Per UBS rischio bolla immobiliare in Svizzera

Il rischio di una bolla immobiliare è sempre più vicino in Svizzera: lo sostengono gli economisti di UBS, che constatano un nuovo aumento dei prezzi delle abitazioni a fronte di un’inflazione leggermente negativa e redditi stagnanti. Complici i tassi d’interesse ai minimi storici, aumenta l’indebitamento ipotecario: e la situazione si farà ancora più acuta quest’anno.

L’analisi di UBS si basa sul suo Swiss Real Estate Bubble Index, l’indice svizzero della bolla immobiliare, pubblicato trimestralmente. Negli ultimi tre mesi del 2011 – informa un comunicato odierno – esso si è attestato a quota 0,80 punti, con una progressione di 0,22 punti rispetto al trimestre precedente. L’indice raggiunge in tal modo il livello massimo da quasi 20 anni, avvicinandosi sempre più alla zona rischio, rappresentata da un valore superiore a 1,00.

Il basso livello dei tassi non spinge solo le famiglie a diventare proprietarie delle abitazioni: UBS assiste anche una crescita delle ipoteche concernenti immobili non destinati all’uso proprio e acquistati ex novo. “Tale incremento rispecchia un interesse crescente nei confronti degli immobili quale investimento finanziario, in mancanza di alternative”, si legge nella nota.

Questo trend generale si accentuerà. UBS Wealth Management Research Svizzera si attende per il 2012 un calo dei prezzi al consumo pari allo 0,3% e solo una debole crescita economica dello 0,4%. “In altre parole, l’attuale contesto economico non giustifica un ulteriore rialzo dei prezzi. Tuttavia, a causa dei bassi interessi, la domanda non dovrebbe indebolirsi entro la fine del 2012 e, per il momento, non si dovrebbe assistere ad un arresto del boom dei prezzi”.

A livello regionale, i maggiori problemi sono nelle regioni di Zurigo, Ginevra e Losanna.

A rischio sono anche gli importanti agglomerati di Zugo (ZG), Pfannenstiel (zona fra Meilen ed Egg, nel canton Zurigo), Zimmerberg (ZH), March (distretto nel canton Svitto), Vevey (VD), Morges (VD) e Nyon (VD), unitamente alle regioni turistiche di Davos (GR) e dell’Alta Engadina. Complessivamente rispetto all’intera Svizzera queste porzioni di territorio non sono estese, ma vi vive ben il 22% della popolazione.

Vi sono poi le regioni da monitorare, vale a dire con potenziale pericolo: a quelle esistenti – Limmattal (ZH), parte di Basilea Campagna e Saanen-Obersimmental (Oberland Bernese) – UBS ha ora aggiunto anche Basilea Città, Glattal-Furttal (ZH) e Knonaueramt (ZH). Il Ticino non è invece considerato né a rischio, né da monitorare (almeno per quanto si legge nel report).

Luca Giusti
http://www.qtlab.ch
http://www.lucagiusti.it

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