegato: “Tasse, burocrazia, ma soprattutto la mancanza di liquidità sono i principali ostacoli che costringono molti neoimprenditori a gettare la spugna anzitempo. E’ vero che molte persone, soprattutto giovani, tentano la via dell’autoimpresa senza avere il know how necessario, tuttavia è un segnale preoccupante anche alla luce delle tragedie che si stanno consumando in questi ultimi mesi“.

L’associazione ha tenuto a sottolineare l’importanza delle piccole micro imprese per quanto riguarda l’occupazione: “Se, come sottolinea l’Unione europea il 58% dei nuovi posti di lavoro è creato dalle imprese con meno di 10 addetti, e se , come risulta dai dati Istat, il 60% dei giovani italiani neoassunti nel 2011 è stato ‘assorbito’ dalle micro imprese con meno di 15 addetti, è chiaro che il Governo non può non abbassare il carico fiscale sulle imprese e sul mondo del lavoro, per far ripartire l’economia di questo Paese”.

Già in precedenza la Cgia di Mestre ha lanciato l’allarme: nel 2011 sono 11.615 le imprese che hanno chiuso per fallimento, la cifra più elevata in questi quattro anni di crisi economica. Circa 50 mila persone sono rimaste senza lavoro e sono in aumento i suicidi tra gli imprenditori.

Si parla di articolo 18, di flessibilità, ma qua il problema vero è che, di questo passo, sta venendo a mancare colui che può licenziare o assumere (ovvero qualcuno che abbia ancora voglia di fare impresa in questo paese).

…se sei giovane vattene finchè sei in tempo… e quando questi dinosauri che si sono spartiti il potere faranno implodere il sistema (o moriranno di vecchia, che non manca molto… e si sa che tirare di coca non allunga la vita, visto che sembra un vizietto piuttosto diffuso in parlamento) torna per ricostruire questo paese secondo principi di giustizia ed equità (quella vera, non quella sbandierata del governo Monti). Ed intanto il partito di Beppe Grillo sembra sia diventata la terza forza politica del paese: l’implosione è vicina…

Luca Giusti
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seasonal pattern for HAL

InStagionalità su 15 aprile 2012 a 06:45

seasonal pattern for HAL

10 Day Calendar Hold For 15/04
Years Analyzed: 19

Win %: 94.7%
Avg G/L: 5.2%
Std Dev: 4.2%

Past Performance:
1993 3.8%
1994 1.2%
1995 5.4%
1996 4.1%
1997 4.0%
1998 1.6%
1999 9.3%
2000 6.6%
2001 10.2%
2002 3.8%
2003 1.9%
2004 2.5%
2005 8.8%
2006 2.2%
2007 -3.5%
2008 5.3%
2009 15.4%
2010 7.5%
2011 8.1%

Luca Giusti
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seasonal pattern for SCCO

InStagionalità su 10 aprile 2012 a 22:46

seasonal pattern for SCCO

20 Day Calendar Hold For 04/05
Years Analyzed: 15

Win %: 80.0%
Avg G/L: -3.0%
Std Dev: 6.2%

Past Performance:
1997 12.4%
1998 -2.6%
1999 -3.6%
2000 -2.9%
2001 -0.8%
2002 -1.5%
2003 -2.8%
2004 0.0%
2005 -14.4%
2006 -13.7%
2007 2.4%
2008 -4.5%
2009 -4.7%
2010 -4.1%
2011 -4.4%

Difficile trovare in queste settimane dei pattern stagionali che indichino un ribasso… Ma Spagna ed Italia sono tornate le vittime predestinate: FtseMib -5%, spread oltre 400 punti (Spagna a 430)… E c’è chi dice che comprare BTP a questi prezzi è un affare… Mah… L’ultima volta lo spread è sceso sulle prime iniziative intraprese dal governo tecnico, ma stavolta quale sarà la scusa per farlo scendere? Mandiamo via Monti ma per metterci chi? Si parla di finanziamento ai partiti, del Trota, di riforma elettorale come se fossero queste le urgenze… Le aziende che chiudono (17.000 fallimenti in 3 anni) sono l’urgenza vera, il credito congelato, l’aumento della tassazione sui cittadini che sta facendo precipitare i consumi… Le riforme per creare un ambiente accogliente per gli investimenti esteri vanno bene, ma qua il rischio è che quando la ripresa arriverà ci saranno rimaste poche realtà abbastanza sane e motivate per cavalcarla.

Luca Giusti
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seasonal pattern for BHI

InStagionalità su 10 aprile 2012 a 14:50

seasonal pattern for BHI

20 Day Calendar Hold For 13/04
Years Analyzed: 19

Win %: 89.5%
Avg G/L: 9.1%
Std Dev: 9.0%

Past Performance:
1993 4.9%
1994 7.9%
1995 11.4%
1996 0.8%
1997 -0.8%
1998 6.2%
1999 30.7%
2000 16.9%
2001 0.5%
2002 14.3%
2003 -4.7%
2004 4.9%
2005 1.1%
2006 20.2%
2007 18.1%
2008 7.6%
2009 20.5%
2010 5.2%
2011 6.8%

Luca Giusti
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I numeri di Facebook (FB sul Nasdaq… da maggio?)

InStagionalità su 9 aprile 2012 a 18:31

Finora era un bivio: Facebook ha presentato lo scorso febbraio un dossier per la quotazione in Borsa, ma nel documento non ha indicato dove sarebbe sbarcato. Secondo il New York Times arriverà sul Nasdaq e avrà come simbolo FB.

Sembra tramontare la possibilità di un ingresso nel Nyse, l’altra grande piazza di contrattazioni che lo scorso maggio aveva ospitato il debutto del social network dove le persone condividono curriculum e contatti professionali, LinkedIn: il giorno del collocamento il prezzo delle azioni era aumentato del 109%, a 94 dollari.

Secondo il fascicolo presentato alla Securities and exchange commision, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari equivalente dell’italiana Consob, Facebook prevede di raccogliere cinque miliardi di dollari, ma gli analisti ritengono che sia una cifra destinata ad aumentare: la valutazione complessiva potrebbe tagliare un traguardo fra 75 miliardi di dollari e 100 miliardi di dollari. Di recente nel mercato secondario di Sharepost, dove i dipendenti di Facebook potevano vendere i titoli in loro possesso, 150mila azioni sono state scambiate al prezzo di 44,1 dollari e la valutazione indiretta è stata calcolata in 102,8 miliardi di dollari. Ma il social network ha chiesto di sospendere le contrattazioni: è un indizio dell’avvicinarsi dello sbarco in Borsa.

…impressionanti i numeri, non solo quando paragonati alla old economy ma anche ad altri punti di riferimento della new economy… una gigantesca bolla di sapone? …c’è chi lo diceva anche di Google ;-)

…spero abbiate trascorso una Pasquetta in relax; da domani si torna in pista. Per quanti desiderino avvicinarsi al mondo del trading on line (o imparare nuove metodologie da affiancare alla propria operatività sui mercati) vi dó appuntamento ai prossimi corsi in partenza sul sito http://www.qtlab.ch

Luca Giusti
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Niente IMU per le fondazioni bancarie… e sui costi della politica: non c’è nulla da tagliare!

InStagionalità su 8 aprile 2012 a 15:59

Le Commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno bocciato un emendamento al DL fiscale che prevedeva il pagamento della nuova Ici da parte delle fondazioni Bancarie, sul quale ovviamente il governo aveva presentato parere contrario, sostenendo che le banche e le loro fondazioni sono associazioni benefiche… no comment

Secondo Elio Lannutti, dell’Idv e presidente dell’Adusbef, firmatario dell’emendamento bocciato in Commissione, si tratta di “una vergogna” perché “si fa pagare l’Imu sulle macerie, ovvero sulle case inagibili, sui pagliai, e allo stesso tempo il governo dei banchieri dimostra di essere prono agli interessi dei banchieri” (ma l’hanno messo li loro… che pretendiamo? Che dia addosso al proprio datore di lavoro?).

Lannutti ha ricordato come il governo ha dato parere contrario all’emendamento “sostenendo che le fondazioni sono associazioni benefiche. Una vergogna”, ha ribadito.

E a proposito di commissioni parlamentari, la settimana scorsa si è sciolta quella che era stata incaricata di analizzare quali costi della politica dovessero essere tagliati: hanno gettato la spugna… Impossibile tagliare alcunché… e che avrebbero potuto tagliare? I 10.000 euro al mese che prende il Trota come consigliere regionale, o i rimborsi elettorali con cui il Trota e l’amante di Rosy Mauro hanno comprato il diploma, o affittato una porsche, o con cui Lusi (e chi sa chi altri della Margherita) si comprava case e barche?

…e come si fa a non sentirsi vicini agli Islandesi che non solo hanno detto al mondo che di pagare il debito, contratto negli anni dalle decisioni interessate della loro classe politica connivente con il sistema bancario di questa isola (il giro d’affari della banca principale superava di gran lunga il PIL del paese), non se ne parla neanche, ma stanno muovendosi legalmente per presentare il conto proprio a quei politici che hanno portato il paese al default…

E senza scendere in piazza per danneggiare le loro città, come hanno fatto in Grecia, ma in maniera democratica… Si sono scelti come leader un ex musicista (un po’ come se in Italia scendesse davvero in campo uno come Beppe Grillo per intenderci) e hanno messo alla porta tutti gli ex politici.

I sacrifici in nome della stabilità: ma a chi interessa la stabilità? A chi ha ancora qualcosa… qualcosa da perdere…

…ed in Grecia e Portogallo sempre più persone non hanno più niente, e quindi niente da perdere, in nome dei sacrifici che i Governi stanno loro imponendo… E comunque il loro destino è ormai segnato: il default, magari controllato come quello greco, in un processo di distruzione dell’economia reale finalizzato a salvaguardare gli interessi della finanza mondiale (come è accaduto in maniera davvero plateale nel caso Grecia). l’Islanda ha i suoi problemi, ma i pochi abitanti di quest’isola non hanno accettato di farsi spremere all’osso prima di arrivare al default: hanno fatto default subito, e riscritto la costituzione, senza governi tecnici imposti dalla Germania (o dalla Gran Bretagna che era il paese più impegolato con la banca islandese che è saltata).

…ma in Spagna ed Italia da spremere c’è ancora parecchio, e troppe persone hanno qualcosa da perdere, quindi sotto con l’IMU, l’IVA al 23%, la distruzione dell’economia reale attraverso la protezione delle banche (che non prestano più), il crollo dei consumi (seguito alla perdita del potere reale di acquisto), la disoccupazione in aumento, il costo degli interessi del debito che salgono, e la spesa pubblica che non viene tagliata… poi annunciano che siamo in recessione: e chi se lo aspettava !?! Meno male che il loro ufficio studi se ne è accorto!

E il governo Monti raccoglie consensi… Ma è normale: basta pensare a quelli che c’erano prima… e che potrebbero ritornare, che uno piuttosto paga l’IMU tutti mesi!

… Ma del resto, non c’è nulla più da tagliare… chiudiamo qualche asilo, magari, o smettiamola di tenere accesi tutti quei lampioni in città, ma non possiamo mica tagliare i rimborsi elettorali ai partiti per comprare il diploma al Trota e all’amante di Rosy Mauro! E come fanno se no? Mica glielo danno un diploma questi “insegnanti terroni” a chi porta un cognome così nobile (è la giustificazione del Trota dopo l’ennesima bocciatura)

…e c’è ancora qualcuno che si stupisce se uno ad un certo punto decide di trasferirsi all’estero… Ma se facciamo come l’Islanda torno, garantito, solo per vedere un politico lavorare (ci faranno sopra qualche reality, come sul principe dei Savoia).

Buona Pasqua ;-)

Luca Giusti
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Chi punzecchia la BNS? La difesa di 1.20 di EURCHF…

InStagionalità su 7 aprile 2012 a 21:50

L’euro è sceso la settimana scorsa sotto la soglia di 1,20 franchi. È della prima volta che ciò accade da settembre, vale a dire da quando la Banca nazionale svizzera (BNS) ha fissato a 1,20 la soglia minima di cambio, affermando che non avrebbe tollerato un valore inferiore. Si è trattato del tanto paventato attacco speculativo? Le opinioni degli esperti divergono.

Contattato dall’agenzia finanziaria Awp, una portavoce della BNS non ha voluto commentare il movimento di corso odierno, limitandosi ad affermare che l’istituto continuerà a difendere la soglia fissata. “Non ci sono dubbi in merito”, ha sottolineato. La banca manterrà la sua rotta, “a questo proposito non è naturalmente cambiato nulla”, ha puntualizzato l’addetta stampa.

La BNS era intervenuta il 6 settembre 2011 con una serie di provvedimenti per lottare contro la forza del franco, che sulla scia della crisi del debito nell’Eurozona stava massicciamente rivalutandosi, ponendo seri problemi all’industria d’esportazione e ad altri settori economici. In particolare si era detta disposta ad acquistare euro in misura illimitata per mantenere il suo corso al livello giudicato come minimo.

Oggi però questa sorta di “linea del Piave” è stata superata, seppure per un periodo di tempo limitato. Dopo che per tutta la mattinata si era mosso intorno a 1,2035, è improvvisamente sceso dopo le 11, toccando un minimo a 1,1997 franchi. È poi quasi subito risalito e da allora oscilla di poco intorno a 1,2020.

Sui mercati dei cambi pesano i timori di un riacutizzarsi della crisi del debito dell’Eurozona, con un occhio particolare alla Spagna, che ieri ha avuto difficoltà a piazzare i suoi titoli sul mercato e ha dovuto pagare un rendimento più alto. Lo spread (differenziale di rendimento) fra un decennale iberico e l’equivalente Bund tedesco è volato oggi a 400 punti base, per la prima volta da dicembre. Anche lo spread dei titoli italiani è in rialzo a 376 punti base.

Nello stesso tempo il rendimento dei Bund tedeschi è crollato ai minimi storici, evidenziando come gli operatori siano alla ricerca di collocamenti che possano offrire rifugio. “Agli investitori appare piano piano chiaro che i paesi periferici dell’euro continuano ad essere sottoposti a un’enorme pressione”, ha indicato alla Reuters Jeremy Stretch, specialista di cambi presso CIBC.

“Tuttavia non è molto chiaro perché proprio oggi la situazione si sia acuita”, ha osservato Youna Park, esperta di divise di Commerzbank, in dichiarazioni rilasciate all’Awp. La giornata odierna non è infatti stata caratterizzata da nuove notizie negative. Secondo Park in Svizzera non è vi è pericolo di inflazione, bensì di deflazione: su base annua i prezzi al consumo in marzo sono infatti calati dell’1%. Un rafforzamento del franco aggraverebbe il problema.

Attacco mirato o incidente di percorso? Quanto successo rappresenta le prime avvisaglie di un attacco al fortino valutario, ipotizzato da taluni? Oppure si è trattato di una sorta di incidente di percorso, un panne tecnica immediatamente corretta? Oggi nessuno può ancora dirlo e le valutazioni di chi opera nel settore divergono sensibilmente.

Thomas Flury, esperto di cambi presso UBS, non crede che il mercato abbia voluto verificare la determinazione della Banca nazionale nella sua linea di difesa. Ma naturalmente il fatto che sia possibile far rispettare la soglia in ogni secondo rappresenta un test. Quanto successo “non è un buon segnale ai mercati”. La Banca nazionale (BNS) ha perso un po’ di smalto, anche se il corso non è rimasto a lungo sotto 1,20.

Meno negativo è Philipp Bärtschi, capo stratega presso Sarasin. “Il mercato è libero, chiunque può offrire un corso. Non si è costretti a trattare con la BNS”, ha spiegato. A suo avviso non è quindi significativo se il corso scende per alcune frazioni di secondo sotto 1,20. “Mi preoccuperei se questo si verificasse per ore”, ha affermato. Ciò nonostante per l’esperto è innegabile che il mercato si stia muovendo. “Qualcuno vuole evidentemente mettere alla prova alla BNS”, aggiunge Bärtschi, contraddicendo quindi lo specialista precedente. “Ma siamo convinti che tutti coloro che ci proveranno pagheranno cari i loro tentativi.” È inoltre possibile che oggi abbiano avuto un ruolo transazioni di opzioni, ha fatto presente.

Più dubbi sull’operato della BNS da parte di Hans-Günter Redeker, capo strategia delle divise presso Morgan Stanley a Londra. “Abbiamo già detto tempo fa che la soglia minima non avrebbe tenuto in caso di nuove preoccupazioni nell’Eurozona”, ha spiegato alla Bloomberg. “Nel breve periodo la BNS dovrà intervenire: ma si vedrà se questa politica funzionerà anche in futuro”.

Un altro operatore ha puntato l’attenzione sul momento in cui è avvenuto l’”incidente”, definendolo tipico: poco prima di un giorno festivo, quando i volumi di transazione sono meno elevati.

L’euro si è indebolito anche nei confronti del dollaro, scendendo sotto 1,31 dollari. Il movimento al ribasso prosegue da martedì, anche a causa del venir meno delle speranze in un ulteriore allentamento della politica monetaria negli Usa. Il biglietto verde si è rafforzato anche sul franco, superando quota 0,92

Luca Giusti
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seasonal pattern for UTX

InStagionalità su 6 aprile 2012 a 13:09

seasonal pattern for UTX

10 Day Calendar Hold For 13/04
Years Analyzed: 19

Win %: 84.2%
Avg G/L: 3.0%
Std Dev: 3.6%

Past Performance:
1993 0.0%
1994 -1.4%
1995 4.0%
1996 5.4%
1997 7.3%
1998 2.3%
1999 5.4%
2000 5.2%
2001 1.7%
2002 -4.9%
2003 -0.0%
2004 1.0%
2005 0.5%
2006 12.4%
2007 4.2%
2008 3.4%
2009 3.6%
2010 4.1%
2011 3.4%

…Buona Pasqua a tutti!

Luca Giusti
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seasonal pattern for SLB

InStagionalità su 5 aprile 2012 a 01:26

seasonal pattern for SLB

20 Day Calendar Hold For 05/04
Years Analyzed: 19

Win %: 94.7%
Avg G/L: 5.1%
Std Dev: 4.4%

Past Performance:
1993 5.7%
1994 4.2%
1995 6.7%
1996 3.1%
1997 6.5%
1998 2.7%
1999 4.3%
2000 1.6%
2001 10.5%
2002 2.7%
2003 10.0%
2004 0.2%
2005 1.3%
2006 3.4%
2007 5.6%
2008 12.4%
2009 10.3%
2010 10.5%
2011 -5.2%

Luca Giusti
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Eurispes stima 540 miliardi di sommerso (35% del PIL)

InStagionalità su 1 aprile 2012 a 17:46

L’Eurispes stima che, nella media nazionale, il costo mensile per i beni essenziali di una famiglia composta da quattro persone è di 30.276 euro l’anno cioé di 2.523 euro al mese. E’ quanto rileva il rapporto ‘L’Italia in nero’ di Eurispes e Istituto San Pio V di Roma.

Il calcolo si basa su una famiglia tipo (idealmente composta da due adulti e due bambini) “che risparmia su tutto ma non fa mancare nulla ai figli e conduce un’esistenza quasi spartana ma dignitosa”.

Solo la spesa alimentare per una famiglia tipo è pari a 825 euro (va da un massimo di 950 euro al mese nelle regioni del nord-ovest ad un minimo di 748 euro al mese nel Mezzogiorno). Secondo l’Eurispes, guardando alle diverse voci di spesa, in media per l’abbigliamento un nucleo di quattro persone spenderebbe 240 euro al mese, per la casa 890 euro e per le spese medico-sanitarie 950.

Secondo l’Eurispes, quindi, per fare fronte alla crisi occorre agire sull’economia sommersa. Soprattutto perché le difficoltà, sottolinea l’Istituto nella presentazione del rapporto, sono sempre più evidenti, visto che, spiega, “solo un terzo delle famiglie italiane riesce ad arrivare tranquillamente a fine mese; almeno 500.000 famiglie hanno difficoltà a onorare i mutui per la casa; aumenta il credito al consumo (più del 100% tra 2002 e 2011) e cresce la povertà ‘in giacca e cravatta’, cioé quella dei lavoratori costretti a usufruire di mense e dormitori per i poveri”.

