Niente IMU per le fondazioni bancarie… e sui costi della politica: non c’è nulla da tagliare!

Le Commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno bocciato un emendamento al DL fiscale che prevedeva il pagamento della nuova Ici da parte delle fondazioni Bancarie, sul quale ovviamente il governo aveva presentato parere contrario, sostenendo che le banche e le loro fondazioni sono associazioni benefiche… no comment

Secondo Elio Lannutti, dell’Idv e presidente dell’Adusbef, firmatario dell’emendamento bocciato in Commissione, si tratta di “una vergogna” perché “si fa pagare l’Imu sulle macerie, ovvero sulle case inagibili, sui pagliai, e allo stesso tempo il governo dei banchieri dimostra di essere prono agli interessi dei banchieri” (ma l’hanno messo li loro… che pretendiamo? Che dia addosso al proprio datore di lavoro?).

Lannutti ha ricordato come il governo ha dato parere contrario all’emendamento “sostenendo che le fondazioni sono associazioni benefiche. Una vergogna”, ha ribadito.

E a proposito di commissioni parlamentari, la settimana scorsa si è sciolta quella che era stata incaricata di analizzare quali costi della politica dovessero essere tagliati: hanno gettato la spugna… Impossibile tagliare alcunché… e che avrebbero potuto tagliare? I 10.000 euro al mese che prende il Trota come consigliere regionale, o i rimborsi elettorali con cui il Trota e l’amante di Rosy Mauro hanno comprato il diploma, o affittato una porsche, o con cui Lusi (e chi sa chi altri della Margherita) si comprava case e barche?

…e come si fa a non sentirsi vicini agli Islandesi che non solo hanno detto al mondo che di pagare il debito, contratto negli anni dalle decisioni interessate della loro classe politica connivente con il sistema bancario di questa isola (il giro d’affari della banca principale superava di gran lunga il PIL del paese), non se ne parla neanche, ma stanno muovendosi legalmente per presentare il conto proprio a quei politici che hanno portato il paese al default…

E senza scendere in piazza per danneggiare le loro città, come hanno fatto in Grecia, ma in maniera democratica… Si sono scelti come leader un ex musicista (un po’ come se in Italia scendesse davvero in campo uno come Beppe Grillo per intenderci) e hanno messo alla porta tutti gli ex politici.

I sacrifici in nome della stabilità: ma a chi interessa la stabilità? A chi ha ancora qualcosa… qualcosa da perdere…

…ed in Grecia e Portogallo sempre più persone non hanno più niente, e quindi niente da perdere, in nome dei sacrifici che i Governi stanno loro imponendo… E comunque il loro destino è ormai segnato: il default, magari controllato come quello greco, in un processo di distruzione dell’economia reale finalizzato a salvaguardare gli interessi della finanza mondiale (come è accaduto in maniera davvero plateale nel caso Grecia). l’Islanda ha i suoi problemi, ma i pochi abitanti di quest’isola non hanno accettato di farsi spremere all’osso prima di arrivare al default: hanno fatto default subito, e riscritto la costituzione, senza governi tecnici imposti dalla Germania (o dalla Gran Bretagna che era il paese più impegolato con la banca islandese che è saltata).

…ma in Spagna ed Italia da spremere c’è ancora parecchio, e troppe persone hanno qualcosa da perdere, quindi sotto con l’IMU, l’IVA al 23%, la distruzione dell’economia reale attraverso la protezione delle banche (che non prestano più), il crollo dei consumi (seguito alla perdita del potere reale di acquisto), la disoccupazione in aumento, il costo degli interessi del debito che salgono, e la spesa pubblica che non viene tagliata… poi annunciano che siamo in recessione: e chi se lo aspettava !?! Meno male che il loro ufficio studi se ne è accorto!

E il governo Monti raccoglie consensi… Ma è normale: basta pensare a quelli che c’erano prima… e che potrebbero ritornare, che uno piuttosto paga l’IMU tutti mesi!

… Ma del resto, non c’è nulla più da tagliare… chiudiamo qualche asilo, magari, o smettiamola di tenere accesi tutti quei lampioni in città, ma non possiamo mica tagliare i rimborsi elettorali ai partiti per comprare il diploma al Trota e all’amante di Rosy Mauro! E come fanno se no? Mica glielo danno un diploma questi “insegnanti terroni” a chi porta un cognome così nobile (è la giustificazione del Trota dopo l’ennesima bocciatura)

…e c’è ancora qualcuno che si stupisce se uno ad un certo punto decide di trasferirsi all’estero… Ma se facciamo come l’Islanda torno, garantito, solo per vedere un politico lavorare (ci faranno sopra qualche reality, come sul principe dei Savoia).

Buona Pasqua😉

Luca Giusti
www.qtlab.ch
www.lucagiusti.it

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