L’Italia non può farcela da sola: l’FMI lancia l’allarme e poi ci ripensa

Ogni giorno un politico si alza e pensa: “oggi devo dire qualcosa… cosa posso dire? …e i suoi neuroni cominciano a macinare… e di cosa vuoi parlare oggi: di ambiente? ma no… chi ti intervista? e allora si mette a parlare di finanza, di debito, di PIL … Ed il gioco è fatto”…

Al di la delle parole di questo funzionario dell’FMI, vediamo quali sono le stime (scritte) che ha rilasciato oggi… Particolarmente dura la situazione in Italia e in Spagna. Nel nostro Paese il Pil e’ stimato diminuire del 2,2% nel 2012 e dello 0,6% nel 2013. In Spagna si ridurra’ dell’1,7% e dello 0,3% rispettivamente nei due anni. Germania e Francia resteranno invece in territorio positivo. Il Pil tedesco salira’ rispettivamente dello 0,3% e dell’1,5%, quello francese dello 0,2% e dell’1%. Nel complesso, il prodotto delle economie avanzate salira’ dell’1,2% quest’anno e dell’1,9% il prossimo. L’economia migliore sara’ quello statunitense, il cui Pil e’ previsto in aumento dell’1,8% nel 2012 e del 2,2% nel 2013. Il prodotto giapponese salira’ invece rispettivamente dell’1,7 e dell’1,6%. In rallentamento le economie emergenti e in via di sviluppo. Nel complesso il loro Pil crescera’ del 5,4% quest’anno e del 5,9% il prossimo, con una riduzione rispettivamente pari allo 0,7 e allo 0,6% rispetto a quanto stimato nell’autunno scorso. Non fanno eccezione ai tagli neanche Cina e India la cui crescita resta comunque robusta. L’economia cinese salira dell’8,2% (-0,8%) nel 2012 e dell’8,8% nel 2013 (-0.7%), quella indiana rispettivamente del 7% (-0,5%) e del 7,3% (-0,8%).

Secondo il Fondo, “la sfida politica piu’ immediata e’ riportare fiducia e porre fine alla crisi nell’area del’euro” (che trovo essere una considerazione geniale e di rara lucidità).

Tre le priorita’ individuate dall’Fmi:
1) aggiustamento sostenuto ma graduale delle finanze pubbliche,
2) ampia liquidità e politica monetaria accomodante soprattutto nelle economie avanzate,
3) recupero della fiducia nella capacita’ di agire delle autorità… E quest’ultima suona come una barzelletta dopo la figuraccia di oggi del funzionario indeciso dell’FMI…

…ma il debito c’è (prendo in prestito una tabella di Mazziero)… E dopo la Grecia, in questa graduatoria del rapporto debito/PIL, viene l’Italia… è giusto tenerlo a mente, perché è da qualche giorno che sentiamo i cori di soddisfazione di politici e giornalisti perché lo spread è sceso sotto i 500 punti base… Recitano: “noi abbiamo fatto la nostra parte, adesso tocca all’Europa (=alla Germania)”… come se adesso fossimo “a posto”… E si stupiscono se il debito della Spagna ha uno spread contro il Bund più basso dell’Italia…

Luca Giusti
http://www.qtlab.ch
http://www.lucagiusti.it

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