“Poco meno della metà dei contribuenti-persone fisiche (20,3 milioni, 49,1% del totale) ha dichiarato nel 2010 un reddito complessivo inferiore a 15.000 euro (1.250 euro su base mensile)”. E’ quanto sottolinea il rapporto con riferimento all’anno d’imposta 2009. Si tratta di elaborazioni dell’Eurispes su dati del ministero dell’Economia e delle Finanze, che confermano una realtà ormai nota. Solo lo 0,9% ha, invece, dichiarato, si legge sempre nel rapporto, più di 100.000 euro.

L’Eurispes stima che l’economia sommersa in Italia nel 2010 abbia generato almeno 529 miliardi di euro e per il 2011 il volume stimato del sommerso è di 540 miliardi, pari a circa il 35% del Pil ufficiale. Sempre secondo i calcoli dell’Eurispes, “il nostro sommerso equivale ai Pil di Finlandia (177 miliardi), Portogallo (162 miliardi), Romania (117 miliardi) e Ungheria (102) messi insieme”. Guardando alle stime aggiornate dell’Eurispes per il 2010, l’istituto nel rapporto spiega: “Ai 280 miliardi di euro circa derivanti dal lavoro sommerso si aggiungono 156 miliardi di sommerso generato dalle imprese italiane”. Nello studio si specifica che “é stato possibili stimare questo dato basandosi sulle operazioni condotte dalla Guardia di Finanza: su oltre 700 mila controlli effettuati presso le imprese sono stati riscontrati 27 miliardi di euro di base imponibile sottratta al Fisco”. Quindi, aggiunge l’Eurispes “se si considera che il numero delle imprese italiane di piccole e medie dimensioni supera quattro milioni di unità, mantenendo una proporzione con i dati emersi dalle operazioni campione della Guardia di Finanza, emerge che l’economia sommersa prodotta dalle imprese arriverebbe almeno a 156 miliardi”. Inoltre, sottolinea l’Eurispes, “esiste una terza porzione di sommerso che si annida ad esempio nel mercato degli affitti”, e che “con 93 miliardi di euro rappresenta una fetta consistente dell”altra economià.

…ed intanto la sparata del ministro della difesa svizzero circa l’apertura ad una annessione (impossibile) della Lombardia, sta scaldando gli animi di qualche leghista…

Luca Giusti
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seasonal pattern for CTSH

InStagionalità su 31 marzo 2012 a 08:51

seasonal pattern for CTSH

5 Day Calendar Hold For 06/04
Years Analyzed: 13

Win %: 92.3%
Avg G/L: -6.0%
Std Dev: 5.6%

Past Performance:
1999 -13.3%
2000 -12.7%
2001 -6.4%
2002 -7.1%
2003 -16.4%
2004 -0.9%
2005 -4.9%
2006 -3.2%
2007 -4.1%
2008 -9.7%
2009 2.3%
2010 -1.0%
2011 -1.1%

Sono disponibili le slide che ho proiettato ieri mattina in occasione del seminario Trading con le Opzioni in Borsa Italiana: potete scaricarle qui…

http://www.qtlab.ch/index.php?option=com_jdownloads&Itemid=17&view=viewcategory&catid=4
Luca Giusti
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2243 CHF al mese… È la soglia di povertà in Svizzera

InStagionalità su 30 marzo 2012 a 21:26

Che gli stipendi in Svizzera fossero più alti che in Italia non è una sorpresa… ma sapevate che le statistiche definiscono la soglia di povertà al di sotto di una retribuzione di 2243 CHF al mese? Secondo questa statistica, poco più del 7% degli svizzeri sono poveri, mentre se stiamo ai dati riportati oggi dall’ISTAT, quella stessa cifra decreterebbe che oltre il 50% degli italiani è sotto alla soglia di povertà (questa è la percentuale dj chi dichiara meno di 19.000 € all’anno)…

Ecco qualche dettaglio in più…

Nel 2010 in Svizzera i poveri erano 586’000, pari al 7,8% della popolazione. Le famiglie con figli non risultano particolarmente toccate dal fenomeno, contrariamente a quanto si potrebbe pensare. La grande maggioranza dei poveri sono infatti persone senza figli, stando ai dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica (UST).

Lo studio “Povertà reddituale della popolazione residente in Svizzera fra il 2008 e il 2010″ per la prima volta comprende anche i ragazzi sotto i 20 anni e gli ultrasessantenni. La statistica considera come “poveri” le persone che vivono con meno del minimo vitale (ad esempio 2243 franchi al mese per una persona sola) e non dispongono quindi di risorse sufficienti per una vita integrata socialmente.

Dallo studio risulta che negli ultimi anni la povertà è in calo in Svizzera: nel 2010 infatti la percentuale di poveri era del 7,8%, contro il 9,1% nel 2008. Non tutti i gruppi di popolazione sono colpiti allo stesso modo dal fenomeno. I risultati per quanto riguarda i diversi tipi di nuclei famigliari sono “sorprendenti”, a detta dell’UST.

Le famiglie monoparentali, come già si sapeva, presentano il tasso di povertà più elevato in assoluto: 26%. Le famiglie con uno (4,1%) o due bambini (4,7%) invece non sono più colpite rispetto alle coppie – sotto i 65 anni – senza figli (4,7%). Anche fra le famiglie con tre o più figli il tasso di povertà non raggiunge la media della popolazione e si ferma al 7,2%.

Le persone sole sono messe peggio: ben il 17% vive con meno del minimo vitale, e anche tenendo conto solo dei “single” sotto i 65 anni la percentuale risulta più elevata della media (11,4%). La presenza di un secondo adulto permette di ridurre il tasso di povertà delle persone in età lavorativa, sottolinea l’UST.

Per quanto riguarda le classi di età, il tasso di povertà dei giovani sotto i 18 anni (7,6%) è sostanzialmente uguale a quello della media della popolazione. Le percentuali sono invece elevate per le persone di 65 anni e più (16%), in particolare se vivono da sole (25,9%).

Secondo l’UST le risorse a disposizione delle persone in età da pensione sono probabilmente sottovalutate perché nella statistica si è tenuto conto solo dei redditi e non del patrimonio. Infatti – precisa lo studio – i pensionati ricorrono spesso ai propri risparmi per coprire le spese correnti: lo fa il 18,3%, contro il 7,4% della totale popolazione.

Sono emerse anche altre differenze: fra le donne il tasso di povertà è superiore rispetto agli uomini (8,7% contro 6,9%) e gli inquilini risultano essere poveri con frequenza doppia rispetto ai proprietari di abitazioni (10,2% contro 5%). Come prevedibile, più la formazione è elevata, più diminuisce il tasso di povertà. Fra le persone senza formazione scolastica postobbligatoria, la percentuale di poveri è doppia rispetto a chi ha terminato una formazione professionale o conseguito un diploma di maturità. Le persone con un titolo universitario presentano uno dei tassi di povertà più bassi in assoluto, precisa l’UST.

Secondo l’UST è necessario prendere in considerazione anche l’incidenza dei vari gruppi di persone sulla popolazione povera nel suo insieme per organizzare interventi mirati. Malgrado il tasso di povertà molto elevato, i componenti delle famiglie monoparentali ad esempio rappresentano solo l’11% di tutti i poveri. Il 62% dei poveri sono persone senza figli, e fra questi single e coppie sono rappresentate con uguale frequenza. Quasi la metà (49%) delle persone che vivono sotto la soglia del minimo vitale ha un’età compresa fra i 18 e i 64 anni; gli ultrasessantacinquenni, pure con un tasso di povertà elevato, rappresentano il 32% dei poveri. Le persone povere risultano essere in stragrande maggioranza svizzeri (76%) e in prevalenza donne (56%).

L’indagine dell’UST si basa su un campione aleatorio di 7’000 nuclei famigliari (oltre 17’000 persone), interrogati per quattro anni consecutivi. Fa parte di un’indagine coordinata alla quale partecipano 25 paesi europei (SILC-Statistics on Income and Living Conditions) per studiare la distribuzione dei redditi, la povertà, l’esclusione sociale e le condizioni di vita.

Luca Giusti
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seasonal pattern for FTSEMIB.MI

InStagionalità su 29 marzo 2012 a 13:42

seasonal pattern for FTSEMIB.MI

10 Day Calendar Hold For 31/03
Years Analyzed: 8

Win %: 100.0%
Avg G/L: 3.6%
Std Dev: 2.89%

Past Performance:
2004 3.1%
2005 1.6%
2006 1.5%
2007 2.7%
2008 6.0%
2009 9.7%
2010 1.1%
2011 3.0%

…a pochi mesi dal lancio delle opzioni weekly sull’indice italiano, iniziamo a vedere se sia fattibile replicare l’operatività short strangle con difesa meccanica che già stiamo facendo sugli altri future del CME con risultati molti interessanti (puoi leggere qualche articolo su www.qtlab.ch)

Luca Giusti
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seasonal pattern for TSN

InStagionalità su 29 marzo 2012 a 13:34

seasonal pattern for TSN

30 Day Calendar Hold For 04/04
Years Analyzed: 19

Win %: 94.7%
Avg G/L: 5.2%
Std Dev: 5.3%

Past Performance:
1993 1.7%
1994 1.3%
1995 6.0%
1996 8.2%
1997 1.3%
1998 -3.1%
1999 2.5%
2000 0.0%
2001 2.3%
2002 13.2%
2003 18.7%
2004 4.5%
2005 9.6%
2006 6.7%
2007 7.5%
2008 5.8%
2009 11.1%
2010 0.1%
2011 1.8%

domani mattina terrò un seminario in Borsa Italiana a Milano sul Trading con le Opzioni. Nel pomeriggio proseguirà Stefani Zanchetta. L’ingresso è gratuito: siete i benvenuti!

Luca Giusti
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Ristrutturare il debito pubblico italiano? (articolo di Oscar Giannino)

InStagionalità su 28 marzo 2012 a 21:07

Di primo acchito può sembrare una ipotesi impensabile, ma l’analisi che pubblica oggi Oscar Giannino sul suo Blog è condivisibile e la pubblico integralmente di seguito…

“Il peggio deve ancora venire”. Così si è espresso lo scorso 22 marzo, parlando dell’eurocrisi, non proprio l’ultimo degli sprovveduti. E’ infati l’opinione di Willem Buiter, chief economist di Citigroup. Ma soprattutto economista, visto che per anni ha servito Bank of England nel suo Monetary Commitee, e non proprio un banchiere d’assalto, visto che pochi mesi prima di assumere l’incarico in Citi a fine 209 nel suo blog l’aveva descritto come “un conglomerato dedito alle peggiori pratiche lungo l’intero spettro dell’intermediazione finaziaria”. Perché Buiter ha questa opinione, mentre gli spread sono scesi di centiniaia di punti rispetto al picco della crisi, tre mesi fa? Perché stiamo tirando il fiato illudendoci di esser tornati a guardar le stelle, ma in realtà non stiamo traendo la giusta lezione dalla crisi greca.

Penso che Buiter abbia ragione. E aggiungo: la lezione greca dovrebbe valere proprio per i Paesi non tripla A, ad altissimo debito, bassa crescita, altissima spesa pubblica e tasse. In altre parole: de te Ausonia loquitur. Sono due, le considerazioni essenziali di uno scenario che non va considerato pessimista, ma al contrario prettamente realista. La prima è che risulta evidente proprio in queste settimane post controlled default greco, che le tensioni di finanza pubblica degli euromembri restano forti. Non è escluso che Atene non ce la faccia comunque e abbia bisogno di nuovi aiuti. Si è aggiunta la nuova crisi spagnola, troppo lontana dagli obiettivi di rientro dichiarati, e a serio rischio di diventare assai presto a propria volta un Trojka country. Poi il Portogallo. L’Irlanda. Persino l’Olanda, alle prese con tagli assai superiori alle sue attese, se vuole stare negli obiettivi del fiscal compact.

La seconda è quella strettamente collegata al default controllato greco. Non è saltata nessuna banca né alcun hedge fund. Non c’è stato alcun effetto contagio. Anzi, si è diffuso un eccessivo ottimismo malgrado 160 miliardi di haircut ai detentori di titoli pubblici greci, in grazioso cambio di circa 60 miliardi di carta a bassissimo rendimento e a lunghissima scadenza.

Se però questo effetto si è prodotto, tanto varrebbe approfittarne. Degli oltre 500 miliardi di eurotitoli pubblici in scadenza per Paesi non tripla A nei tre trimestri residui del 2012, oltre 300 miliardi è costituita da titoli italiani. Il 50% dei quasi due trilioni di euro di debito pubblico italiano va in scadenza nei prossimi due anni. Ora è vero che negli ultimi tre mesi il rendimento del Btp decennale è sceso di 250 punti base sino a sotto la soglia del 5%, prima di risalire ora verso quota 320. E che al Tesoro, la direzione preposta al debito pubblico guidata da Maria Cannata sta esaminando tutte le possibili strategie per tornare ad allungare la duration del nostro debito pubblico senza chiamare i bondholders ad alcuna perdita di valore.

Tuttavia, per l’Italia sarebbe il caso di fare di più. La penso in questo come Georges Ugeux, CEO di Galileo Global Advisors, che ne ha scritto il 25 marzo sull’Huffington Post. L’Italia potrebbe – meglio: dovrebbe – pensare a una vera e propria ristrutturazione straordinaria del proprio debito pubblico. Certo, con un haircut assai inferiore al quasi 70% inflitto ai bondholder greci. Ma comunque di una notevole consistenza.

Si comprende al volo che anche solo ventilare la remota ipotesi di una ristrutturazione straordinaria del debito di un Paese sovrano provochi reazioni di immediato e sdegnato rigetto da parte del suo governo. Ne va del prestigio nazionale, inevitabilmente legato alla piena garanzia di solvibilità. Purtuttavia, seguitemi nel ragionamento.

Primo: il governo Monti è quello più adatto a potersi sobbarcare una simile operazione, stante la sua natura tecnica e d’emergenza. So bene che è nato sulla base di un’idea diversa, che bastasse cioè a garantire la piena e ordinaria solvibilità il fare i compiti a casa raccomandatici dall’Europa e da troppi anni smentiti e denegati da una politica inetta e imbelle. Ma nell’emergenza è un governo d’emergenza meglio che politico, a poter trattare le migliori condizioni con mercati e Trojka.

Secondo: il governo Monti sinora si è mosso sulla stessa linea che l’Italia segue da vent’anni a questa parte quando la sua finanza pubblica finisce alle corde e nei guai. Avanzi primari di 5-6 punti di Pil, realizzati per la più gran parte con nuovi aggravi fiscali. Senza nessuna cessione di asset per abbattere più rapidamente e non recessivamente il debito. E senza toccare la spesa corrente che continua inerzialmente a crescere, anche se a un tasso meno rapido dopo le quattro manovre assunte nel 2011 e dopo l’unica vera riforma salvifica – quanto a finanza pubblica – sin qui assunta: quella delle pensioni.

Terzo: la conseguenza è che famiglie e imprese italiane, alla luce del peggioramento del Pil figlio sia dell’eurocrisi sia della quindicennale e pre esistente tendenza italiana alla bassa crescita, continueranno a trovarsi esposti a nuovi gravi fiscali ulteriori, visto che le ipotesi macro assunte a base del salva-Italia nel dicembre scorso non sono più coerenti con l’azzeramento del deficit, a cui siamo comunque tenuti nel 2013.

Quarto e conclusione: almeno, se ristrutturiamo volontariamente e con la debita assistenza internazionale la montagna di debito pubblico in scadenza, ancoriamo a un beneficio certo e quantificabile il salasso a cui stiamo sottoponendo l’Italia legale e produttiva. Altrimenti, lo Stato si piglierà per sé sempre di più ma il debito continuerà a crescere, l’Europa e i mercati a sospettarci e tenerci nel mirino. Chi la pensa come me farebbe diversamente. Cederebbe i 500 miliardi di mattoni di Stato per l’abbattimento del debito in conto patrimoniale. E in conto economico ridurrebbe perimetro e piante organiche pubbliche a ogni livello, aprendo a colpi d’ariete punti e punti di Pil a meno tasse e più crescita. Ma se fare tutto ciò è davvero così impensabile e impossibile anche a un governo dei tecnici, se è vero come è vero che in consiglio dei ministri Giarda ha accusato Grilli di tenersi la delega fiscale in tasca e Grilli ha replicato di aspettarsi poco o nulla dalla spending review di Giarda, allora almeno si ristrutturi il debito pubblico. Altrimenti, l’Italia legale sarà sempre più condannata all’anossia.

…da Chicago Blog di Giannino.

Luca Giusti
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seasonal pattern for KMP

InStagionalità su 27 marzo 2012 a 23:01

seasonal pattern for KMP

30 Day Calendar Hold For 28/03
Years Analyzed: 19

Win %: 89.5%
Avg G/L: 5.1%
Std Dev: 4.5%

Past Performance:
1993 2.2%
1994 0.0%
1995 3.1%
1996 0.5%
1997 12.0%
1998 4.9%
1999 7.0%
2000 0.6%
2001 15.5%
2002 6.9%
2003 8.0%
2004 -0.9%
2005 6.9%
2006 -2.1%
2007 7.3%
2008 9.9%
2009 4.2%
2010 5.7%
2011 5.4%

Luca Giusti
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seasonal pattern for EWZ

InStagionalità su 26 marzo 2012 a 18:43

seasonal pattern for EWZ

10 Day Calendar Hold For 30/03
Years Analyzed: 11

Win %: 100.0%
Avg G/L: 5.3%
Std Dev: 5.4%

Past Performance:
2001 0.4%
2002 1.9%
2003 5.9%
2004 2.7%
2005 1.6%
2006 4.1%
2007 4.6%
2008 9.2%
2009 20.1%
2010 3.7%
2011 3.8%

Luca Giusti
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seasonal pattern for AMAT

InStagionalità su 26 marzo 2012 a 18:42

seasonal pattern for AMAT

5 Day Calendar Hold For 26/03
Years Analyzed: 19

Win %: 78.9%
Avg G/L: -3.3%
Std Dev: 5.0%

Past Performance:
1993 -1.6%
1994 -3.5%
1995 -7.0%
1996 -1.3%
1997 -9.0%
1998 -2.6%
1999 6.8%
2000 -11.8%
2001 -11.7%
2002 3.6%
2003 -8.2%
2004 -0.5%
2005 -2.2%
2006 -2.4%
2007 -3.0%
2008 -4.0%
2009 -7.5%
2010 2.0%
2011 1.2%

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seasonal pattern for SWN

InStagionalità su 26 marzo 2012 a 16:11

seasonal pattern for SWN

30 Day Calendar Hold For 02/04
Years Analyzed: 19

Win %: 94.7%
Avg G/L: 10.2%
Std Dev: 9.8%

Past Performance:
1993 1.5%
1994 4.6%
1995 0.7%
1996 14.4%
1997 4.3%
1998 6.6%
1999 13.4%
2000 28.0%
2001 29.6%
2002 13.8%
2003 0.6%
2004 3.0%
2005 12.3%
2006 19.1%
2007 4.3%
2008 18.2%
2009 21.5%
2010 -4.3%
2011 2.1%

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seasonal pattern for MET

InStagionalità su 25 marzo 2012 a 09:09

seasonal pattern for MET

10 Day Calendar Hold For 27/03
Years Analyzed: 11

Win %: 100.0%
Avg G/L: 3.3%
Std Dev: 2.1%

Past Performance:
2001 6.5%
2002 3.6%
2003 4.8%
2004 3.7%
2005 4.1%
2006 1.3%
2007 0.1%
2008 2.4%
2009 2.5%
2010 6.1%
2011 1.0%

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Bolla immobiliare in Germania e credit crunch in Italia

InStagionalità su 24 marzo 2012 a 17:17

La Bundesbank, la Banca Centrale Tedesca, ha espresso i suoi non velati timori in merito all’aumento dei prezzi degli immobili in Germania. Secondo il presidente Weidmann, l’evoluzione del mercato immobiliare tedesco è da tenere d’occhio. Se, infatti, sono in molti a vedere nell’aumento del valore degli immobili un segnale della forza e della stabilità dell’economia tedesca, molti analisti hanno dichiarato la preoccupazione per una possibile bolla immobiliare simile a quella che ha investito Stati Uniti, Spagna e Irlanda.

