Era passata inosservata lo scorso dicembre questa simpatica novità: l’abbonamento Rai diventa obbligatorio per tutte le imprese, che hanno l’obbligo di indicare, nella dichiarazione dei redditi, il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione ai fini della verifica del pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo speciale… Chiaro? Va in dichiarazione… E non serve una TV: basta un computer o anche solo uno smartphone!
Ma sono sicuro che le 5 milioni di imprese sul territorio italiano saranno felici di pagare il canone RAI e di finanziare in questo modo le apparizioni di Celentano, le tribune degli onorevoli politici a Porta a Porta o Ballaró, i reality show o quelle utilisssssime trasmissioni pomeridiane che saltano da storie (inventate) di tradimenti e litigi fra coniugi, a sciacallaggi giornalistici nelle case dei parenti vicini all’ultima disgrazia mediatica…
Possiamo anche farci una risarà pensando all’autofficina con i calendari zozzi appesi al muro, che magari lo pagherà anche volentieri davanti allo spacco di Belen e al tormentone mutanda si / mutanda no… Ma la situazione sfiora il ridicolo… In un momento del genere, con tante piccole aziende la cui sopravvivenza è appesa ad un filo, non saranno questi cento e rotti euro a fare la differenza, ma è l’ennesima presa in giro… Ma come fate ancora ad accettare tutto questo?

Luca Giusti
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