2243 CHF al mese… È la soglia di povertà in Svizzera

Che gli stipendi in Svizzera fossero più alti che in Italia non è una sorpresa… ma sapevate che le statistiche definiscono la soglia di povertà al di sotto di una retribuzione di 2243 CHF al mese? Secondo questa statistica, poco più del 7% degli svizzeri sono poveri, mentre se stiamo ai dati riportati oggi dall’ISTAT, quella stessa cifra decreterebbe che oltre il 50% degli italiani è sotto alla soglia di povertà (questa è la percentuale dj chi dichiara meno di 19.000 € all’anno)…

Ecco qualche dettaglio in più…

Nel 2010 in Svizzera i poveri erano 586’000, pari al 7,8% della popolazione. Le famiglie con figli non risultano particolarmente toccate dal fenomeno, contrariamente a quanto si potrebbe pensare. La grande maggioranza dei poveri sono infatti persone senza figli, stando ai dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica (UST).

Lo studio “Povertà reddituale della popolazione residente in Svizzera fra il 2008 e il 2010” per la prima volta comprende anche i ragazzi sotto i 20 anni e gli ultrasessantenni. La statistica considera come “poveri” le persone che vivono con meno del minimo vitale (ad esempio 2243 franchi al mese per una persona sola) e non dispongono quindi di risorse sufficienti per una vita integrata socialmente.

Dallo studio risulta che negli ultimi anni la povertà è in calo in Svizzera: nel 2010 infatti la percentuale di poveri era del 7,8%, contro il 9,1% nel 2008. Non tutti i gruppi di popolazione sono colpiti allo stesso modo dal fenomeno. I risultati per quanto riguarda i diversi tipi di nuclei famigliari sono “sorprendenti”, a detta dell’UST.

Le famiglie monoparentali, come già si sapeva, presentano il tasso di povertà più elevato in assoluto: 26%. Le famiglie con uno (4,1%) o due bambini (4,7%) invece non sono più colpite rispetto alle coppie – sotto i 65 anni – senza figli (4,7%). Anche fra le famiglie con tre o più figli il tasso di povertà non raggiunge la media della popolazione e si ferma al 7,2%.

Le persone sole sono messe peggio: ben il 17% vive con meno del minimo vitale, e anche tenendo conto solo dei “single” sotto i 65 anni la percentuale risulta più elevata della media (11,4%). La presenza di un secondo adulto permette di ridurre il tasso di povertà delle persone in età lavorativa, sottolinea l’UST.

Per quanto riguarda le classi di età, il tasso di povertà dei giovani sotto i 18 anni (7,6%) è sostanzialmente uguale a quello della media della popolazione. Le percentuali sono invece elevate per le persone di 65 anni e più (16%), in particolare se vivono da sole (25,9%).

Secondo l’UST le risorse a disposizione delle persone in età da pensione sono probabilmente sottovalutate perché nella statistica si è tenuto conto solo dei redditi e non del patrimonio. Infatti – precisa lo studio – i pensionati ricorrono spesso ai propri risparmi per coprire le spese correnti: lo fa il 18,3%, contro il 7,4% della totale popolazione.

Sono emerse anche altre differenze: fra le donne il tasso di povertà è superiore rispetto agli uomini (8,7% contro 6,9%) e gli inquilini risultano essere poveri con frequenza doppia rispetto ai proprietari di abitazioni (10,2% contro 5%). Come prevedibile, più la formazione è elevata, più diminuisce il tasso di povertà. Fra le persone senza formazione scolastica postobbligatoria, la percentuale di poveri è doppia rispetto a chi ha terminato una formazione professionale o conseguito un diploma di maturità. Le persone con un titolo universitario presentano uno dei tassi di povertà più bassi in assoluto, precisa l’UST.

Secondo l’UST è necessario prendere in considerazione anche l’incidenza dei vari gruppi di persone sulla popolazione povera nel suo insieme per organizzare interventi mirati. Malgrado il tasso di povertà molto elevato, i componenti delle famiglie monoparentali ad esempio rappresentano solo l’11% di tutti i poveri. Il 62% dei poveri sono persone senza figli, e fra questi single e coppie sono rappresentate con uguale frequenza. Quasi la metà (49%) delle persone che vivono sotto la soglia del minimo vitale ha un’età compresa fra i 18 e i 64 anni; gli ultrasessantacinquenni, pure con un tasso di povertà elevato, rappresentano il 32% dei poveri. Le persone povere risultano essere in stragrande maggioranza svizzeri (76%) e in prevalenza donne (56%).

L’indagine dell’UST si basa su un campione aleatorio di 7’000 nuclei famigliari (oltre 17’000 persone), interrogati per quattro anni consecutivi. Fa parte di un’indagine coordinata alla quale partecipano 25 paesi europei (SILC-Statistics on Income and Living Conditions) per studiare la distribuzione dei redditi, la povertà, l’esclusione sociale e le condizioni di vita.

Luca Giusti
http://www.qtlab.ch
http://www.lucagiusti.it

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