La verità è che se è vero, come è vero, che i prezzi degli immobili sono saliti solo del 5,5% nel 2011 con punte del 10% a Berlino, è anche vero che la corsa all’acquisto di beni rifugio come il mattone, rivela il timore del popolo tedesco di una possibili ondata inflazionistica in un’economia così fortemente tesa alla crescita come quella tedesca. Per ora non ci sarebbe motivo di preoccuparsi, ma l’aumento del volume dei mutui, connesso all’iniezione di liquidità della Bce negli istituti di credito del Vecchio Continente, ha risvegliato in molti analisti il ricordo del crollo statunitense del 2008.

In Italia il pericolo non c’è dato che siamo in pieno credit crunch ormai da diversi mesi…

Stando ai numeri diffusi dall’Associazione bancaria italiana, contenuti nel suo Outlook mensile, nel mese di febbrario le banche italiane hanno erogato prestiti a famiglie e imprese a un ritmo di crescita inferiore all’1%, per la prima volta dall’aprile del 2010, ovvero in quasi due anni.

Di fatto, l’ammontare totale è stato di 1.508 miliardi di euro, in rialzo dello 0,96% su base annua (e dell’1,88% su base mensile). Il dato disaggregato e’ relativo a fine gennaio e mostra un rallentamento dei finanziamenti sia per le imprese (+1%) che per le famiglie (+3,2%).

Luca Giusti
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seasonal pattern for HAL

InStagionalità su 23 marzo 2012 a 22:14

seasonal pattern for HAL

30 Day Calendar Hold For 23/03
Years Analyzed: 19

Win %: 89.5%
Avg G/L: 7.3%
Std Dev: 8.9%

Past Performance:
1993 4.2%
1994 -8.1%
1995 4.4%
1996 1.7%
1997 3.8%
1998 3.0%
1999 17.0%
2000 11.6%
2001 -4.6%
2002 12.2%
2003 1.5%
2004 6.8%
2005 4.7%
2006 18.3%
2007 1.8%
2008 32.4%
2009 10.0%
2010 9.8%
2011 8.8%

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seasonal pattern for BHI

InStagionalità su 23 marzo 2012 a 16:51

seasonal pattern for BHI

30 Day Calendar Hold For 30/03
Years Analyzed: 19

Win %: 84.2%
Avg G/L: 8.0%
Std Dev: 10.0%

Past Performance:
1993 13.8%
1994 2.1%
1995 9.7%
1996 9.9%
1997 -13.2%
1998 5.1%
1999 19.5%
2000 6.2%
2001 7.1%
2002 -0.7%
2003 -8.5%
2004 0.5%
2005 2.4%
2006 16.4%
2007 22.5%
2008 18.0%
2009 24.8%
2010 11.9%
2011 4.8%

Luca Giusti
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seasonal pattern for BCS

InStagionalità su 21 marzo 2012 a 21:52

seasonal pattern for BCS

20 Day Calendar Hold For 27/03
Years Analyzed: 19

Win %: 94.7%
Avg G/L: 5.2%
Std Dev: 7.5%

Past Performance:
1993 4.6%
1994 -3.6%
1995 4.9%
1996 1.0%
1997 0.5%
1998 3.5%
1999 9.8%
2000 0.2%
2001 2.3%
2002 7.4%
2003 6.6%
2004 1.3%
2005 2.3%
2006 1.7%
2007 5.2%
2008 6.8%
2009 33.3%
2010 4.9%
2011 5.4%

Luca Giusti
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Quante tasse si pagano in Italia (articolo di Giannino)

InStagionalità su 19 marzo 2012 a 17:25

Questo è un articolo pubblicato su CHICAGO BLOG di Oscar Giannino…

“Si avvicina il momento della dichiarazione dei redditi. Nicolò sente incombere su di sé il peso minaccioso di quel Codice Fiscale che lo Stato, per una volta fin troppo solerte, ha pensato bene di spedirgli a casa lo scorso maggio, quando aveva appena un mese di vita. Per scacciare la paura, ma purtroppo con esiti finali niente affatto tranquillizzanti, Nicolò ha pensato bene di mettersi a far di conto, per cercare di comprendere meglio quante tasse lo Stato pretenderà da lui. Ovviamente sono i conti di un infante, fatti a matita sul retro di un bavaglino. Ma l’ordine di grandezza dovrebbe essere quello giusto.

Animato dalla insaziabile sete di conoscenza dei bambini, Nicolò ha deciso che vorrebbe investire, come ora si dice, sul proprio capitale umano. Non gli sembra irragionevole dunque immaginare che ci sarà qualcuno disposto a spendere 50 euro l’ora per assicurarsi i suoi servigi. Immaginando di lavorare per 7 ore al giorno, per 5 giorni alla settimana, per 48 settimane all’anno, otterrebbe così un “guadagno” abbastanza considerevole: 84.000 euro all’anno, cioè 7.000 euro al mese.

Ma anche un infante sa – e comunque il codice fiscale è lì a ricordaglielo – che questo è un guadagno del tutto teorico. Anzitutto questo ipotetico datore di lavoro dovrà pagare circa 3.300 euro di IRAP; poi, fra il datore di lavoro e Nicolò, dovranno versare all’INPS 27.700 euro. In più ci saranno da accantonare circa 3.700 euro per il trattamento di fine rapporto; hanno spiegato a Nicolò che si tratta di un risparmio forzoso, e che quei soldi sono suoi; ma Nicolò sa che, se resterà a lavorare per questo ipotetico e generoso datore di lavoro, vedrà questi soldi più o meno nell’anno 2081. Un orizzonte temporale troppo ampio anche per chi, come lui, si considera di ampie vedute. Per non saper né leggere e né scrivere (e mai modo di dire fu più calzante) ha deciso di considerare il prelievo TFR alla stessa stregua del prelievo INPS.

Così, partendo dalla bella cifra di 84.000 euro annui, siamo già pericolosamente scesi sotto la soglia dei 50.000.

Qui arrivano l’imposta sul reddito e le addizionali locali; a questo livello di reddito, Nicolò “avrebbe la fortuna” di non incappare nell’aliquota marginale massima del 43%; ma dovrebbe tuttavia pagare 15.000 euro di IRPEF e, poiché vive in un luogo nel quale le aliquote locali sono ai livelli massimi, circa 1.300 euro di addizionali. In pratica, in busta paga gli arriverebbero ogni anno 33.00 euro.

Ma lo Stato non sarebbe ancora sazio. Anche un bambino sa che quando si compra qualunque cosa si paga l’IVA, quando si fa benzina si fa un pieno di tasse, eccetera. Pare che l’aliquota media sul consumo sia pari ormai al 18%. Sono altri 6.000 euro che usciranno dalle tasche – a questo punto non proprio piene – di Nicolò per finire nella fornace della spesa pubblica.

In più ci sono le tasse sul patrimonio (per le quali, come diceva Luigi Einaudi, il patrimonio è il parametro di calcolo, ma che, ovviamente, vengono sempre pagate prelevando il dovuto dal reddito); a dir poco, se Nicolò avrà ricevuto dai suoi genitori in eredità una piccola abitazione ed avrà un conto corrente con qualche risparmio, almeno 1.500 euro.

Ed eccoci al calcolo finale. E qui Nicolò ha fatto un salto sul suo seggiolone: gli 84.000 euro annui di partenza si sono ridotti a 25.500; il confortevole stipendio di 7.000 euro mensili si è ridimensionato a 2.130; una gratificante paga oraria di 50 euro si è ridotta a poco più di 15.

Per dirla in modo più colto, la pressione fiscale complessiva su Nicolò, a questo punto è il caso di dire sul povero Nicolò, è pari al 70%.

Una enormità. Tanto da far riconsiderare a Nicolò i propri programmi. Non è più così certo che gli convenga investire sul proprio capitale umano. Ovvero, se proprio lo farà, andrà a impiegarlo altrove, in posti ove lo Stato sia meno esoso.

Non c’è poi da stupirsi se l’Italia da decenni esporta lavoro qualificato ed importa lavoro dequalificato. Né se la produttività complessiva del lavoro ristagna, e con essa la crescita dell’economia nazionale.

Ma, comincia a chiedersi Nicolò, chi decide questi livelli della pressione fiscale non ha un bavaglino sul retro del quale fare quattro conti? Ed è poi così difficile comprendere le conseguenze deleterie di questo livello della pressione fiscale? Quando sarà più grande tenterà di darsi una risposta. Ma che risposta si danno quelli che sono già più grandi?”

Luca Giusti
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Short Strangle su Future EUR: quanto è preciso il modello?

InArticoli, Stagionalità su 19 marzo 2012 a 17:17

Buongrno a tutti

ho appena pubblicato un nuovo articolo sul portale QTLab che cerca di misurare l’affidabilità del modello utilizzato per costruire le equity delle operatività Short Strangle sui futures valutari (perchè quella della difesa meccanica con il future, essendo originate da un trading systems, sono precise per definizione dato che si basano sulle quotazioni puntuali rilevate in ogni momento del passato).

Potete leggerlo qui.

Metto a confronto un modello che ipotizza di vendere ogni settimana un premio “medio” frutto della media di campionamenti effettuati sul passato, rispetto ad un premio variabile ogni settimana perchè dipendente dalla volatilità implicita del momento, per poi effettuare il confronto sugli ultimi 6 mesi di operatività reale (la stessa inviata agli abbonati al servizio Segnali Operativi su FX).

Se volete approfondire meglio questa operatività potete anche leggere questo articolo:

Non solo EUR: vendere opzioni su AUD…

…o vedere uno degli ultimi Video in cui spiego meglio come funziona questa operatività…

…o partecipare al corso del prossimo 1 aprile dal titolo: “Opzioni + FX spot” dove metto a disposizione l’indicatore che restituisce ogni settimana i livelli su cui operare.

Buon trading a tutti!

Luca Giusti

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seasonal pattern for ^GDAXI

InStagionalità su 19 marzo 2012 a 17:02

seasonal pattern for ^GDAXI

20 Day Calendar Hold For 24/03
Years Analyzed: 20

Win %: 85.0%
Avg G/L: 3.0%
Std Dev: 4.0%

Past Performance:
1992 0.9%
1993 0.7%
1994 2.2%
1995 3.2%
1996 0.3%
1997 0.6%
1998 4.9%
1999 8.8%
2000 -6.1%
2001 8.3%
2002 -3.3%
2003 7.3%
2004 9.3%
2005 1.4%
2006 -0.9%
2007 4.5%
2008 4.5%
2009 7.3%
2010 3.2%
2011 3.5%

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seasonal pattern for KBH

InStagionalità su 19 marzo 2012 a 17:00

seasonal pattern for KBH

20 Day Calendar Hold For 25/03
Years Analyzed: 20

Win %: 75.0%
Avg G/L: -4.4%
Std Dev: 9.7%

Past Performance:
1992 -17.5%
1993 -2.9%
1994 -17.4%
1995 16.2%
1996 -8.8%
1997 -7.2%
1998 -4.6%
1999 8.8%
2000 -10.2%
2001 -6.2%
2002 12.0%
2003 -0.4%
2004 -7.3%
2005 -2.5%
2006 -5.2%
2007 -11.9%
2008 -15.6%
2009 6.5%
2010 2.7%
2011 -16.1%

Luca Giusti
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seasonal pattern for KMP

InStagionalità su 19 marzo 2012 a 16:58

seasonal pattern for KMP

30 Day Calendar Hold For 23/03
Years Analyzed: 19

Win %: 89.5%
Avg G/L: 4.7%
Std Dev: 5.8%

Past Performance:
1993 2.6%
1994 0.9%
1995 2.5%
1996 0.4%
1997 13.6%
1998 6.0%
1999 7.5%
2000 -7.5%
2001 15.2%
2002 8.9%
2003 8.9%
2004 -4.9%
2005 8.5%
2006 0.5%
2007 4.6%
2008 10.1%
2009 0.7%
2010 5.7%
2011 4.0%

Luca Giusti
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Debito Italiano, Portogallo, e CDS… Aspettative, Fiducia e Realtà

InStagionalità su 18 marzo 2012 a 11:26

Ricorderemo queste settimane come quelle in cui Monti ha salvato l’Italia: spread BTP-BUND verso quota 250 (manca poco), riforme strutturali, roadshow all’estero fra applausi e festeggiamenti… Qualcuno lamenta che questo governo tecnico è antidemocratico perché non eletto dai cittadini… Certo che se democrazia significa rimettere il paese nelle mani dei cialtroni che si sono alternati negli ultimi decenni, facendo di tutto e nella quasi totale impunità, allora speriamo questo Governo tecnico duri 100 anni…

Monti sta mettendo (quasi) tutti i partiti d’accordo: quando si parla di tassare la classe media e non intaccare i privilegi l’accordo si trova sempre… Ma adesso inizia la parte difficile perché qualche interesse dovrà essere intaccato e li vedremo se il governo durerà.

Questo entusiasmo si regge unicamente sulle aspettative future di cambiamento, perché ad oggi la situazione resta quella di sempre… Anzi peggiora, con l’inflazione che alza la testa, la crescita che manca, la riduzione dei consumi, e le maggiori tasse che inizieranno a picchiare nei prossimi mesi.

Il Portogallo ha preso il posto della Grecia… 17% di rendimento sui 5 anni: se siete convinti che possa ripagare il suo debito, allora correte a comprarlo!

…ed è la Spagna ad accusare di più il colpo, anche perché di imporre dei sacrifici modello Italia per adesso non se ne parla… la disoccupazione giovanile in Italia è vicina al 30%, in Spagna al 50%: se siete padri, credo che gran parte di ció che fate lo facciate pensando ai vostri figli, e davanti a dati del genere è difficile conservare la fiducia nel futuro e accettare nel presente i sacrifici imposti per evitare il collasso del sistema finanziario, che ha salvato se stesso e adesso bisogna capire se salverà il tessuto industriale (ovvero se farà defluire i soldi presi all’1% in BCE verso le imprese e le famiglie)

…possono fare un po’ di marketing sulla gente e riportare fiducia, ma le banche la situazione la conoscono bene e se non prestano soldi neppure a tassi del 7 o 8% e tengono i soldi sotto al materasso allora un motivo ci sarà…

Il Debito italiano continua a salire: costa meno di un paio di mesi fa, ma non costa poco…

…e vediamo dai CDS di alcune realtà industriali italiane (non finanziarie) che la situazione non è proprio improntata alla fiducia e serenità…

A livello paese questa è la situazione…

…fino ai primi segnali di una economia che riparte, le nubi rimangono. La fiducia è uno degli ingredienti per ripartire (necessario ma non sufficiente) ma se non è accompagnata da qualcosa di più tangibile il rischio è che serva a poco se non ad aumentare la frustrazione della gente.

Luca Giusti
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seasonal pattern for EWZ

InStagionalità su 14 marzo 2012 a 10:05

seasonal pattern for EWZ

20 Day Calendar Hold For 22/03
Years Analyzed: 11

Win %: 100.0%
Avg G/L: 6.4%
Std Dev: 4.4%

Past Performance:
2001 6.2%
2002 5.2%
2003 5.6%
2004 6.5%
2005 2.5%
2006 0.7%
2007 5.0%
2008 10.5%
2009 17.5%
2010 5.2%
2011 5.0%

Luca Giusti
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Short Strangle su Futures Valutari e Difesa Meccanica

InArticoli su 12 marzo 2012 a 19:25

Sono partito nel 2011 con l’operatività Short Strangle su Future EUR (difeso meccanicamente con il sottostante) con dei risultati, ad oggi, molto interessanti (la curva colore verde, che non è altro che la somma delle due equity blu – opzioni – e rossa -future):

questa è l’equity ottenuta da agosto a oggi (6 mesi), da quando il report Segnali su FX è attivo ed inviamo ogni settimana questa operatività (1 contratto di opzione per lato e la difesa con 1 contratto future) …e dato che l’appetito viene mangiando, ho iniziato a lavorare al alcune varianti, non solo su EUR ma anche su un altro Future valutario che avesse opzioni sufficientemente liquide per uscire OTM a venderle incassando premi decenti: AUD.

Ad oggi siamo arrivati a 5 operatività di questo tipo, tutte oggetto del report Segnali Operativi su FX:

  1. su EUR (sempre attiva, che è quella da cui siamo partiti)
  2. su EUR (filtrata, attiva quindi solo in circa la metà delle settimane)
  3. su AUD (sempre attiva, con gli stessi parametri di EUR)
  4. su AUD (filtrata)
  5. su AUD (filtrata ma su livelli più stretti)

Sugli ultimi 9 anni, queste sono le equity line di ciascuna di queste operatività:

;

…non è un caso che fossi partito da EUR, dato che è quella che, in termini assoluti, offre i milgiori risultati, ma forse le curca su AUD offrono talvolta profili più regolari… ma è combinandole che si riesce ad apprezzare come la volatilità finale della equity cumulata si riduca notevolmente.

Per approfondire questa operativtà potete leggere questo articolo oppure guardare questo: è disponibile gratuitamente cliccando qui.

Buon Trading!

Luca Giusti

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seasonal pattern for PCP

InStagionalità su 11 marzo 2012 a 22:10

seasonal pattern for PCP

30 Day Calendar Hold For 16/03
Years Analyzed: 20

Win %: 95.0%
Avg G/L: 6.9%
Std Dev: 6.8%

Past Performance:
1992 6.3%
1993 0.0%
1994 5.0%
1995 17.4%
1996 7.6%
1997 7.4%
1998 8.8%
1999 0.3%
2000 26.0%
2001 0.5%
2002 3.8%
2003 11.1%
2004 5.2%
2005 -5.2%
2006 12.7%
2007 2.9%
2008 10.8%
2009 9.3%
2010 4.7%
2011 4.5%

…restano gli ultimi posti disponibili per il corso sull’operatività short strangle sui futures valutari con difesa meccanica (Opzioni+FX Spot) in programma il prossimo 1 aprile… Tutte le informazioni su www.qtlab.ch

Luca Giusti
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Quali sono le città più competitive al mondo?

InStagionalità su 11 marzo 2012 a 21:25

New York, Londra e Singapore occupano i primi tre posti fra le città più competitive al mondo; seguono Parigi e Hong Kong, ex-aequo mentre Zurigo si piazza in sesta posizione, dietro Tokyo, e Ginevra figura al 13mo posto, insieme a San Francisco. E’ quanto emerge dalla classifica realizzata dal “Global City Competitiveness Index”, pubblicato dall’Economist Intelligence Unit, per conto della banca Citigroup.

La classifica tiene conto della “riconosciuta capacità di attirare capitali, imprese, talenti e turisti”, si legge in un comunicato. Si riconosce che altre città in particolare quelle asiatiche, stanno guadagnano in dinamismo, ma le località americane ed europee possiedono peculiarità storiche che offrono loro “un solido vantaggio concorrenziale”.

Questa la classifica: New York (1), Londra (2), Singapore (3), Parigi e Hong Kong (4), Tokyo (5), Zurigo (6), Washington (7), Chicago (8) e Boston (9).

Undici le città europee che figurano tra le prime 30 : Francoforte (11), Ginevra e San Francisco (13), Amsterdam (17), Stoccolma (20) Copenhagen (23), Vienna (25), Dublino (27) e Madrid (28).

L’Asia domina la speciale graduatoria dell’Economic strength, ossia le città con più “potenza economica”: 15 tra le prime 20, di cui dodici cinesi. In testa ci sono Tianjin, Shenzhen e Dalian, poi Singapore, Bangalore e Ahmedabad (India), Hanoi (Vietnam).

Non ancora all’altezza delle aspettative per gli investitori i grandi centri degli altri continenti emergenti, Sudamerica e Africa. La migliore è Buenos Aires, 60esima, che precede di poco San Paolo (62), Johannesburg (67) e Santiago del Cile (68).

