Salvato l’Euro, affossata l’Italia…

La manovra presentata ieri da Monti va nella direzione di stabilizzare i conti dell’Italia e allontanare lo spettro di un default che avrebbe accelerato la fine dell’Euro; i due scenari che vanno per la maggiore oggi sono la fine dell’Euro perché un paese “too big to fail” salta (come l’Italia) o la fine dell’Euro perché un paese come la Germania non accetta più di legare le proprie sorti al declino delle economie dei paesi periferici (come l’Italia).

Nell’ultima settimana si è finalmente assistito a un po’ di coordinamento fra chi può recuperare la situazione… l’intervento coordinato delle banche centrali, aperture ad una riforma dei trattati, e la grande aspettativa che nuovamente è riporta nel prossimo meeting del 9 dicembre. Ed infine, ieri sera, la manovra italiana che l’Europa ha sempre sognato, ma che non aveva mai osato chiedere…

L’Euro tira una boccata di ossigeno, lo spread BTP-Bund scende a 400 punti base, le curve dei tassi tornano alla normalità (questo già qualche giorno fa): è “l’effetto Monti”, che passerà alla storia per avere riportato un po’ di serenità sulla solvibilità del nostro paese, ma che speriamo non passi alla storia per avere inaugurato un nuovo periodo di recessione… la manovra ruota tutta attorno a nuovi aumenti delle (già alte) imposte, e la frase che “non saranno sempre i soliti a pagare” è RIDICOLA…

Torna l’ICI, anzi no, cambiamogli nome: IMU, così possiamo cambiare le aliquote, alzare le rendite catastali (del 60%…) e fare cassa… ma in Italia mica è una casta di pochi eletti a possedere una casa! Chi dopo decine di anni di lavoro si è comprato la casa in cui vive, e magari ha contratto un mutuo per comprarsi un secondo appartamento e poi per affittarlo, giusto per terminare di pagarlo quando uno dei figli sarà grande e potrà dargli un tetto (visto che il futuro per un giovane in Italia si presenta molto fosco)… è costoro che pagheranno! Chi non pagherà? Chi è stato abbastanza furbo da comprarsi palazzine con scatole societarie create per ridurre l’impatto fiscale o, meglio, chi ha comprati case all’estero… ovvero “quelli che non pagano mai” per usare uno slogan caro alla miope sinistra italiana… ma lo stesso Monti lo ha detto ieri sera: sarebbe bello colpire i grandi patrimoni, ma dato che individuarli è un problema e servirebbero anni, si è deciso di colpire chi “conosci già”… e lo “conosci” perché è quello che ha sempre pagato…

Arriva una nuova imposta, che affianca quella sui conti correnti e conti titoli: colpisce chi detiene attività finanziarie… fondi comuni, polizze vita, azioni, obbligazioni… ovvero sempre gli stessi di prima, che da brave formichine hanno investito i propri risparmi… chi non colpisce? Quelli che hanno patrimoni giganteschi e che non sono così pirla da comprarsi i fondi comuni azionari… quelli state sicuri che non verranno sfiorati da questa nuova imposta.

Riforma pensioni: ci voleva… ma forse è ancora poco, soprattutto perché si continua a pensare a quanto potrebbe incazzarsi il tutelato lavoratore dipendente prossimo alla pensione che deve invece restare a lavorare ancora un po’, e si ignora il NON tutelato giovane, precario, over 30 (anni) ormai, che finchè la famiglia gli passa qualcosa non si incazza, ma appena gli tagliano i viveri e inizia a capire che non è più un “giovane” in cerca di lavoro, e impara che non avrà mai una pensione, allora forse il patto intergenerazionale su cui regge il sistema pensionistico potrebbe scricchiolare… Basterebbe spiegargli come lo stanno prendendo in giro con la Gestione Separata della collaborazione occasionale e a progetto… e che perderà tutti quei contributi versati non appena troverà uno straccio di lavoro dipendente…

Colpiti coloro che hanno scudato… Esulta la sinistra… ma già si legge che potrebbe essere un provvedimento incostituzionale e che potrebbe non trovare applicazione, ma va nella direzione di fare un po’ di “Marketing”, così come la decisione di Monti di non voler prendere lo stipendio da premier (che è un buon inizio, ma che non troverà molto seguito fra il migliaio di parlamentari che sono sempre molto uniti quando si tratta di preservare i loro privilegi). Ora tutti sanno che delle promesse di anonimato dello Stato Italiano non ci si può fidare, quindi è azzerata la credibilità di ogni futuro accordo per recuperare denari difficilmente recuperabili. Bastava chiudere lo stesso accordo che la Svizzera ha già chiuso con Germania e Inghilterra per tassare i capitali dei non residenti, per recuperare cifre di gran lunga superiori a questa “mancia” e non bruciarsi ogni credibilità…

…mi ricorda un po’ la storia, questa estate, del riscatto degli anni della laurea e del militare ai fini pensionistici e dell’ipotesi di non conteggiarli… tutto rientrato… ma mi piacerebbe sapere quanti, dopo questa estate, hanno deciso di riscattare questi anni di studio… Sono mosse che ti fanno perdere ogni credibilità… si può essere favorevoli o contrari ai condoni, ma se fai un condono (o uno scudo) e garantisci l’anonimato e poi te lo rimangi, allora ti sei bruciato tutta la credibilità che potevi avere qualora ci fosse il bisogno di rifare qualcosa di analogo in futuro.

Aumenta l’Iva di 2 punti (e su chi impatta questa? Su quelli che non hanno “mai pagato”?)… ed infine il GRANDE regalo alle Banche: garantisce lo stato il loro debito… modello FED e Tesoro USA durante la crisi del 2008. Le intenzioni magari sono buone: più liquidità nel sistema nella speranza che arrivi alle aziende impiccate dal credit crunch… ma temo che finirà come al solito, perché le banche sono lì per fare utili accollandosi pochi rischi e continueranno a non prestare denari facilmente a chi è alla canna del gas perché l’economia è ferma… (l’altro regalo è quello di abbassare a 1000 € la soglia sul contante, che farà impennare l’uso delle carte di credito e gli utili legati alle commissioni che paga l’esercente… dicono che adesso inizieranno a cercare di provare a negoziare una riduzione di queste commissioni… ecco, iniziate… cercate… provate… negoziate… che intanto le banche cominciano a “mungere” e prenderanno tempo).

…già…l’economia; le nuove previsioni del governo vedono un PIL in discesa il prossimo anno, poi si dovrebbe fermare e poi non si sa… Manca un particolare: qua stanno facendo i conti pensando che le piccole aziende italiane reggano a questa nuova bordata di tasse… al credit crunch… all’assenza di stimoli allo sviluppo e alla crescita… questa è una manovra recessiva, e non basta il “regalo” alle banche di garantire il loro debito, o le liberalizzazioni (timido tentativo), o un incentivo fiscale a iniettare i propri capitali nella propria azienda , a fare ripartire l’economia…

…è una manovra per salvare l’Euro, ma che non salverà l’Italia… che purtroppo mi ricorda quella fatta in Grecia qualche mese fa, quando però là la situazione era diventata ormai irrecuperabile (segno che dietro c’è sempre la stessa firma della Germania)… il contribuente italiano è un grande “incassatore” (metafora pugilistica) e si rialzerà ancora una volta, nella speranza che al prossimo giro qualcuno si sprema le meningi un po’ di più per inventarsi qualcosa per far tornare a crescere questo paese…

Luca Giusti

www.qtlab.ch

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