Informazione di servizio: accanto a http://www.qtlab.ch il portale QTLab sarà accessibile anche passando da: http://www.qtlab.net

Luca Giusti
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…e Default sia… Grecia: scattano i CDS

InStagionalità su 10 marzo 2012 a 17:51

La decisione della Grecia di ricorrere alle clausole di azione collettiva, costringendo gli investitori a farsi carico delle perdite sulla ristrutturazione del debito della Grecia, è un «evento di credito» e fa scattare il pagamento dei credit-default swap. La decisione è stata presa dall”International Swaps and Derivatives Association (Isda).

L’annuncio, arrivato ieri in serata a mercati chiusi dopo una giornata di confusione sul default disordinato sui titoli greci, sigilla una settimana importante per i titoli governativi. Anche le agenzie di rating si sono subito accodate nel decretare il default del paese. I primi commenti fanno peró trasparire una certa serenità, nonostante non si conosca con precisione l’entità di questi strumenti over the counter e l’esposizione delle singole istituzioni…

L’osservato speciale di lunedì sarà l’Euro, perché sono i mercati, più di ogni dichiarazione, a dirci cosa sta realmente succedendo…

Luca Giusti
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L’Analisi di Draghi: LTRO un successo… (?)

InStagionalità su 8 marzo 2012 a 22:34

L’Eurotower ha tagliato le previsioni di crescita economica dell’area euro sul biennio in corso: ora si attende tra un -0,5% e un +0,8% del Pil sul 2012 e una crescita tra lo zero e il +2,2% sul 2013. Lo scorso dicembre i tecnici della Bce avevano indicato un Pil 2012 tra il -0,4% e il +1%, e sul 2013 tra un +0,3% e un +1,3%.

Inflazione poco sopra al 2%… Ma qualcuno di costoro si sarà mai fermato a fare il pieno dal distributore negli ultimi anni? 2%…al mese, non all’anno!

Dopo gli iniziali acquisti di Bond, le successive operazioni di finanziamento di lungo periodo della Bce a favore delle banche sono stati “un successo indiscutibile”, ha precisato il numero uno dell’Eurotower… Poco importa quindi se invece che finire presso famiglie ed aziende, si siano fermati nelle casse delle banche (che si sono ricomprate le loro obbligazioni) o siano ritornati in parcheggio presso la BCE…

Comunque, tutte le misure non convenzionali sono temporanee, ha insistito l’Eurotower, precisando che ora la palla è in mano ai Governi e agli altri attori, soprattutto le banche, che devono andare avanti con le riforme e risistemare i bilanci.

Oltre alle misure di risanamento fiscale e agli interventi straordinari di sostegno, anche il fiscal compact europeo ha però giocato un ruolo chiave nel restituire fiducia nell’economia europea, ha detto Draghi. Infine, non è corretto dire che i rischi per il bilancio della Bce sono più alti rispetto a quelli della Federal Reserve e della Bank of England.

Draghi ha contestato l’interpretazione legata all’aumentato volume del bilancio dell’Istituto di Francoforte dopo le due operazioni di liquidità da oltre 1000 miliardi di euro e ha invitato a confrontare il ratio degli strumenti monetari della Bce con quelli della Fed e Boe, ricordando che l’Eurotower ha un ampio volume di asset che le altre due banche centrali non hanno. Guardando a questo ratio, emerge come gli strumenti monetari rappresentino solo il 15% del bilancio della Bce contro il 19% della Fed e il 21% della Boe… Come dire: mal comune, mezzo gaudio…

Luca Giusti
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seasonal pattern for APC

InStagionalità su 8 marzo 2012 a 22:02

seasonal pattern for APC

20 Day Calendar Hold For 13/03
Years Analyzed: 20

Win %: 90.0%
Avg G/L: 4.8%
Std Dev: 7.1%

Past Performance:
1992 1.2%
1993 8.6%
1994 4.0%
1995 0.0%
1996 1.4%
1997 0.2%
1998 14.8%
1999 8.2%
2000 22.3%
2001 -8.9%
2002 2.3%
2003 5.2%
2004 0.7%
2005 0.9%
2006 3.6%
2007 9.0%
2008 -4.3%
2009 15.6%
2010 3.1%
2011 7.3%

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Penali sul Trading superveloce

InStagionalità su 5 marzo 2012 a 22:08

Borsa Italiana segue il recente invito della Consob e vara le nuove penali sul trading superveloce, che entreranno in vigore a partire dal 2 aprile. L’obiettivo è «garantire il buon funzionamento tecnico e un utilizzo efficiente delle strutture informatiche di supporto alle negoziazioni», secondo quanto spiegato dalla società guidata da Raffaele Jerusalmi.

Il cosiddetto High frequency trading (Hft), ovvero la negoziazione attraverso tecnologie che consentono l’immissione di un’enorme quantità di ordini in pochissimo tempo (per guadagnare da lievi variazioni di prezzo), può far impennare la volatilità degli scambi ed è spesso determinante nei black-out dei listini. Inoltre la potenza di fuoco dell’Hft, poiché influisce nella formazione dei prezzi, favorisce la trasmissione di segnali fuorvianti per i mercati.

Da qui la pressione Consob perché il fenomeno fosse regolato. Il presidente della commissione Giuseppe Vegas aveva inviato a novembre un lettera a Borsa Italiana affinché quest’ultima prendesse le contromisure adatte. Il trading veloce ha un peso inferiore a Piazza Affari rispetto ad altri listini, ma le misure introdotte serviranno comunque a disincentivare l’invio di ordini in eccesso.

Luca Giusti
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seasonal pattern for OXY

InStagionalità su 4 marzo 2012 a 23:38

seasonal pattern for OXY

60 Day Calendar Hold For 10/03
Years Analyzed: 20

Win %: 90.0%
Avg G/L: 10.4%
Std Dev: 9.6%

Past Performance:
1992 10.1%
1993 6.0%
1994 2.2%
1995 13.3%
1996 11.4%
1997 -8.3%
1998 12.7%
1999 26.5%
2000 30.6%
2001 13.4%
2002 3.5%
2003 3.2%
2004 5.0%
2005 0.3%
2006 17.2%
2007 10.6%
2008 19.6%
2009 22.0%
2010 -1.7%
2011 10.3%

…archiviamo il corso Spread Commodities di sabato: è stata una giornata piacevole, in buona compagnia, per una operatività molto efficace e poco correlata con le più classiche operatività direzionali. Il prossimo appuntamento sarà il prossimo 31 marzo con il corso FX Trading (correlazioni) e il 1 aprile con il corso Opzioni + FX spot: tutte le informazioni su www.qtlab.ch

…ed il 14 e 15 aprile ripartiamo con il percorso Opzioni, a Milano!

Luca Giusti
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Svizzera: cantoni e competitività…

InStagionalità su 4 marzo 2012 a 23:18

In materia di competitività sussiste un forte divario tra i cantoni. Stando a uno studio dell’UBS, in cima alla classifica si piazzano Zurigo, Basilea Città e Zugo. I meno concorrenziali sono per contro tutti cantoni periferici: Grigioni, Vallese, Giura e, fanalino di coda, Uri.

In base all’analisi dei punti di forza e di debolezza, presentata oggi per la prima volta, Zurigo, Basilea Città e Zugo godono di una competitività “eccellente”. Il primo cantone ha addirittura raccolto il punteggio massimo, 100. Per gli esperti dell’UBS il Ticino conta invece solo su una competitività moderata e si piazza al sestultimo rango con 53,9 punti. L’ultimo della classifica, Uri, raccoglie appena 40,2 punti.

Dalla ricerca emerge anche che i cantoni con grandi città o situati vicino ai maggiori agglomerati hanno tendenzialmente una concorrenzialità piuttosto elevata.

L’Indicatore di competitività dei cantoni (ICC) è basato su oltre cinquanta variabili negli ambiti seguenti: struttura economica, imprese, ubicazione, popolazione e autorità.

…approfitto del post anche per comunicarvi che abbiamo completato i lavori sul portale QTLab, che è tornato pienamente funzionante (community inclusa).

Luca Giusti
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seasonal pattern for MON

InStagionalità su 3 marzo 2012 a 01:45

seasonal pattern for MON

20 Day Calendar Hold For 10/03
Years Analyzed: 11

Win %: 100.0%
Avg G/L: 3.9%
Std Dev: 3.8%

Past Performance:
2001 5.9%
2002 0.5%
2003 2.6%
2004 1.2%
2005 5.3%
2006 0.6%
2007 1.7%
2008 12.9%
2009 6.6%
2010 0.4%
2011 5.5%

…una comunicazione di servizio: durante questo fine settimana il sito di QTLab sarà trasferito presso una differente server farm, e per tale ragione potrebbero verificarsi discontinuità.

Luca Giusti
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seasonal pattern for OXY

InStagionalità su 3 marzo 2012 a 01:40

seasonal pattern for OXY

60 Day Calendar Hold For 10/03
Years Analyzed: 20

Win %: 90.0%
Avg G/L: 10.4%
Std Dev: 9.6%

Past Performance:
1992 10.1%
1993 6.0%
1994 2.2%
1995 13.3%
1996 11.4%
1997 -8.3%
1998 12.7%
1999 26.5%
2000 30.6%
2001 13.4%
2002 3.5%
2003 3.2%
2004 5.0%
2005 0.3%
2006 17.2%
2007 10.6%
2008 19.6%
2009 22.0%
2010 -1.7%
2011 10.3%

Luca Giusti
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seasonal pattern for ^DJI

InStagionalità su 2 marzo 2012 a 10:31

seasonal pattern for ^DJI

60 Day Calendar Hold For 04/03
Years Analyzed: 20

Win %: 75.0%
Avg G/L: 4.3%
Std Dev: 6.8%

Past Performance:
1992 2.1%
1993 1.4%
1994 -3.1%
1995 9.6%
1996 -2.2%
1997 3.2%
1998 7.1%
1999 16.3%
2000 1.1%
2001 3.2%
2002 -5.5%
2003 11.4%
2004 -2.6%
2005 -6.2%
2006 3.4%
2007 9.3%
2008 6.9%
2009 19.4%
2010 6.8%
2011 5.2%

Luca Giusti
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USD riparte dopo il dato sul PIL USA

InStagionalità su 29 febbraio 2012 a 21:09

Il Pil americano ha registrato un incremento del 3% su base annua nel quarto trimestre del 2011, battendo così le attese degli analisti che si aspettavano una crescita più lieve a +2,8%. Il miglioramento del prodotto interno lordo americano è anche una conseguenza della crescita della spesa per consumi, che hanno un impatto intorno ai 2/3 del pil. I consumi sono aumentati del 2,1%, più della lettura precedente del 2%. Molto bene anche l’indice PMI di Chicago, salito a febbraio a 64 punti dai 60.2 precedenti. Il risultato è anche migliore delle stime di consensus, che erano ferme a 61.6 punti.

Sul Forex è avvenuto questo pomeriggio un forte apprezzamento del dollaro americano. Il tasso di cambio euro/dollaro è sceso fin sotto 1.3350, mentre dollaro/yen è tornato sopra 81. Molto debole lo yen, tonica la sterlina. Importanti i ribassi per oro e argento. Il gold è sceso fino a 1714.9$ dai top intraday di 1790.5$, mentre il silver è tornato sotto 35.5$! In calo anche il petrolio Wti in area 105.2$ al barile dopo il forte incremento delle scorte settimanali.

…l’America cresce, l’Europa è ferma, con alcuni paesi in recessione ed altri prossimi alla stagflazione… Non tenete tutti i risparmi solo in Euro…

Luca Giusti
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Mentre si discute della Grecia, Schaeuble gioca con l’I-Pad

InStagionalità su 29 febbraio 2012 a 12:22

Per gli standard tedeschi, possiamo parlare di “Scandalo” al Bundestag: il volto severo del governo tedesco, Wolfgang Schaeuble, è stato pizzicato, ieri, durante la discussione in aula sul secondo pacchetto di aiuti alla Grecia, mentre giocherelleva con il suo iPad. Giocava a sudoku…

La serietà teutonica si riflette anche in questi piccoli particolari. La notizia compromettente è stata resa nota dal sito del tabloid Bild.

Schaeuble, del resto, non è il primo a farsi cogliere in fallo dagli zoom delle fotocamere. Recentemente tre ministri dello Stato indiano del Karnataka erano stati costretti a dimettersi per essere stati sorpresi a guardare un video porno durante un dibattito sulla piaga della siccità.

In Italia non fare ve invece alcuno scandalo… L’I-Pad con l’abbonamento a tutti i quotidiani è gentilmente offerto a tutti gli onorevoli a spese del contribuente… Ci si potrebbe stancare a contare ad ogni seduta quanti siano i parlamentari (i pochi presenti) che si fanno gli affaracci loro…

Aveva altri numeri in testa”, commenta sarcastica la Bild riferendosi agli aiuti alla Grecia.

Poco fa la BCE ha reso noto la nuova quantità richiesta da parte delle banche di denaro all’1%: poche sorprese se guardiamo la reazione sul mercato valutario…

Luca Giusti
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seasonal pattern for UTX

InStagionalità su 28 febbraio 2012 a 20:57

seasonal pattern for UTX

60 Day Calendar Hold For 02/29
Years Analyzed: 20

Win %: 85.0%
Avg G/L: 6.5%
Std Dev: 8.2%

Past Performance:
1992 7.0%
1993 8.5%
1994 -3.5%
1995 11.4%
1996 1.0%
1997 0.7%
1998 9.7%
1999 16.3%
2000 22.1%
2001 0.5%
2002 -4.9%
2003 5.3%
2004 -5.6%
2005 2.2%
2006 8.0%
2007 5.3%
2008 3.7%
2009 26.4%
2010 7.4%
2011 9.2%

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Volkswagen ancora su Porsche, ma anche Grecia e Portogallo…

InStagionalità su 27 febbraio 2012 a 14:14

La Volkswagen è vicina a completare l’acquisizione del restante 50,1% di Porsche, di cui possiede già il 49,9%, per 3,9 miliardi di euro. Lo riferisce Bloomberg che cita fonti vicine alla vicenda. Il principale ostacolo all’accordo è rappresentato dal fisco tedesco, che deve dare il via libera alla conclusione dell’operazione, spiegano le fonti, aggiungendo che Volkswagen starebbe considerando anche l’ipotesi di creare una società veicolo (newco) per concludere il takeover di Porsche.

…e oggi il Parlamento greco è chiamato a decidere sull’ultima tranche di aiuti alla Grecia (in balia anche dell’accettazione del pesante haircut da parte dei creditori privati e delle prossime elezioni di aprile in cui i partiti di opposizione cavalcheranno la rabbia del popolo soffocato dai sacrifici imposti dalla Troika)

…Germania ancora una volta al centro dell’attenzione ed Euro a 1.34 in attesa di capire che piega prenderà la situazione in Europa: il G20 in Messico si è concluso senza particolari novità, e l’attenzione si sposta non solo sulla Grecia ma anche sul Portogallo (mentre l’Italia archivia un’altra asta sui BOT tranquilla).

I large trader (COT) continuano a restare net short a livelli record su EUR, nonostante il recente rally. USD resta debole contro le altre valute (tranne che contro Yen dopo le minacce di un intervento della banca del Giappone, simile a quelli della banca svizzera, nell’imporre un floor al cambio UDDJPY), e il rally di Oro, Petrolio e Azionario concordano con questo quadro… AUD peró fatica a continuare a salire, quindi sembra che tutto questo gran appetito per il rischio non ci sia… ai primi (nuovi) scricchiolii si torna a comprare USD e a vendere EUR…

Luca Giusti
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seasonal pattern for CAT

InStagionalità su 26 febbraio 2012 a 21:31

seasonal pattern for CAT

20 Day Calendar Hold For 02/27
Years Analyzed: 20

Win %: 95.0%
Avg G/L: 4.3%
Std Dev: 4.0%

Past Performance:
1992 1.0%
1993 0.0%
1994 10.5%
1995 0.7%
1996 5.9%
1997 1.3%
1998 2.7%
1999 2.8%
2000 10.0%
2001 6.2%
2002 6.1%
2003 6.6%
2004 1.9%
2005 1.7%
2006 3.7%
2007 -1.0%
2008 3.6%
2009 15.4%
2010 4.1%
2011 3.0%

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seasonal pattern for EOG

InStagionalità su 26 febbraio 2012 a 20:57

seasonal pattern for EOG

30 Day Calendar Hold For 03/02
Years Analyzed: 20

Win %: 90.0%
Avg G/L: 7.7%
Std Dev: 8.4%

Past Performance:
1992 16.0%
1993 12.3%
1994 0.6%
1995 17.2%
1996 7.0%
1997 3.7%
1998 7.6%
1999 3.5%
2000 19.4%
2001 -8.6%
2002 17.8%
2003 -2.5%
2004 0.4%
2005 11.7%
2006 3.9%
2007 8.2%
2008 1.6%
2009 25.3%
2010 0.8%
2011 8.9%

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seasonal pattern for ^OEX

InStagionalità su 24 febbraio 2012 a 23:23

seasonal pattern for ^OEX

60 Day Calendar Hold For 01/03
Years Analyzed: 20

Win %: 80.0%
Avg G/L: 3.1%
Std Dev: 5.7%

Past Performance:
1992 1.2%
1993 0.0%
1994 -3.8%
1995 7.5%
1996 1.5%
1997 2.2%
1998 6.9%
1999 9.3%
2000 5.1%
2001 0.6%
2002 -7.6%
2003 9.4%
2004 -5.0%
2005 -4.3%
2006 1.8%
2007 6.0%
2008 4.5%
2009 16.6%
2010 5.9%
2011 3.6%

Luca Giusti
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Quanto costa alla Apple produrre un I-Phone?

InStagionalità su 23 febbraio 2012 a 21:15

L’analista della Asymco Horage Dediu ha pubblicato un interessante report con il quale cerca di capire quanto Apple spenda per la produzione di ogni iPhone.

Dediu ha utilizzato una serie di risorse, comprese le informazioni che sono fuoriuscite dal documentario della ABC andato in onda nella giornata di ieri. Per cominciare, Dediu dice che il ricavo medio per ogni apparecchio è di 650$. Quindi, contando che il margine di profitto per ogni iPhone è pari al 55%, questo significa che mediamente la Apple spende 293$ in COGS (costo delle merci e dell’assemblaggio).

Di questi 293$, circa 200$ vengono spesi in materiali, quali display, fotocamera, dischi rigidi e così via, mentre i restanti 93$ servono per coprire le spese di trasporto, quelle di magazzino, la produzione vera e propria e la garanzia.

Di questi 93$, l’analista ritiene che tra i 12,50$ e i 30$ siano spesi nel settore manifatturiero. E tale dato è stato confermato dal documentario della ABC: per realizzare un iPhone ci vogliono circa 24 ore e 141 passaggi. Di queste 24 ore, dalle 6 alle 8 ore vengono dedicate all’installazione a ai test software, mentre le restanti vengono dedicate all’assemblaggio vero e proprio.

Dato che gli operai guadagnano circa 1.78$ l’ora, le 17 ore equivalgono a circa 30$ di paga. Ma c’è una buona probabilità che parte di queste 17 ore siano coperte da operazioni automatizzate, che non richiedono la presenza attiva di un operaio. Facendo due calcoli, Dediu ritiene che un singolo operaio lavori su ogni iPhone per circa 7 ore, pari a 12$.

Logicamente quella di Dediu è solo una stima, che tra l’altro tiene conto solo delle spese materiali per la realizzazione di un iPhone e non di quelle per la progettazione, gli ingegneri, il design e il team di marketing.

Luca Giusti
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seasonal pattern for CVX

InStagionalità su 23 febbraio 2012 a 20:52

seasonal pattern for CVX

60 Day Calendar Hold For 29/02
Years Analyzed: 20

Win %: 90.0%
Avg G/L: 7.4%
Std Dev: 9.1%

Past Performance:
1992 10.9%
1993 8.0%
1994 2.0%
1995 3.2%
1996 5.2%
1997 5.5%
1998 4.6%
1999 31.8%
2000 14.0%
2001 9.0%
2002 2.9%
2003 -1.8%
2004 2.3%
2005 -15.5%
2006 7.3%
2007 17.3%
2008 9.3%
2009 16.1%
2010 11.1%
2011 5.8%

Sul sito QTLab abbiamo inaugurato una nuova sezione nell’area DOWNLOAD – Risorse per Tradestation, dedicata a tutti coloro che hanno aperto un conto con TradeStation facendo riferimento al codice identificativo di QTLab che potete trovare nella sezione Piattaforme del sito QTLab: http://www.qtlab.ch/index.php?option=com_content&view=article&id=95&Itemid=73

…un video su come utilizzare la Optionstation PRO…

…o su come formattare grafici all’interno del proprio workspace, per importare i propri studi e configurarli correttamente…

…oltre ad indicatori, show me e strategie commentate…

In questa pagina puoi trovare l’elenco dei video (in lingua italiana) o delle dispense disponibili, ma per poterle visionare o scaricare dovrai mostrarci di avere utilizzato il codice presente nella pagina Piattaforme del sito QTLab, in fase di apertura dell’account (oppure scrivici a info per essere messo in contatto con uno dei loro referenti che parla italiano).

…la decisione di permettere l’apertura di un conto FX a costo zero (quindi niente canone per la piattaforma o per i dati) è stata decisamente azzeccata da parte di Tradestation: ora tocca a noi realizzare i supporti in lingua italiana per aiutarvi a sfruttare al meglio le enormi potenzialità di questa piattaforma…

Puoi contattare uno dei miei colleghi scrivendo a: info per ogni informazione aggiuntiva…

Buon trading!

Luca Giusti
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AgriCharts (I-Phone)

InStagionalità su 22 febbraio 2012 a 13:57

Più che un App si tratta di una versione del sito di Agricharts dedicata agli smartphone, raggiungibile a questo link: http://mobile.agricharts.com/

Il sito è interamente dedicato ai futures sulle commodities: non potevano mancare i grafici (decisamente ben fatti perché parliamo di commodities a volte davvero poco liquide)…

… La possibilità di seguire le quotazioni dei contratti preferiti…

Molto interessante la sezione news con i Closing Report ed i Commentary, per essere sempre aggiornati sui fondamentali (report USDA, rilascio di dati…) o su particolari dinamiche che vengono evidenziate dagli autori di questi report…

…utile anche l’elenco dei contratti sulla stessa commodity per vedere subito a colpo d’occhio l’esistenza di fenomeni di contango o backwardation…

…e per quanti volessero approfondire l’operatività sulle commodities ed iniziare a lavorare in spread in accordo alle stagionalità, l’appuntamento è per il prossimo sabato 3 marzo al corso Spread Commodities (tutte le informazioni su www.qtlab.ch)

Luca Giusti
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La notte del compromesso: aiuti alla Grecia, ma diluiti in 2 anni

InStagionalità su 21 febbraio 2012 a 10:03

La Grecia avrà altri 130 miliardi di euro di aiuti. Servono più di 12 ore di riunioni, bilaterali e accordi separati. Ma all’alba l’Eurogruppo dà il via libera che salva Atene dal fallimento. E di fatto la commissaria con una vigilanza stretta, “permanente” della troika Ue-Bce-Fmi.

I nuovi 130 miliardi li sborseranno soprattutto gli stati membri dell’Eurozona, che sperano in un “significativo contributo” del Fmi. Quanto significativo, la direttrice Christine Lagarde lo deciderà a marzo. Con i 110 miliardi già sborsati con il primo programma del 2010, la cifra totale sale a 240 miliardi di denaro frescò e nella somma non c’è lo sconto che i privati – ovvero le banche creditrici – hanno finito per concordare (pari al 53,5% del valore nominale dei bond nelle loro mani) nè gli impegni di Bce e Banche centrali nazionali rispettivamente per cedere i profitti dei bond in portafoglio e alleggerire gli interessi sui debiti correnti.

Per Mario Draghi, presidente della BCE, “è un accordo molto buono”. Per il premier italiano Mario Monti è la prova che “l’Europa è anche in grado di funzionare”. Con tutti i se ed i ma del caso il nuovo accordo “garantisce che la Grecia resterà nell’euro”, secondo il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker.

Ma il presidente della Bce ha sottolineato i due aspetti politicamente più sensibili: i partiti greci dovranno dare sostegno agli impegni presi stanotte dal primo ministro Lucas Papademos e dal ministro delle Finanze Evangelos Venizelos e la messa in atto del programma dovra essere “correttamente monitorata”. La troika Ue-Bce-Fmi, che negli ultimi due anni andava a controllare la situazione con missioni ogni tre mesi, sarà ad Atene in permanenza.

Di fatto è una vittoria dei falchì del nordeuropa, che non si fidavano più delle promesse della politica greca. La Germania che aveva parlato per prima della necessità di un commissariamento di Atene, nelle settimane scorse aveva ammorbidito i toni. Ma è stata l’Olanda a fare la faccia feroce fino all’ultimo, con il ministro De Jager che ha chiesto la troika permanente entrando in riunione e alla fine l’ha ottenuta.

Il timore è che gli impegni presi dal governo Venizelos, sostenuto dai socialisti del Pasok e dai conservatori di Nuova Democrazia, possano venire disattesi dal governo che uscirà dopo le elezioni del prossimo aprile. Ma l’Eurogruppo ha preso le contromisure: l’erogazione del nuovo piano di aiuti avverrà in due anni, fino al 2014… La telenovela Grecia non è ancora finita: la prossima puntata è prevista per il dopo elezioni di aprile…

Luca Giusti
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seasonal pattern for COP

InStagionalità su 21 febbraio 2012 a 09:50

seasonal pattern for COP

60 Day Calendar Hold For 24/02
Years Analyzed: 20

Win %: 90.0%
Avg G/L: 8.4%
Std Dev: 9.9%

Past Performance:
1992 5.0%
1993 4.1%
1994 18.0%
1995 7.8%
1996 15.3%
1997 -9.4%
1998 4.6%
1999 24.1%
2000 35.2%
2001 8.8%
2002 4.5%
2003 1.5%
2004 4.2%
2005 -1.3%
2006 8.8%
2007 5.4%
2008 2.8%
2009 5.0%
2010 20.1%
2011 4.1%

Luca Giusti
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Abbonamento canone RAI per 5 milioni di imprese… e va in dichiarazione

InStagionalità su 20 febbraio 2012 a 14:41

Era passata inosservata lo scorso dicembre questa simpatica novità: l’abbonamento Rai diventa obbligatorio per tutte le imprese, che hanno l’obbligo di indicare, nella dichiarazione dei redditi, il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione ai fini della verifica del pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo speciale… Chiaro? Va in dichiarazione… E non serve una TV: basta un computer o anche solo uno smartphone!

Ma sono sicuro che le 5 milioni di imprese sul territorio italiano saranno felici di pagare il canone RAI e di finanziare in questo modo le apparizioni di Celentano, le tribune degli onorevoli politici a Porta a Porta o Ballaró, i reality show o quelle utilisssssime trasmissioni pomeridiane che saltano da storie (inventate) di tradimenti e litigi fra coniugi, a sciacallaggi giornalistici nelle case dei parenti vicini all’ultima disgrazia mediatica…

Possiamo anche farci una risarà pensando all’autofficina con i calendari zozzi appesi al muro, che magari lo pagherà anche volentieri davanti allo spacco di Belen e al tormentone mutanda si / mutanda no… Ma la situazione sfiora il ridicolo… In un momento del genere, con tante piccole aziende la cui sopravvivenza è appesa ad un filo, non saranno questi cento e rotti euro a fare la differenza, ma è l’ennesima presa in giro… Ma come fate ancora ad accettare tutto questo?

Luca Giusti
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seasonal pattern for CAT

InStagionalità su 20 febbraio 2012 a 14:12

seasonal pattern for CAT

30 Day Calendar Hold For 27/02
Years Analyzed: 20

Win %: 90.0%
Avg G/L: 4.3%
Std Dev: 5.8%

Past Performance:
1992 1.8%
1993 4.0%
1994 2.9%
1995 5.4%
1996 -1.3%
1997 0.6%
1998 1.7%
1999 3.7%
2000 6.4%
2001 5.0%
2002 1.7%
2003 7.6%
2004 2.2%
2005 -5.3%
2006 0.2%
2007 2.1%
2008 3.9%
2009 23.3%
2010 11.3%
2011 8.4%

Luca Giusti
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seasonal pattern for AMGN

InStagionalità su 19 febbraio 2012 a 21:27

seasonal pattern for AMGN

60 Day Calendar Hold For 18/02
Years Analyzed: 20

Win %: 75.0%
Avg G/L: -5.5%
Std Dev: 8.9%

Past Performance:
1992 -8.5%
1993 -20.4%
1994 -14.0%
1995 3.0%
1996 -7.5%
1997 -3.4%
1998 4.8%
1999 -1.3%
2000 -18.1%
2001 -14.3%
2002 -2.4%
2003 12.1%
2004 -6.1%
2005 -5.5%
2006 -8.8%
2007 -6.6%
2008 -7.7%
2009 -18.0%
2010 6.6%
2011 5.6%

Luca Giusti
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seasonal pattern for XLE

InStagionalità su 17 febbraio 2012 a 14:57

seasonal pattern for XLE

60 Day Calendar Hold For 22/02
Years Analyzed: 13

Win %: 100.0%
Avg G/L: 8.0%
Std Dev: 5.9%

Past Performance:
1999 22.3%
2000 8.8%
2001 1.7%
2002 7.7%
2003 2.2%
2004 5.1%
2005 1.0%
2006 13.0%
2007 8.3%
2008 13.2%
2009 6.2%
2010 9.7%
2011 3.9%

…se vuoi capire come interpretare un seasonal pattern (una finestra stagionale) puoi guardare il video in basso a destra nella home page del blog…

Luca Giusti
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seasonal pattern for SU

InStagionalità su 17 febbraio 2012 a 14:52

seasonal pattern for SU

60 Day Calendar Hold For 21/02
Years Analyzed: 18

Win %: 94.4%
Avg G/L: 10.0%
Std Dev: 9.7%

Past Performance:
1994 1.0%
1995 18.3%
1996 7.0%
1997 6.0%
1998 0.3%
1999 18.7%
2000 6.9%
2001 14.1%
2002 16.2%
2003 -3.5%
2004 0.5%
2005 0.0%
2006 16.1%
2007 11.1%
2008 22.7%
2009 33.2%
2010 10.6%
2011 1.0%

Luca Giusti
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TradeStation (I-Phone)

InStagionalità su 15 febbraio 2012 a 23:03

La piattaforma leader nel Trading Meccanico sbarca anche su I-Phone con un’App che dà accesso al proprio account in mobilità, per monitorare le posizioni aperte e gli ordini in macchina… Ma non mancano i grafici…

…e le liste personalizzate…

La App per I-Phone non rende giustizia alla piattaforma per PC (la combinazione TradeStation + RadarScreen + OptionStation) che è un gioiello e merita davvero di essere provata… Come fare per provarla? Basta seguire le istruzioni in questa pagina per attivare un periodo di prova di 60 giorni:
http://www.qtlab.ch/index.php?option=com_content&view=article&id=95&Itemid=73

Buon Trading!

Luca Giusti
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seasonal pattern for M

InStagionalità su 15 febbraio 2012 a 10:57

seasonal pattern for M

30 Day Calendar Hold For 19/02
Years Analyzed: 19

Win %: 89.5%
Avg G/L: 7.0%
Std Dev: 7.0%

Past Performance:
1993 0.6%
1994 8.5%
1995 2.3%
1996 19.8%
1997 8.0%
1998 10.4%
1999 5.3%
2000 20.2%
2001 -4.8%
2002 10.2%
2003 16.7%
2004 0.4%
2005 10.1%
2006 2.3%
2007 5.1%
2008 1.9%
2009 5.1%
2010 12.9%
2011 -1.2%

Luca Giusti
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Quello che tutti dovrebbero sapere sulla gestione del problema Grecia

InStagionalità su 14 febbraio 2012 a 10:44

La Grecia ci sta insegnando molto… O meglio: come è stata gestita la questione Greca… Sta diventando troppo evidente che gli interessi da tutelare sono ben altri rispetto a quelli del popolo greco… Ma partiamo dall’inizio…

5 anni fa il rapporto Debito/PIL della Grecia era analogo a quello dell’Italia i degli Stati Uniti (poco sopra il 100%)… Oggi è al 170%, con un PIL che frana del 12%, la disoccupazione al 20%, ma le spese militari al 3% del PIL… La stessa coerenza di quando leggi che il Ministero della Difesa italiana, con il governo che chiede sacrifici, compra una batteria di Maserati come auto di rappresentanza… È incomprensibile per la gente comune che possano verificarsi situazioni del genere. Meno immediato, ma altrettanto criticabile, è però la gestione del problema Grecia da parte dell’Europa…

L’ho scritto in altre occasioni: le decisioni che ha preso l’Europa vanno nella direzione di proteggere le banche europee dai danni di un default incontrollato, ma è ormai chiaro da mesi che di default si tratterà perché è impensabile che un paese in queste condizioni, anche diluendo il proprio debito nel corso degli anni, potrà mai ripagarlo.

È una grande ipocrisia continuare a parlare di salvataggio, di haircut, di accordi volontari, e soprattutto di interessi del popolo greco…

Iniziano dalla misura di questo haircut, quindi delle perdite sopportate dai creditori. Per non far troppo male alle banche, si sono concordate riduzioni nettamente inferiori a quanto la realtà avrebbe dovuto imporre: un 21 per cento a luglio, 50 per cento a novembre e ovviamente nessuna di quelle proposte è andata in porto. Oggi si discute se arrivare al 70 per cento, ma l’accordo non arriva.

E comunque, per non creare problemi alla Bce e agli altri organismi pubblici che detengono titoli greci, l’accordo deve riguardare solo il settore privato, cioè le banche.

E sempre per evitare ulteriori problemi alle banche, il taglio viene spacciato come un accordo volontario, che non fa scattare l’assicurazione sul rischio di credito sottoscritto attraverso i credit default swap… Dato che non si è ancora fatto nulla per regolare il mercato dei derivati OTC da quando, ai tempi di Lehman, sembravano tutti d’accordo almeno sul rendere più trasparenti questi mercati, se oggi scattasse il default nessuno può sapere che impatto avrebbe realmente dato che nessuno sa chi ha in pancia questi CDS (quindi potremmo vedere saltare diverse banche non per l’insolvenza sulle obbligazioni greche, ma per il danno causato da una scommessa contro il default greco dimostratasi errata).

Le banche hanno già svalutato in bilancio i loro crediti verso la Grecia e dunque l’operazione etichettata come “volontaria” non comporta ulteriori salassi per il bilancio… Ma bisogna dare loro una contropartita, ed ecco che arriva la BCE ad inondare di liquidità il mercato e consentire alle banche facili profitti regalando denaro all’1% e raccontandoci che finirà a famiglie ed aziende quando sappiamo che non è così.

Come gira questo mondo ormai lo sappiamo: che si fanno le guerre non per salvare la gente, ma per il petrolio, è ormai sotto gli occhi di tutti… In Siria si stanno perpetrando malefatte peggiori di quelle viste in Libia, ma mi sembra che il civilizzato mondo occidentale abbia reagito in modo un po’ diverso… Ma come dicevo, a meno di non voler nascondere la testa sotto la sabbia, questo ormai è evidente a tutti…

È meno evidente forse come le soluzioni della crisi Greca o di altri Stati, dipendano sempre più non da considerazioni reali sull’economia dei Paesi e sulla loro capacità effettiva di sopportare i costi dell’aggiustamento, ma dalle esigenze del mondo della finanza (come non far scoppiare la bolla dei CDS).

Quindi quando qualche politico vi racconta che sta agendo nell’interesse del proprio paese e chiede sacrifici, come sta facendo Papademos in queste ore, magari invocando lo spirito patriottico, i sacrifici dei nostri genitori ed il futuro dei nostri figli, chiedetevi quali interessi stia realmente difendendo… La gestione del problema Grecia, proprio perché impacciata, si sta rivelando molto istruttiva: guardate con diffidenza ogni campagna mediatica, ed ogni richiamo patriottico SE fatto per difendere solo gli interessi della finanza mondiale.

Luca Giusti
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Think or Swim (I-Phone)

InStagionalità su 14 febbraio 2012 a 01:26

Dal broker che offre una delle piattaforme per analizzare strategie in opzioni più complete oggi disponibili, anche la versione per smartphone si conferma all’altezza delle aspettative (anche se la versione per I-Pad offre ulteriori funzionalità)… Sotto potete vedere una delle liste personalizzate sincronizzate con la piattaforma desktop…

Anche i grafici sono stati migliorati e la visualizzazione orizzontale li tende ora più leggibili…

Presente anche la possibilità di tradare opzioni, con le chain disponibili…

Immediato anche poter inserire e modificare i propri ordini…

Questo broker (dopo l’acquisizione da parte di Ameritrade) non permette più l’apertura di conti in Italia (in Svizzera si), ma l’App è accessibile anche senza effettuare il login…

Se avete un conto attivo e volete negoziare opzioni a 1 USD a contratto, potete contattarci a info@qtlab.ch per fare parte del nostro gruppo commissionale.

Luca Giusti
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seasonal pattern for ADM

InStagionalità su 11 febbraio 2012 a 18:30

seasonal pattern for ADM

60 Day Calendar Hold For 14/02
Years Analyzed: 20

Win %: 90.0%
Avg G/L: -4.6%
Std Dev: 8.7%

Past Performance:
1992 -16.0%
1993 -7.7%
1994 -9.4%
1995 -4.4%
1996 -0.6%
1997 -8.5%
1998 -1.9%
1999 -6.0%
2000 -6.7%
2001 -21.6%
2002 -1.3%
2003 -2.0%
2004 -0.5%
2005 -15.3%
2006 19.7%
2007 8.8%
2008 -1.3%
2009 -8.9%
2010 -4.3%
2011 -4.5%

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seasonal pattern for DHI

InStagionalità su 11 febbraio 2012 a 18:22

seasonal pattern for DHI

20 Day Calendar Hold For 17/02
Years Analyzed: 19

Win %: 78.9%
Avg G/L: -5.1%
Std Dev: 9.5%

Past Performance:
1993 7.1%
1994 -18.1%
1995 -6.3%
1996 -13.0%
1997 -4.9%
1998 2.0%
1999 -15.9%
2000 -3.6%
2001 -4.8%
2002 14.2%
2003 -4.4%
2004 10.9%
2005 -2.6%
2006 -10.0%
2007 -13.4%
2008 -6.2%
2009 -22.7%
2010 -0.2%
2011 -5.4%

Luca Giusti
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CNBC RT (I-Phone)

InStagionalità su 11 febbraio 2012 a 12:42

Continuo la rassegna delle App per I-Phone (o per Android) che ritengo utili per chi fa Trading o per chi in genere investe sui mercati finanziari. Questa settimana è il turno dell’App della CNBC americana, di cui segnalo le funzionalità che ritengo più utili: in primis poter vedere il pre-market sui futures USA così come sulle singole azioni (è tutto real time, al contrario delle tante App che invece si limitano a dati ritardati di 15 min)…

C’è la possibilità di creare le proprie liste da tenere monitorate…

…e segnalo infine la sezione news, con alert che arrivano push durante la giornata (quindi anche ad App chiusa) e rimandano in questa sezione per leggere l’intero articolo…

…buon Trading!

PS: chi intendesse partecipare al corso FX trading (correlazioni) del prossimo sabato 18 febbraio o al corso sulla vendita di Opzioni su EUR e difesa meccanica con il Future di domenica 19 febbraio, ci contatti a info@qtlab.ch perché abbiamo riempito ormai tutti i posti disponibili e potremmo dover chiudere le iscrizioni già ad inizio settimana…

Luca Giusti
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seasonal pattern for OXY

InStagionalità su 8 febbraio 2012 a 21:18

seasonal pattern for OXY

60 Day Calendar Hold For 09/02
Years Analyzed: 20

Win %: 85.0%
Avg G/L: 9.7%
Std Dev: 9.8%

Past Performance:
1992 -4.3%
1993 22.0%
1994 -15.5%
1995 20.0%
1996 17.8%
1997 -5.6%
1998 13.4%
1999 17.8%
2000 14.4%
2001 9.3%
2002 17.0%
2003 6.4%
2004 6.4%
2005 18.3%
2006 10.4%
2007 8.7%
2008 18.6%
2009 0.5%
2010 11.6%
2011 7.1%

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seasonal pattern for PX

InStagionalità su 7 febbraio 2012 a 13:59

seasonal pattern for PX

60 Day Calendar Hold For 11/02
Years Analyzed: 19

Win %: 94.7%
Avg G/L: 6.0%
Std Dev: 6.3%

Past Performance:
1993 0.0%
1994 1.4%
1995 11.7%
1996 9.0%
1997 -8.5%
1998 16.0%
1999 5.0%
2000 19.6%
2001 5.3%
2002 2.1%
2003 7.4%
2004 3.8%
2005 9.0%
2006 5.7%
2007 0.0%
2008 6.8%
2009 2.8%
2010 12.1%
2011 4.2%

Luca Giusti
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Dukascopy (I-Phone)

InArticoli su 6 febbraio 2012 a 23:29

Ci sono tanti applicativi per monitorare le quotazioni su FX da smartphone, e premetto che non sono cliente di questo broker svizzero, ma trovo che sia un applicativi davvero comodo e ben fatto… Questo è il pannello principale che riunisce le quotazioni realtime, a cui si accede senza login o password (quindi basta un clic sul simbolo della App).

…questi i grafici, configurabili su diversi time frame…

…ma la sezione più utile è quella degli alert, che ti avvisano in modalità push su i-Phone:

…anche questa è disponibile sull’App Store.

Luca Giusti
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Per UBS rischio bolla immobiliare in Svizzera

InArticoli su 6 febbraio 2012 a 09:30

Il rischio di una bolla immobiliare è sempre più vicino in Svizzera: lo sostengono gli economisti di UBS, che constatano un nuovo aumento dei prezzi delle abitazioni a fronte di un’inflazione leggermente negativa e redditi stagnanti. Complici i tassi d’interesse ai minimi storici, aumenta l’indebitamento ipotecario: e la situazione si farà ancora più acuta quest’anno.

L’analisi di UBS si basa sul suo Swiss Real Estate Bubble Index, l’indice svizzero della bolla immobiliare, pubblicato trimestralmente. Negli ultimi tre mesi del 2011 – informa un comunicato odierno – esso si è attestato a quota 0,80 punti, con una progressione di 0,22 punti rispetto al trimestre precedente. L’indice raggiunge in tal modo il livello massimo da quasi 20 anni, avvicinandosi sempre più alla zona rischio, rappresentata da un valore superiore a 1,00.

Il basso livello dei tassi non spinge solo le famiglie a diventare proprietarie delle abitazioni: UBS assiste anche una crescita delle ipoteche concernenti immobili non destinati all’uso proprio e acquistati ex novo. “Tale incremento rispecchia un interesse crescente nei confronti degli immobili quale investimento finanziario, in mancanza di alternative”, si legge nella nota.

Questo trend generale si accentuerà. UBS Wealth Management Research Svizzera si attende per il 2012 un calo dei prezzi al consumo pari allo 0,3% e solo una debole crescita economica dello 0,4%. “In altre parole, l’attuale contesto economico non giustifica un ulteriore rialzo dei prezzi. Tuttavia, a causa dei bassi interessi, la domanda non dovrebbe indebolirsi entro la fine del 2012 e, per il momento, non si dovrebbe assistere ad un arresto del boom dei prezzi”.

A livello regionale, i maggiori problemi sono nelle regioni di Zurigo, Ginevra e Losanna.

A rischio sono anche gli importanti agglomerati di Zugo (ZG), Pfannenstiel (zona fra Meilen ed Egg, nel canton Zurigo), Zimmerberg (ZH), March (distretto nel canton Svitto), Vevey (VD), Morges (VD) e Nyon (VD), unitamente alle regioni turistiche di Davos (GR) e dell’Alta Engadina. Complessivamente rispetto all’intera Svizzera queste porzioni di territorio non sono estese, ma vi vive ben il 22% della popolazione.

Vi sono poi le regioni da monitorare, vale a dire con potenziale pericolo: a quelle esistenti – Limmattal (ZH), parte di Basilea Campagna e Saanen-Obersimmental (Oberland Bernese) – UBS ha ora aggiunto anche Basilea Città, Glattal-Furttal (ZH) e Knonaueramt (ZH). Il Ticino non è invece considerato né a rischio, né da monitorare (almeno per quanto si legge nel report).

Luca Giusti
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seasonal pattern for XLB

InStagionalità su 5 febbraio 2012 a 16:27

seasonal pattern for XLB

60 Day Calendar Hold For 09/02
Years Analyzed: 13

Win %: 100.0%
Avg G/L: 5.3%
Std Dev: 3.5%

Past Performance:
1999 3.1%
2000 1.9%
2001 6.0%
2002 9.4%
2003 1.5%
2004 2.0%
2005 3.4%
2006 6.5%
2007 5.6%
2008 7.4%
2009 6.3%
2010 13.6%
2011 2.0%

Luca Giusti
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seasonal pattern for APC

InStagionalità su 5 febbraio 2012 a 16:25

seasonal pattern for APC

60 Day Calendar Hold For 05/02
Years Analyzed: 20

Win %: 95.0%
Avg G/L: 7.4%
Std Dev: 8.0%

Past Performance:
1992 5.1%
1993 19.1%
1994 2.8%
1995 7.0%
1996 6.1%
1997 -14.1%
1998 12.0%
1999 18.4%
2000 9.8%
2001 0.6%
2002 12.8%
2003 0.7%
2004 6.9%
2005 18.4%
2006 0.6%
2007 3.4%
2008 12.3%
2009 3.6%
2010 17.6%
2011 5.3%

Luca Giusti
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seasonal pattern for ^VIX

InStagionalità su 5 febbraio 2012 a 16:24

seasonal pattern for ^VIX

5 Day Calendar Hold For 10/02
Years Analyzed: 20

Win %: 85.0%
Avg G/L: -4.2%
Std Dev: 5.1%

Past Performance:
1992 -8.2%
1993 -7.8%
1994 -7.7%
1995 2.9%
1996 10.3%
1997 -7.1%
1998 -4.0%
1999 -2.3%
2000 -0.7%
2001 -8.0%
2002 -3.8%
2003 -4.0%
2004 -2.3%
2005 -2.1%
2006 -4.4%
2007 -7.9%
2008 -10.7%
2009 -8.0%
2010 -10.5%
2011 1.7%

Luca Giusti
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Facebook si quota, ed è costretta a svelare i suoi numeri…

InArticoli su 2 febbraio 2012 a 09:01

Alle 23 ora italiana il social network ha depositato presso la Security and exchange commission (SEC), la Consob americana, il modulo S-1 propedeutico al collocamento. L’azienda di Mark Zuckerberg punta a raccogliere sul mercato 5 miliardi di dollari. Si sono rivelate esatte anche le voci sui partner dell’operazione. Per gestire il processo che la trasformerà in una società quotata, l’azienda si è infatti affidata alla banca di affari Morgan Stanley.

La consegna della documentazione alla Sec offre per la prima volta uno sguardo sui conti del social network, finora oggetto solo di speculazioni. Secondo quanto riportato nel documento, nel 2011 Facebook ha fatturato 3 miliardi e 711 mila dollari. Le cifre sono lontane da quelle dei suoi avversari più agguerriti. Google, per esempio, ha registrato un fatturato di 37,9 miliardi di dollari nell’ultimo esercizio. Ma sono le prospettive di crescita quelle che più attraggono gli investitori e su questo aspetto le cifre restano impressionanti. Rispetto al 2010 (quando i ricavi avevano sfiorato i 2 miliardi) le entrate sono infatti aumentate dell’88%. Tra il 2009 e il 2010, invece, il balzo è stato del 154 %.

Recentemente Facebook aveva superato Yahoo! aggiudicandosi la fetta più grande del mercato Usa dei banner pubblicitari. Nel modulo S-1 si legge ora che il grosso dei ricavi del social network proviene proprio dalla pubblicità che rappresenta infatti l’85% delle entrate dell’azienda (ovvero 3 miliardi e 154 mila dollari). Il resto (circa 500 milioni) è frutto delle commissioni che Facebook trattiene sulle transazioni in denaro che avvengono sulla sua piattaforma.

A proposito di utenti, i dati ufficiali dicono che il social network ha registrato nel dicembre 2011 845 milioni di utenti attivi (+ 39% rispetto all’anno precedente). Secondo i numeri riportati nel documento, 425 milioni di questi hanno utilizzato Facebook via cellulare. Una cifra impressionante che però è paradossalmente fonte di preoccupazione per Mark Zuckerberg e compagni. Per ammissione della stessa azienda, infatti, il social network non ha ancora trovato una strategia di monetizzazione adeguata dei cellulari che costituiranno sempre più il veicolo di accesso alla rete. Inoltre, il fatto che i sistemi operativi dominanti sugli smartphone (Android e iOs) siano controllati da concorrenti (Google e Apple) introduce un ulteriore elemento di incertezza nel business di Facebook…

Luca Giusti
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seasonal pattern for APC

InStagionalità su 1 febbraio 2012 a 17:03

seasonal pattern for APC

60 Day Calendar Hold For 05/02
Years Analyzed: 20

Win %: 95.0%
Avg G/L: 7.4%
Std Dev: 8.0%

Past Performance:
1992 5.1%
1993 19.1%
1994 2.8%
1995 7.0%
1996 6.1%
1997 -14.1%
1998 12.0%
1999 18.4%
2000 9.8%
2001 0.6%
2002 12.8%
2003 0.7%
2004 6.9%
2005 18.4%
2006 0.6%
2007 3.4%
2008 12.3%
2009 3.6%
2010 17.6%
2011 5.3%

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seasonal pattern for CAT

InStagionalità su 31 gennaio 2012 a 23:42

seasonal pattern for CAT

60 Day Calendar Hold For 01/02
Years Analyzed: 20

Win %: 95.0%
Avg G/L: 6.4%
Std Dev: 6.9%

Past Performance:
1992 5.5%
1993 4.1%
1994 6.4%
1995 7.8%
1996 5.3%
1997 1.0%
1998 12.4%
1999 7.5%
2000 -8.7%
2001 0.2%
2002 11.6%
2003 17.5%
2004 1.1%
2005 0.0%
2006 3.7%
2007 2.7%
2008 11.5%
2009 2.3%
2010 20.9%
2011 15.4%

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Chaikin Power Tools (I-Phone)

InArticoli su 31 gennaio 2012 a 21:41

Questa volto pubblico direttamente qualche videata perché anche graficamente l’applicativo di Mark Chaikin merita…

Su può comporre un portafoglio di azioni e analizzarne ogni componente sia dal punto di vista tecnico che fondamentale…

… Ed una visione aggregata per settore, per individuare subito il più forte ed il più debole di questo periodo…

Richiedendolo, ti inviano anche un report dettagliato in PDF; davvero una app interessante… La trovate, chiaramente, sull’App Store.

Abbiamo pubblicato in queste ore il Calendario dei Corsi in Partenza: potete consultarlo su www.qtlab.ch (il primo appuntamento è sabato 11 febbraio con InterMarket FX Trading)

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Montecitorio costa il triplo che la Camera negli altri paesi europei…

InArticoli su 30 gennaio 2012 a 14:01

La Stampa di oggi pubblica l’analisi comparata delle cinque più importanti «camere basse» d’Europa (Montecitorio, Bundestag, Assemblée Nationale, House of Commons e Congreso de Los Deputados) da cui emerge che «non è il costo dei deputati italiani a determinare questa situazione».

Perché la spesa per le retribuzioni dei parlamentari in carica e in quiescenza è pari a poco più di un quinto del totale del bilancio 2011 di 1,66 miliardi di euro: dove il costo per il personale in servizio e in quiescenza è del 42,8%, contro il 23,8% destinato ai parlamentari. E quindi, una delle conclusioni dell’inchiesta di Vision è che la norma inserita nella finanziaria di luglio che stabilì di equiparare il costo dei parlamentari alla media europea avrebbe dovuto prescrivere casomai di equiparare il costo del parlamento nazionale alla media degli altri.

Ad ogni cittadino italiano, il Parlamento costa tre volte di più che in Francia (27,15 euro rispetto a 8,11 euro), quasi sette volte più che in Inghilterra (4,18 euro) e dieci volte più che in Spagna (2,14 euro pro capite). E non è tanto il numero dei parlamentari ad incidere (in Italia poco superiore alle medie europee) ma il costo del Parlamento per deputato. «Più del 40% delle risorse del nostro palazzo sono assorbite dal personale della Camera. Stenografi o commessi – si legge nel documento – che individualmente arrivano, al massimo dell’anzianità, ad avere stipendi superiori ad alcune delle più alte cariche dello Stato».

…ma finchè le proteste assumeranno forme come quelle di queste ragazze ucraine andata in scena a Davos in questi giorni, o quelle di questo weekend a Torino (con la città deturpata da bombolette spray, facendo solo arrabbiare la gente comune), o la protesta dei camionisti che blocca la circolazione di chi deve andare al lavoro (ma mica la circolazione del politico, o del familiare del politico di turno che con l’auto blu passa ovunque, se ne frega dei limiti e se la ride pure!), la casta può dormire serena… Ma perché non parcheggiano i camion davanti a Montecitorio?

… Se ci fisse ancora il nostro ex premier, sono sicuro che le avrebbe ricevute per sentire (anzi, pardon, per leggere) le loro ragioni… :-)

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seasonal pattern for KBH

InStagionalità su 29 gennaio 2012 a 16:28

seasonal pattern for KBH

20 Day Calendar Hold For 03/02
Years Analyzed: 20

Win %: 75.0%
Avg G/L: -5.3%
Std Dev: 7.9%

Past Performance:
1992 -6.2%
1993 3.4%
1994 -9.5%
1995 7.2%
1996 -0.3%
1997 -7.1%
1998 -3.0%
1999 -10.9%
2000 -6.7%
2001 -16.5%
2002 -5.5%
2003 6.4%
2004 -2.5%
2005 2.7%
2006 -2.2%
2007 -6.8%
2008 -14.5%
2009 -25.1%
2010 0.8%
2011 -9.5%

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Mataf (i-Phone)

InArticoli su 28 gennaio 2012 a 20:24

Mataf

Eccone un’altra: interessante la sezione Indici di Valute, correlazioni ed i Segnali con le notifiche push (manca un track record per sapere se ci prendono o no… quindi attenti a replicare queste indicazioni senza prima averle testate per un po’…)

Vedi quest’app sull’App Store:

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Stock Scans (I-Phone)

InArticoli su 28 gennaio 2012 a 13:33

Stock Scans: inizio, come promesso, a segnalare qualche App per I-Phone in ambito finanza e trading… Solitamente si tratta anche di App disponibili per Android quindi se possedete uno smarphone targato Googgle, potere cercarla sull’Android Market.

Vedi quest’app sull’App Store:

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Il Carry trade della Banche… A spese dei contribuenti Europei

InArticoli su 27 gennaio 2012 a 15:10

Avevo già scritto dei dubbi che avevo sull’efficacia della nuova mossa della BCE di prestare alle banche all’1% con l’aspettativa che questo denaro potesse finire in circolo nel sistema, prestato ad aziende e famiglie… La perplessità era: perché accollarsi il rischio di prestare soldi ad una azienda alla canna del gas o ad un poveraccio che arriva al 20 del mese, lucrando magari un 10% di interessi a fronte di un rischio elevato che non me li ridia, quando posso impiegare questa liquidità “regalata” dalla BCE per andare su scadenze brevi del debito italiano e comprare BOT, BTP, o similari portando a casa un 5 o 6% e potendoli liquidare più facilmente rispetto all’andare a chiedere ai due soggetti sopra di rientrare del loro affidamento?

… Così è stato… Record di carry trade (su questo differenziale tassi, quindi); un enorme regalo alle banche a spese dei contribuenti europei che indirettamente con le loro tasse finanziano la BCE.

… Ma qualche effetto benefico c’è stato: è crollato il costo del debito italiano sulle scadenze brevi ed in questi giorni stiamo vedendo una discesa anche dello spread a 400 punti.

Chi compra titoli del debito pubblico italiano? Le banche (italiane), per fare carry trade… E i gestori che hanno liquidato le obbligazioni Portoghesi finite sotto un livello (rating) che il loro mandato di gestione non gli consente più di mantenere in portafoglio… Fuori Portogallo e dentro qualcosa che abbia un rendimento analogo, ma con un rating ancora giustificabile… Ed i CDS del Portogallo sono finiti sulla luna, facendo presagire serie difficoltà su un futuro rimborso del debito (la storia della Grecia si ripete, sembra).

Le agenzie di rating saranno anche in conflitto di interessi, superficiali, tardive… e magari qualcuno plaude anche ai blitz nelle sedi italiane da parte delle procure, ma ricordiamoci che il loro giudizio è ció che ancora determina se un gestore può mantenere in pancia quell’obbligazione oppure no… Portogallo docet… Ed ulteriori tagli sull’Italia, ci porterebbero a dover gestire pure questo tipo di problema…

Il cielo è più sereno che anche solo un mese fa, ma siamo ancora in pieno inverno… Attenzione ai facili entusiasmi.

Luca Giusti
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seasonal pattern for AMAT

InStagionalità su 27 gennaio 2012 a 01:01

seasonal pattern for AMAT

20 Day Calendar Hold For 31/01
Years Analyzed: 20

Win %: 90.0%
Avg G/L: 7.5%
Std Dev: 8.2%

Past Performance:
1992 16.4%
1993 6.1%
1994 11.6%
1995 18.7%
1996 6.7%
1997 7.3%
1998 10.9%
1999 8.7%
2000 29.5%
2001 -8.7%
2002 6.6%
2003 6.8%
2004 0.3%
2005 9.4%
2006 3.7%
2007 6.1%
2008 8.8%
2009 -6.0%
2010 2.6%
2011 5.0%

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seasonal pattern for OXY

InStagionalità su 27 gennaio 2012 a 00:59

seasonal pattern for OXY

60 Day Calendar Hold For 03/02
Years Analyzed: 20

Win %: 90.0%
Avg G/L: 9.2%
Std Dev: 9.4%

Past Performance:
1992 0.8%
1993 16.9%
1994 -14.5%
1995 21.2%
1996 21.1%
1997 -8.3%
1998 12.7%
1999 21.2%
2000 8.3%
2001 11.9%
2002 12.3%
2003 7.8%
2004 5.3%
2005 22.1%
2006 5.0%
2007 5.7%
2008 9.5%
2009 10.0%
2010 8.5%
2011 5.9%

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seasonal pattern for MSFT

InStagionalità su 27 gennaio 2012 a 00:57

seasonal pattern for MSFT

20 Day Calendar Hold For 03/02
Years Analyzed: 20

Win %: 80.0%
Avg G/L: -3.6%
Std Dev: 5.4%

Past Performance:
1992 -8.3%
1993 -10.1%
1994 -4.3%
1995 2.7%
1996 11.3%
1997 -7.2%
1998 4.7%
1999 -6.8%
2000 -9.0%
2001 -6.7%
2002 -7.5%
2003 1.8%
2004 -2.5%
2005 -3.5%
2006 -2.9%
2007 -3.9%
2008 -8.7%
2009 -6.3%
2010 -0.6%
2011 -3.3%

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Apple è il primo produttore di Smartphone… e margina 1.71 miliardi dalle APPS

InArticoli su 26 gennaio 2012 a 01:56

Vendendo 37 milioni di iPhone nel primo trimestre finanziario del 2012 Apple ha conquistato il primo posto nella classifica dei produttori di smartphone, spodestando la rivale Samsung. Questo successo sarebbe da attribuire primariamente all’iPhone 4S e alla scelta dell’azienda di allargare la gamma di iPhone venduti, che comprende ora anche iPhone 4 ed iPhone 3GS, insieme al più recente iPhone 4S.

Il motivo per cui tale risultato è sicuramente di estremo interesse, oltre per via dell’evidente record, risiede nel fatto che l’iPhone 4S sembrava essere il più deludente degli iPhone rilasciati fino ad ora dall’azienda, lasciando presagire un’astensione da parte degli utenti; scenario del tutto inesatto se si considerano i grandissimi risultati divulgati dalla dirigenza in serata.

Tra le varie informazioni riportate nella conferenza finanziaria di Apple, troviamo anche quanto denaro l’azienda è riuscita a guadagnare dalla vendita di applicazioni sia sull’App Store che il Mac App Store.

Partiamo da più lontano, la cifra complessiva è di circa 5.71 miliardi di dollari, comprese le commissioni da assegnare ad i vari sviluppatori. Infatti, di ogni applicazione venduta sull’App Store, l’azienda trattiene il 30% del prezzo originario, quindi parliamo di circa 1.71 miliardi di dollari di effettivo guadagno. I restanti 4 miliardi sono stati distribuiti tra i vari developers, dipendentemente dal prezzo con cui sono stati venduti i loro prodotti.

..,e dato che siamo in tema, da oggi inizierò a postare qualche indicazione sulle APP per I-Phone più interessanti nella categoria Finanza e Mercati ;-)

PS: ogni tanto è bene ribadirlo: in questo Blog pubblico considerazioni personali, commento notizie o posto analisi legate alle stagionalità dei mercati azionari, ma non mi soffermo mai a parlare di operazioni sui mercati o di trading in senso stretto; per questi argomenti, c’è il sito di QTLab.ch , in cui scrivo abitualmente e dove interagisco, nel forum, con tutti i visitatori.

Luca Giusti
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L’Italia non può farcela da sola: l’FMI lancia l’allarme e poi ci ripensa

InArticoli su 24 gennaio 2012 a 21:12

Ogni giorno un politico si alza e pensa: “oggi devo dire qualcosa… cosa posso dire? …e i suoi neuroni cominciano a macinare… e di cosa vuoi parlare oggi: di ambiente? ma no… chi ti intervista? e allora si mette a parlare di finanza, di debito, di PIL … Ed il gioco è fatto”…

Al di la delle parole di questo funzionario dell’FMI, vediamo quali sono le stime (scritte) che ha rilasciato oggi… Particolarmente dura la situazione in Italia e in Spagna. Nel nostro Paese il Pil e’ stimato diminuire del 2,2% nel 2012 e dello 0,6% nel 2013. In Spagna si ridurra’ dell’1,7% e dello 0,3% rispettivamente nei due anni. Germania e Francia resteranno invece in territorio positivo. Il Pil tedesco salira’ rispettivamente dello 0,3% e dell’1,5%, quello francese dello 0,2% e dell’1%. Nel complesso, il prodotto delle economie avanzate salira’ dell’1,2% quest’anno e dell’1,9% il prossimo. L’economia migliore sara’ quello statunitense, il cui Pil e’ previsto in aumento dell’1,8% nel 2012 e del 2,2% nel 2013. Il prodotto giapponese salira’ invece rispettivamente dell’1,7 e dell’1,6%. In rallentamento le economie emergenti e in via di sviluppo. Nel complesso il loro Pil crescera’ del 5,4% quest’anno e del 5,9% il prossimo, con una riduzione rispettivamente pari allo 0,7 e allo 0,6% rispetto a quanto stimato nell’autunno scorso. Non fanno eccezione ai tagli neanche Cina e India la cui crescita resta comunque robusta. L’economia cinese salira dell’8,2% (-0,8%) nel 2012 e dell’8,8% nel 2013 (-0.7%), quella indiana rispettivamente del 7% (-0,5%) e del 7,3% (-0,8%).

Secondo il Fondo, “la sfida politica piu’ immediata e’ riportare fiducia e porre fine alla crisi nell’area del’euro” (che trovo essere una considerazione geniale e di rara lucidità).

Tre le priorita’ individuate dall’Fmi:
1) aggiustamento sostenuto ma graduale delle finanze pubbliche,
2) ampia liquidità e politica monetaria accomodante soprattutto nelle economie avanzate,
3) recupero della fiducia nella capacita’ di agire delle autorità… E quest’ultima suona come una barzelletta dopo la figuraccia di oggi del funzionario indeciso dell’FMI…

…ma il debito c’è (prendo in prestito una tabella di Mazziero)… E dopo la Grecia, in questa graduatoria del rapporto debito/PIL, viene l’Italia… è giusto tenerlo a mente, perché è da qualche giorno che sentiamo i cori di soddisfazione di politici e giornalisti perché lo spread è sceso sotto i 500 punti base… Recitano: “noi abbiamo fatto la nostra parte, adesso tocca all’Europa (=alla Germania)”… come se adesso fossimo “a posto”… E si stupiscono se il debito della Spagna ha uno spread contro il Bund più basso dell’Italia…

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seasonal pattern for HRL

InStagionalità su 22 gennaio 2012 a 21:24

seasonal pattern for HRL

20 Day Calendar Hold For 25/01
Years Analyzed: 20

Win %: 90.0%
Avg G/L: 3.1%
Std Dev: 5.8%

Past Performance:
1992 -11.8%
1993 1.7%
1994 0.0%
1995 9.2%
1996 3.6%
1997 1.6%
1998 11.4%
1999 12.7%
2000 -7.7%
2001 11.3%
2002 2.1%
2003 1.4%
2004 6.8%
2005 2.6%
2006 2.5%
2007 2.8%
2008 4.2%
2009 1.9%
2010 2.7%
2011 2.6%

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Pagare i Debito con le Imprese… con altro Debito!

InArticoli su 22 gennaio 2012 a 15:35

Monti è credile… Parla inglese, ironizza con uno humour inglese e mantiene il controllo in ogni occasione, dribbla i giornalisti con le loro entrate a gamba tesa sul precedente presidente del consiglio… È innegabile come in mese sia intervenuto di più di quanto non siano intervenuti in anni di mandato i governi precedenti (destra o sinistra), e forse è questo che piace… O forse piace lo “stacco”, la discontinuità rispetto agli eccessi del Presidente del Consiglio precedente… È così credibile, che ogni cosa che fa riscuote un generale apprezzamento, più per come la fa e come la comunica che per i contenuti ed il “che cosa fa”… Eh si, perché quando si legge che si intende pagare i debiti che le imprese hanno nei confronti della pubblica amministrazione dandogli del debito pubblico, vengono i brividi… Non potranno essere BOT o BTP perché appena li avranno in mano tutte le aziende correranno a venderli pur di incassare anche fino a un 20 o 30% in meno facendo affossare le quotazioni e portando i rendimenti alle stelle pur di rientrare di questi crediti incagliati… Quindi ci sarà qualche tipo di vincolo a tenerseli in pancia per i prossimi anni… E che senso avrebbe poi, dato che in Europa sta passando l’idea che si aiutano solo i paesi che intendono riallinearsi ai parametri di Maastricht, che significa per l’Italia una manovra aggiuntiva da 40 miliardi all’anno per riportare il debito sotto una soglia accettabile… Pagare un debito verso una impresa fornitrice con dei BOT non ha senso perché aumenteresti l’entità del debito visibile rinunciando a questo debito invisibile verso i fornitori, che non compare nella già enorme massa del debito pubblico… Meglio ritardarle il pagamento fino a 4 o 5 anni (dai 2 di oggi) così ci si finanzia gratis… Il solo effetto collaterale è che l’impresa chiude…

Leggere cosa scrive Beppe Grillo (un comico che apprezzo, perché pur nei suoi eccessi fa pensare…):

Stallo nei negoziati tra Atene e banche

InStagionalità su 21 gennaio 2012 a 22:30

Nuovo stop dei colloqui tra Atene e banche sul taglio del debito ellenico da 100 miliardi di euro. A sorpresa Charles Dallara, presidente dell’International Institute of Finance che rappresenta le maggiori banche creditrici della Grecia, avrebbe lasciato Atene “inaspettatamente” per tornare a Parigi prima di aver raggiunto una intesa finale… E fino a ieri sembrava che l’accordo fosse ormai cosa fatta…

Questa crisi é partita dalle Banche (con i subprime), si accentuerà a causa delle Banche (che metteranno in ginocchio le imprese e l’economia reale), e non finirà finchè non si deciderà di intervenire per riformare il sistema finanziario (e non sto parlando di questa pagliacciata della Tobin Tax)… Ma è realistico pensare che possa essere riformato da coloro che sono stati messi li dalle Banche?

Luca Giusti
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seasonal pattern for PX

InStagionalità su 21 gennaio 2012 a 21:55

seasonal pattern for PX

60 Day Calendar Hold For 25/01
Years Analyzed: 19

Win %: 89.5%
Avg G/L: 7.3%
Std Dev: 7.5%

Past Performance:
1993 5.3%
1994 7.1%
1995 10.1%
1996 14.9%
1997 -0.1%
1998 24.3%
1999 2.3%
2000 -10.9%
2001 8.0%
2002 4.4%
2003 5.8%
2004 1.9%
2005 16.5%
2006 8.3%
2007 4.0%
2008 6.5%
2009 17.2%
2010 3.3%
2011 10.0%

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seasonal pattern for AZO

InStagionalità su 20 gennaio 2012 a 23:55

seasonal pattern for AZO

30 Day Calendar Hold For 26/01
Years Analyzed: 20

Win %: 90.0%
Avg G/L: 4.9%
Std Dev: 7.2%

Past Performance:
1992 14.8%
1993 3.5%
1994 1.8%
1995 0.0%
1996 6.2%
1997 17.3%
1998 11.9%
1999 7.9%
2000 -15.6%
2001 -7.8%
2002 7.9%
2003 6.8%
2004 5.5%
2005 7.7%
2006 4.7%
2007 5.0%
2008 4.8%
2009 8.5%
2010 4.9%
2011 2.1%

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Eastman Kodak fa bancarotta: oggi ha chiesto il chapter11

InStagionalità su 20 gennaio 2012 a 01:13

Eastman Kodak, l’icona della fotografia, fa bancarotta. La storica società presenta la richiesta per il Chapter 11, la bancarotta assistita. Eastman Kodak si è assicurata un prestito da 950 milioni di dollari da Citigroup per superare il processo di bancarotta.
Durante il processo di bancarotta, la società continuerà a operare normalmente e si augura di poterne emergere il prossimo anno dopo aver tagliato i costi e venduto parte dei brevetti in portafoglio. “La riorganizzazione punta a rafforzare la liquidità, monetizzare la proprietà intellettuale non strategica e a far concentrare la società sulle attività di maggior valore”, dichiara la Kodak in una nota

Fondata 131 anni fa e a lungo leader incontrastato dei prodotti fotografici Kodak ha reagito troppo tardi al boom del digitale che ha reso obsoleta la pellicola. Nel tentativo di recuperare il terreno perso Kodak, il cui titolo ha fatto parte fino al 2004 del Dow Jones, ha solo incrementato negli ultimi anni i suoi debiti. Allo stesso tempo i ricavi e gli utili sono costantemente calati a causa della schiacciante concorrenza dei colossi asiatici come Canon, Sony e Samsung Electronics. Quasi inevitabile quindi la bancarotta annunciata oggi che sancisce il definitivo tramonto di un’icona statunitense.

Luca Giusti
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seasonal pattern for ANF

InStagionalità su 19 gennaio 2012 a 17:30

seasonal pattern for ANF

20 Day Calendar Hold For 25/01
Years Analyzed: 15

Win %: 93.3%
Avg G/L: 7.0%
Std Dev: 6.6%

Past Performance:
1997 0.0%
1998 14.9%
1999 3.7%
2000 13.8%
2001 13.1%
2002 -8.3%
2003 2.6%
2004 8.5%
2005 10.6%
2006 6.0%
2007 3.4%
2008 0.9%
2009 14.0%
2010 11.2%
2011 10.6%

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seasonal pattern for ^GDAXI

InStagionalità su 19 gennaio 2012 a 17:29

seasonal pattern for ^GDAXI

10 Day Calendar Hold For 24/01
Years Analyzed: 20

Win %: 80.0%
Avg G/L: 2.0%
Std Dev: 2.5%

Past Performance:
1992 1.5%
1993 0.9%
1994 3.4%
1995 2.0%
1996 1.2%
1997 2.1%
1998 7.3%
1999 1.3%
2000 6.1%
2001 -1.0%
2002 -1.4%
2003 1.3%
2004 -2.3%
2005 1.9%
2006 6.1%
2007 2.0%
2008 2.2%
2009 4.7%
2010 -0.4%
2011 1.8%

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Il Brasile apre agli stranieri… Ma solo se qualificati

InStagionalità su 16 gennaio 2012 a 21:25

Il governo carioca ha espresso l’intenzione di facilitare la concessione di visti di lavori per gli stranieri più qualificati.

Dopo aver annunciato restrizioni all’ingresso indiscriminato di immigranti in fuga da condizioni di estrema povertà, come nel caso degli esuli haitiani, il governo brasiliano ha reso nota oggi l’intenzione di facilitare la concessione di visti di lavoro per gli stranieri più qualificati, in particolare provenienti dall’Europa.

Con la rapida crescita economica, e anche in vista degli importanti appuntamenti rappresentati dai Mondiali di calcio del 2014 e dalle Olimpiadi del 2016, il gigante sudamericano sta infatti ancora soffrendo per la penuria di manodopera specializzata. Dal petrolio alla cantieristica navale, all’edilizia civile, dall’alberghiero al turismo in generale, la domanda di lavoro è in aumento e riguarda svariati settori.

Ed intanto in Germania anche gli industriali iniziano ad esternare sulle sorti della moneta unica… Wolfgang Reizle, numero uno della Linde, azienda leader nel settore energetico quotata nel Dax, ha detto allo Spiegel che “l’euro non va salvato a tutti i costi.

Se non si riesce a disciplinare i paesi in crisi, la Germania deve uscire dall’euro”, ha sostenuto. “Questo porterebbe a un apprezzamento del marco tedesco, di un euro del nord o di qualsiasi valuta avessimo”, ha proseguito Reitzle. Atene, ha sostenuto inoltre nell’intervista, non ha alcuna chance di rimanere nella valuta unica.

… Ed intanto, in Spagna, paese meno indebitato, ma forse più in crisi che l’Italia, con una disoccupazione a doppia cifra percentuale, ma meno immobile e più vitale, si registra un boom nei corsi di lingua tedesca…

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seasonal pattern for MSFT

InStagionalità su 15 gennaio 2012 a 21:55

seasonal pattern for MSFT

30 Day Calendar Hold For 20/01
Years Analyzed: 20

Win %: 80.0%
Avg G/L: -3.9%
Std Dev: 6.7%

Past Performance:
1992 -5.9%
1993 -9.6%
1994 -7.0%
1995 -2.3%
1996 6.6%
1997 7.5%
1998 12.4%
1999 -9.1%
2000 -10.3%
2001 -6.1%
2002 -10.9%
2003 -4.4%
2004 -5.8%
2005 -1.2%
2006 1.4%
2007 -7.3%
2008 -14.3%
2009 -2.4%
2010 -5.5%
2011 -4.0%

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seasonal pattern for COH

InStagionalità su 15 gennaio 2012 a 21:52

seasonal pattern for COH

30 Day Calendar Hold For 21/01
Years Analyzed: 11

Win %: 90.9%
Avg G/L: 9.0%
Std Dev: 6.7%

Past Performance:
2001 11.4%
2002 6.0%
2003 11.5%
2004 10.2%
2005 3.2%
2006 14.0%
2007 13.0%
2008 19.0%
2009 -6.6%
2010 6.7%
2011 10.0%

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Quella dozzina del club della tripla A

InStagionalità su 14 gennaio 2012 a 14:54

Si restringe il club della tripla A. Standard e Poor’s, con un declassamento a catena strappa la tripla A alla Francia, fa scivolare di due gradini l’Italia portandola da A a BBB+, declassa Spagna, Portogallo e Austria. Tra i grandi si salvano la Germania che mantiene il rating AAA, Olanda, Svizzera e Lussemburgo.

È un inedito “declassamento di massa” in salsa Ue, che certo indebolisce gli sforzi in corso per consolidare un’Europa che traballa sotto debiti pubblici e mercati. Le voci circolate a mercati aperti rimbalzano sui giornali e sui loro siti, facendo piegare i listini. Senza che Standard and Poor’s faccia una smentita. Così, alla spicciolata, sono i singoli governi a confermare di essere stati informati, come chiede la prassi. L’annuncio dell’agenzia di rating americana è arrivata a tarda sera, dopo la chiusura dei mercati statunitensi.

Il club si restringe: con il declassamento della Francia e dell’Austria da parte di Standard & Poor’s, i Paesi nel mondo che possono fregiarsi della Tripla A assegnata dall’agenzia americana sono poco più di una dozzina.

Nell’Eurozona, mantengono l’ambito rating AAA, che rappresenta il massimo grado di affidabilità sul debito sovrano, la Germania, l’Olanda, il Lussemburgo e la Finlandia. In fondo alla classifica si trovano la Grecia con rating CC praticamente in default, il Portogallo finisce a livello spazzatura (Junk), Cipro con BBB e l’Irlanda con BBB+.

Occupano le posizioni di centro il Belgio con un giudizio di affidabilità pari a AA-, la Spagna con il voto A, l’Estonia con AA-, la Slovacchia con A, Malta con A e l’Italia con il nuovo rating BBB+.

In seguito alla retrocessione di Parigi, la Germania resta anche l’unico Paese di grandi dimensioni dell’eurozona a garantire la Tripla A del fondo salva-Stati, the European Financial Stability Facility. Alla luce di questo nuovo scenario, l’Efsf, che al momento ha una dotazione di 440 miliardi, potrebbe essere tuttavia declassato ed andare incontro a delle difficoltà nel raccogliere capitali sui mercati internazionali attraverso l’emissione di bond.

Fuori dall’Eurozona, conservano la Tripla A nel Vecchio Continente la Danimarca, la Norvegia, la Svezia, la Svizzera e la Gran Bretagna, ma su questi due ultimi Paesi incombe la minaccia di un taglio.

Sull’altra sponda dell’Atlantico l’unico Paese ad essere considerato da S&P il più affidabile è il Canada, dopo che la stessa agenzia l’estate scorsa ha tagliato ad AA+ il debito degli Stati Uniti, scatenando polemiche a non finire.

Nell’area Asia-Pacifico sono Australia, Hong Kong e Singapore a poter sfoggiare la tripla A mentre il gigante cinese deve accontentarsi del voto AA- come il Giappone, ma il rating del Paese del Sol Levante potrebbe essere sforbiciato in quanto posto nei mesi scorsi sotto osservazione da S&P.

Luca Giusti
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BBB+…

InStagionalità su 13 gennaio 2012 a 22:24

Tagliato il rating dell’Italia a BBB+ (da A+) da parte di S&P; è da oggi che girano rumors e ora abbiamo la conferma. Pochi i paesi risparmiati… Anche la Francia perde la tripla A… e l’Euro crolla. Ed i commenti si sprecano sull’imparzialità dei giudizi di queste agenzie di rating, tutte statunitensi. Ma che ci vorrà mai a farsi una agenzia di rating Europea??? L’ha fatto anche la Cina! Ed invece continuiamo a lamentarci che ci hanno dato un brutto voto… Intanto in Grecia le trattative per rinegoziare il debito con le banche si sono arenate… Se arriva il default (che ormai i mercati scontano da mesi), ed intendo l’ufficialità del default (quello che stanno aspettando chi ha speculato sui CDS), succede il finimondo e vedremo qualche banca scricchiolare…

Girano anche voci che il Tesoro sapesse del declassamento prima dell’asta sui BTP di stamattina: se così fosse, il non averlo reso noto diciamo che non è stato proprio il massimo della correttezza…

Se la Germania non cede con qualche concessione importante, e continua a tirare la corda, la corda rischia di spezzarsi sugli strappi che potrebbero arrivare da Grecia e Ungheria…

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seasonal pattern for CHK

InStagionalità su 12 gennaio 2012 a 20:39

seasonal pattern for CHK

60 Day Calendar Hold For 18/01
Years Analyzed: 18

Win %: 77.8%
Avg G/L: 14.0%
Std Dev: 20.5%

Past Performance:
1994 27.1%
1995 69.2%
1996 20.6%
1997 -12.8%
1998 0.0%
1999 24.0%
2000 10.4%
2001 3.1%
2002 27.0%
2003 -10.0%
2004 1.0%
2005 35.2%
2006 -3.8%
2007 7.6%
2008 28.7%
2009 17.8%
2010 -13.3%
2011 20.6%

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seasonal pattern for ANF

InStagionalità su 12 gennaio 2012 a 00:40

seasonal pattern for ANF

30 Day Calendar Hold For 15/01
Years Analyzed: 15

Win %: 86.7%
Avg G/L: 7.6%
Std Dev: 8.1%

Past Performance:
1997 0.9%
1998 12.9%
1999 11.6%
2000 -0.2%
2001 30.8%
2002 -4.6%
2003 1.3%
2004 9.3%
2005 8.8%
2006 7.9%
2007 5.3%
2008 8.3%
2009 12.0%
2010 3.9%
2011 5.7%

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seasonal pattern for CMCSA

InStagionalità su 9 gennaio 2012 a 22:03

seasonal pattern for CMCSA

20 Day Calendar Hold For 16/01
Years Analyzed: 20

Win %: 90.0%
Avg G/L: -4.3%
Std Dev: 4.5%

Past Performance:
1992 -11.9%
1993 -5.0%
1994 -7.9%
1995 -1.5%
1996 -1.8%
1997 7.9%
1998 -8.5%
1999 -2.2%
2000 -0.7%
2001 -3.5%
2002 -4.2%
2003 -9.0%
2004 -7.2%
2005 -4.3%
2006 -3.1%
2007 -4.1%
2008 -4.1%
2009 -9.8%
2010 -7.2%
2011 2.4%

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Spread e Tassi a Breve: una buona notizia…

InStagionalità su 8 gennaio 2012 a 10:26

Difficile trovare motivi per essere ottimisti dopo la prima settimana dell’anno del FTSE MIB, trascinato a fondo dalle Banche (Unicredit in primis, che con lo scorporo del diritto lunedì quoterà 2.64… che, lo ricordo, equivale alla vecchia quotazione di 0.264)… Ma qualcosa di positivo c’è…

il differenziale BTp-Bund ieri ha chiuso a 522 punti base, ma tutta questa attenzione sulla scadenza decennale può essere fuorviante. Non siamo lontani dal record di 552 raggiunto il 9 novembre 2011, e i 373 segnati il 5 dicembre 2011, subito dopo il varo del decreto salva-Italia del governo Monti, sembrano lontani… Ma guardiamo le scadenze più vicine: il 9 novembre, il BoT a 12 mesi ha toccato un rendimento del 9,47%; quello a 9 mesi l’8,9 e la scadenza a 6 addirittura l’8,3 per cento. Valori ben più alti di quelli del decennale che, sempre in quel giorno, era arrivato a rendere il 7,25 per cento. Con questa inversione nella curva dei rendimenti, il mercato sembrava prezzare un rischio imminente sul nostro debito. Adesso, quella prospettiva è sparita. Venerdì il Buono ordinario a 6 mesi, alle 17.30, ha chiuso con uno yield del 2,66%; la scadenza a 3 mesi, con un crollo del rendimento di circa il 70%, vantava invece il saggio dell’1,9 per cento.

Sembra che sia venuto meno il timore per l’incapacità dell’Italia di riuscire a finanziarsi sul breve; questo non è un invito ad abbassare la guardia, ma sicuramente osservare il solo spread decennale fra BTP-BUND non ci restituisce un quadro della situazione così completo.

La situazione puó tornare a degenerare velocemente, sopratutto se in Europa non cambia qualcosa, per la paralisi indotta dai veti tedeschi, ma per adesso i timori di un possibile default (o haircut) segnalati dall’inversione della curva dei rendimenti, sembrano lontani.

Mio figlio, stamane, sembra avere preso bene questa notizia ;-)

Da domani si riparte (anche se in realtà non ci siamo mai fermati, per arrivare a chiudere una batteria di trading system da agganciare nelle prossime settimane); venerdì ho ripreso ad inviare il Report Segnali Operativi su FX, e domani inviamo il Report Segnali su Opzioni e Spread Commodities. Il prossimo appuntamento è comunque per il corso gratuito di sabato 21 gennaio a Milano dal titolo: “Trading Systems per chi inizia”. I posti disponibili sono quasi esauriti, ma se volete partecipare, basta registrarsi nella pagina che gli abbiamo dedicato su www.qtlab.ch

Buona trading a tutti!

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seasonal pattern for FDO

InStagionalità su 7 gennaio 2012 a 00:18

seasonal pattern for FDO

60 Day Calendar Hold For 11/01
Years Analyzed: 20

Win %: 85.0%
Avg G/L: 10.2%
Std Dev: 12.7%

Past Performance:
1992 6.3%
1993 -4.7%
1994 9.3%
1995 4.8%
1996 17.2%
1997 27.8%
1998 35.3%
1999 7.8%
2000 -8.2%
2001 29.3%
2002 11.5%
2003 -13.1%
2004 3.5%
2005 1.8%
2006 2.9%
2007 0.0%
2008 22.2%
2009 14.1%
2010 16.3%
2011 19.0%

Luca Giusti
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Fitch taglia il rating dell’Ungheria a spazzatura

InStagionalità su 6 gennaio 2012 a 14:36

Notizia di poco fa: Fitch ha tagliato il rating dell’Ungheria, sulla scia delle nuove tensioni con l’Europa e l’FMI preoccupati, prima di sganciare aiuti economici, che il paese ammorbidisca alcune recenti norme che hanno accentrato un po’ troppo potere sull’esecutivo… Fiorino Ungherese franato (da qualche giorno ormai) e timore di essere in presenza di un nuovo problema con in paese periferico, dopo la Grecia, ma questa volta meno morbido ed accomodante.

Unicredit riduce le perdite oggi, ma è una delle banche più esposte nell’est Europa…

-32% in pochi giorni… Se rimbalza, lo vediamo raddoppiare in poche sedute, ma chi sta vendendo a man bassa in queste giornate? Se lo sta chiedendo anche la Consob…

Luca Giusti
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La FED non può permettersi un USD forte…QE3 della FED? Non ancora…

InStagionalità su 6 gennaio 2012 a 10:45

Era una ipotesi su cui avevo ragionato anche negli ultimi post, quello di un intervento della FED per arginare l’apprezzamento di USD… Ma scrivevo anche che non lo ritengo ancora così probabile nel breve… Prendo in prestito una analisi del sempre lucidissimo Zibordi che leggo sempre con grande interesse, e che mostra come la FED sia intervenuta nelle ultime occasioni quando l’EUR franava sotto 1.27 contro USD.

A questi crolli sul cambio peró si accompagnava sempre un azionario debole (è normale con un USD forte)… Oggi vediamo eur/usd crollare ma più per colpa dell’euro che si sta sfasciando piuttosto che del dollaro che di sta apprezzando (lo vediamo contro lo Yen, dove euro sta facendo nuovi minimi storici e contro dollaro invece no), e l’azionario USA resta forte per ora… Ecco perché nel breve giudico poco probabile un intervento della FED, a meno che non si tratti di una nuova azione coordinata delle banche centrali per fronteggiare l’ennesimo credit crunch.
È fuori questione peró che shortare oggi EURUSD è una operazione rischiosa e da marcare stretta (ottica di breve e stop in macchina), perché ogni nuova notizia potrebbe farlo schizzare di nuovo oltre 1.30…
Se invece mi sbaglio e la FED lancerà nelle prossime settimane un QE3, allora prepariamoci ad un rally feroce dell’azionario USA e delle commodities.

…a proposito: a tutti i cacciatori di minimi su Unicredit… Se proprio volete lavorarci sopra (è bene sottolinearlo), invece di comprare il titolo, vendeteci sopra un pó di opzioni put nude… Se il titolo rimbalza e se ne va, il premio resta vostro (e se uscite di qualche mese come scadenza, parliamo di un premio interessante) mentre se frana ancora potreste essere assegnati e trovarvi long sul titolo, ma ad prezzo di carico notevolmente più basso rispetto a quelli di oggi. A cosa si rinuncia? Al maggior profitto che fareste se Unicredit raddoppia (avendo le azioni in pancia) rispetto al minore profitto sul premio incassato con le opzioni vendute, ma il rischio, lavorandolo con le opzioni, si riduce notevolmente.

Luca Giusti
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I 10 temi caldi per il 2012

InStagionalità su 5 gennaio 2012 a 22:18

Quali saranno i temi caldi a livello economico del 2012? Difficile dirlo con certezza, ma questi sono alcuni eventi che saranno sicuramente al centro dell’attenzione…

1) Il deficit degli Stati Uniti, dovuto ad una disoccupazione sopra l’8% e a un debito che continua ad aumentare senza freni. Un problema di sostenibilità nel lungo periodo al quale i governi dovranno trovare risposta per evitare possibili default (a proposito: in Italia quella giovanile è salita al 30%… in Germania siamo ai minimi di sempre…)

2) Da tenere monitorata la corsa nel mercato valutario del cambio Euro/Dollaro… L’America non può lasciare apprezzare troppo la sua divisa, ma un nuovo QE3 con gli indici sui massimi è poco probabile…

3) La Grecia, con l’esigenza di trovare un accordo, entro marzo, con le banche private per risolvere o attenuare il problema del mostruoso debito pubblico del paese.

4) Faro puntato sulla zona euro e sulle possibili tensioni con la Gran Bretagna dopo la decisione di non siglare il nuovo accordo sottoscritto a Bruxelles da tutti i membri dell’Unione Europea. Problemi anche con l’Ungheria dopo la svolta nazionalista di questi giorni che sta mettendo a rischio gli aiuti dell’FMI.

5) Borse volatili e incerte… Forse potremmo vedere un rally nelle prossime settimane, ma fare previsioni ha poco senso quando tutto si muove dietro alle notizie ed ai rumors

6) Attenzione alle presidenziali Usa che si terranno in novembre, con un’alta percentuale di scontenti sia tra i democratici che tra i repubblicani

7) Al centro dell’economia mondiale ci saranno sicuramente la Cina, alle prese con una forte frenata della crescita interna e il Brasile che invece ha superato la gran Bretagna ed è diventato la sesta potenza mondiale.

8) Oro di nuovo in rally perché considerato da sempre bene rifugio nei momenti di crisi… Anche il petrolio in altalena, sulle tensioni in Iran

9) Attenzione rivolta anche ai prezzi dei cereali che dovrebbero salire a causa di pessimi raccolti e politiche di blocco del commercio in Russia e Ucraina

10) Nel 2012 il sistema bancario europeo subirà una forte pressione a causa di bond in scadenza. Ciò potrebbe portare ad un aumento degli investimenti da parte dei paesi del Golfo e del Qatar… E teniamo d’occhio i CDS degli Stati e di alcune società, perché in maniera più tempestiva delle agenzie di rating potranno segnalarci nuovi problemi all’orizzonte…

Unicredit frana anche oggi… E trascina giù la borsa di Milano… e non sarà l’ultimo aumento di capitale di una banca italiana a sconto di quasi il 50% perché devono ricapitalizzare in un momento che chi ha liquidità se la tiene stretta…

Luca Giusti
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seasonal pattern for EMC

InStagionalità su 4 gennaio 2012 a 19:51

seasonal pattern for EMC

10 Day Calendar Hold For 07/01
Years Analyzed: 20

Win %: 80.0%
Avg G/L: 4.8%
Std Dev: 5.6%

Past Performance:
1992 11.5%
1993 8.3%
1994 11.4%
1995 4.6%
1996 6.1%
1997 12.6%
1998 6.8%
1999 6.7%
2000 4.7%
2001 12.3%
2002 -3.1%
2003 -7.6%
2004 9.6%
2005 -0.7%
2006 -3.0%
2007 3.2%
2008 5.3%
2009 0.8%
2010 2.2%
2011 4.6%

Luca Giusti
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Il 15 gennaio l’India apre il mercato azionario agli investitori privati stranieri

InStagionalità su 2 gennaio 2012 a 23:25

Il nuovo anno si apre con una decisione rivoluzionaria per la finanza mondiale. Nella giornata di domenica il governo dell’India ha annunciato l’apertura dei mercati finanziari del Paese anche agli investitori privati stranieri. Questa misura rientra nel nuovo piano economico volto a rilanciare e ad incoraggiare gli investimenti dei risparmiatori di tutto il mondo.

In un comunicato, il governo ha spiegato che l’apertura del BSE SENSEX 30 INDEX, la borsa indiana, che nell’ultimo anno ha perso il 24,64% del suo valore complessivo, ha come obiettivo quello di “allargare la gamma dei potenziali investitori, attirare i fondi stranieri, ridurre la volatilità dei mercati e rinforzare il mercato indiano dei capitali”. Il grande evento è fissato per il 15 gennaio; fino a quella data i risparmiatori stranieri interessati ad investire nel mercato azionario indiano potranno farlo solo mediante l’intermediazione di società d’investimento.

In India, l’enorme sviluppo economico degli ultimi quindici anni ha subito una battuta d’arresto nell’ultimo periodo: la crescita dei tassi d’interessi da parte della Banca Centrale (ben 13 volte dal 2010), l’altissima inflazione e il tracollo della rupia hanno di fatto impedito al grande colosso asiatico di raggiungere una reale stabilita economica nel 2011. La crescita annuale è crollata al 6,9% nell’ultimo trimestre per la prima volta dal 2009 e il governo è stato costretto a rivedere al ribasso le stime per il 2012, dal 9% al 7,5%. L’apertura dei mercati finanziari agli stranieri può essere la giusta soluzione per rilanciare l’economia.

Interactive Brokers offriva gia la possibilità di operare con futures e opzioni sul mercato indiano ma non direttamente sulle azioni sottostanti: potrebbe essere uno dei primi broker ad ampliare la sua offerta anche su questo mercato.

Nel 2006 ho trascorso un mese in giro per questo paese, per tenere un ciclo di conferenze organizzate da un centro per l’innovazione nel settore tessile abbigliamento, ed ho avuto modo di conoscere diversi imprenditori alcuni dei quali facevano Trading con i futures… Ci sono forum molto attivi popolati da trader indiani, quindi non dovrebbe destare alcun stupore questo interesse per il trading, se non fosse per i tanti contrasti che caratterizzano questo paese in cui vedi persone armeggiare con un tablet mentre si muovono in bicicletta (non per una scelta salutistica) lungo una strada non asfaltata…

Questa apertura potrebbe offrire interessanti opportunità …quando toccherà alla Cina?

Luca Giusti
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Pressione Fiscale in Svizzera: un’analisi comparata

InStagionalità su 2 gennaio 2012 a 15:38

Riporto una sintesi dell’ultima indagine sulla fiscalità in Svizzera comparata con il resto del mondo, dell’istituto di ricerca renano BAK Basel Economics (BAKBASEL) e del Centro di ricerca economica europea (ZEW) di Mannheim (D), pubblicata oggi e relativa al 2011.

Gli economisti hanno paragonato la pressione fiscale sia sulle imprese sia sui redditi del personale altamente qualificato di oltre 80 località di paesi industrializzati. Il calcolo comprende tutti i tipi di tasse, tradotti nell’aliquota media effettiva (EATR, effective average tax rate). In Svizzera gli studiosi hanno considerato i capoluoghi di 17 cantoni, tra cui figura il Ticino ma non i Grigioni. All’estero è stata considerata la capitale economica o il valore mediano di vari centri.

La Confederazione continua ad essere fiscalmente molto attrattiva per aziende e alti redditi nel raffronto internazionale e gode, nell’attuale contesto di crisi, di ottime carte per profilarsi ulteriormente. Oltre ai noti paradisi della Svizzera centrale – Nidvaldo, Obvaldo, Svitto e Zugo, in posizione eccellente – anche cantoni con grossi centri urbani come Zurigo, Berna e Basile Città sono “internazionalmente competitivi”.

Considerando la pressione fiscale tanto sulle aziende quanto sul personale altamente qualificato, solo Hong Kong risulta – nettamente – meno onerosa di Nidvaldo, Obvaldo, Svitto e Zugo. Subito dopo si piazzano Appenzello Esterno e Glarona. In Europa occidentale è abbastanza concorrenziale anche l’Irlanda, dove però il prelievo fiscale sugli alti salari è considerevole. La fotografia della situazione, scattata nel terzo anno dallo scoppio della crisi finanziaria ed economica, indica che la Svizzera gode di un’ottima posizione di partenza per profilarsi anche in futuro, si legge in una nota. A maggior ragione se si considera che competitivi sono anche i cantoni con centri metropolitani.

Sciaffusa e San Gallo presentano una fiscalità delle imprese particolarmente attrattiva, analoga a quella di Irlanda e Singapore, che in più presenta l’aliquota più bassa per gli alti redditi (solo l’11,3% per 100’000 euro). L’EATR per le imprese è del 9,7% a Hong Kong (record inferiore), che è seguita da Nidvaldo (10,6%) e Appenzello Esterno (10,8%). Il Ticino presenta un 18,3% e Ginevra un 21,5%, il dato più elevato nella Confederazione. In assoluto le imprese sono più tassate a Miami (Florida, Usa): 34,7%.

Per un reddito disponibile di 100’000 euro un quadro versa al fisco l’11,3% a Singapore (record inferiore), il 16,1% a Hong Kong, il 23,7% a Zugo e il 23,8% a Svitto. A Bellinzona nelle casse pubbliche parte il 34,4% e a Liestal (BL) il 37,4% (dato più elevato nella Confederazione). La fiscalità più pesante per gli alti redditi è risultata quella belga: 57,0%. Nei paesi confinati il fisco è particolarmente pesante. Ad esempio in Italia, il prelievo sugli alti redditi è in media del 66% più elevato che in Svizzera; in Francia l’imposizione delle imprese risulta mediamente doppia.

Rispetto a un’indagine analoga del 2009, in molti cantoni l’attrattiva fiscale è aumentata. Questa evoluzione riguarda in particolare Lucerna, Glarona, Svitto, Nidvaldo, Basilea Città, Berna e San Gallo.

All’estero vi sono state evoluzioni divergenti. L’imposizione delle imprese è diminuita – ma rimane molto forte – in Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti; è invece cresciuta significativamente in Finlandia e in alcuni Länder tedeschi. La tassazione degli alti redditi si è ridotta in Ungheria ed è invece progredita considerevolmente in Gran Bretagna, Irlanda e Repubblica Ceca. Stando a BAKBASEL e ZEW la buona situazione in Svizzera è dovuta alla concorrenza fiscale intercantonale e alla democrazia diretta, due fattori che impongono disciplina nella politica finanziaria.

Luca Giusti
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1/4 della capitalizzazione del FTSE MIB persa nel 2011 (-25%)

InStagionalità su 1 gennaio 2012 a 17:43

Chi fosse a caccia di azioni sottovalutate, in questo inizio d’anno ha solo l’imbarazzo della scelta! Se il paniere più importante in Italia è sotto del 25% da inizio 2011, si possono trovare titoli che hanno ceduto anche fino ad oltre il 60%.

…ma siamo proprio sicuri che siano sottovalutate? Se trasudate ottimismo e fiducia nel potenziale di ripresa dell’Italia, allora, in un’ottica di medio periodo, troviamo davvero delle occasioni… ma il gioco vale la candela (alias, la prospettiva di raddoppiare il capitale investito versus quella di dimezzarlo, è accettabile)? Proprio sicuri che nessuna di queste società possa saltare? Ció che è successo ad Alitalia è proprio impossibile che accada a Finmeccanica?

Sul listino tedesco o americano, troviamo società altrettanto penalizzate in quest’ultimo anno, ma con un rischio paese diverso… Forse può valere la pena rimboccarsi le maniche e spostare lo sguardo oltre i soliti 3 o 4 titoli a cui ormai ci si è affezionati (gran brutta cosa questa di affezionarsi ad un titolo se parliamo di mercati finanziari!)

Buon 2012 a tutti!

Luca Giusti
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seasonal pattern for XLB

InStagionalità su 1 gennaio 2012 a 17:22

seasonal pattern for XLB

20 Day Calendar Hold For 02/01
Years Analyzed: 13

Win %: 92.3%
Avg G/L: -4.4%
Std Dev: 3.1%

Past Performance:
1999 -3.8%
2000 -6.5%
2001 -5.9%
2002 -6.3%
2003 -4.2%
2004 -2.4%
2005 -4.0%
2006 -0.6%
2007 1.6%
2008 -10.4%
2009 -8.0%
2010 -4.1%
2011 -2.4%

Luca Giusti
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