P.P.P. (o Big Mac Index): le indicazioni su FX

La teoria alla base della Purchising Power Parity è semplice: uno stesso prodotto, in ogni paese, dovrebbe avere un prezzo simile… ogni differenza dovrebbe essere imputabile ad una sopra o sottovalutazione di una valuta rispetto all’altra… Certo, il mondo reale è un po’ più complesso di così, e non mi sognerei mai di usare le indicazioni di questo modello per fare timing (quindi decidere quando entrare o uscire da una posizione FX), ma è anche vero che certi squilibri prima o poi è normale che siano compensati.

Il prodotto il cui prezzo spesso viene preso come riferimento è il famoso panino di McDonald (il Big Mac) e se ne rileva periodicamente in prezzo nella valuta locale per convertirli in USD: abbiamo così, sul lato destro del grafico, le valute sopravalutate (quelle più forti… e questa forza spesso arriva a mettere in crisi l’export di queste economie) e sul lato sinistro quelle più sottovalutare (quelle più deboli, svalutate dalle banche centrali per cercare di rilanciare l’export, o creare una spinta inflattiva che riduca l’entità del debito del paese in termini reali).

I dati sono aggiornati al cambio di meta gennaio; si vede come EUR e USD siano più o meno in equilibrio (della serie: la FED ha stampato tanta moneta, ma anche la BCE negli ultimi 6 mesi non ha scherzato) o come Franco Svizzero e le Corone (Norvegesi e Svedesi) siano le valute più forti (che qualche problema stanno creando alle rispettive economie).

Spesso si guarda a USD/JPY come ad un cambio molto tirato, ma in realtà, su questi livelli, le due valute sembrano essere in equilibrio: un Big Mac a Tokio vi costa come a New York… A Zurigo invece lo pagate quasi il doppio (ne so qualcosa…).

Interessanti le situazioni, sulla sinistra, di rand sudafricano, rublo, o pesos messicano (i cui cambi sono facilmente tradabili su diverse piattaforme).

…sono concetti interessanti: non da tradare a se stanti, lo ribadisco, ma possono dare un indirizzo sia in chiave contrarian, ma anche per cavalcare la forza di una valuta o puntare sulla debolezza di un’altra.

Allo stesso modo, anche l’analisi della Forza Relativa fra valute può dare indicazioni molto interessanti su ció che realmente sta accadendo sul mercato valutario.

Per quanti volessero approfondire questi aspetti (anche se non saranno i temi centrali delle due giornate, ma saranno comunque richiamati) vi do appuntamento il prossimo 21 e 22 aprile ai corsi:

FX Trading (correlazioni)

Opzioni + Futures/FXspot

Nel primo, in particolare, vedremo come l’analisi della Forza Relativa fra valute possa darci delle ottime indicazioni nell’operatività trend folliwing sui cambi, mentre sui cross vedremo come lavorare reversal sfruttando le correlazioni… Per quanti volessero approfondire il programma del corso, questo è il link: http://www.qtlab.ch/index.php?option=com_content&view=article&id=11&Itemid=52

Il secondo corso non ha bisogno di molte presentazioni: è l’operatività che ha funzionato meglio negli ultimi 9 mesi e trovate diversi articoli e video su http://www.QTLab.ch che la approfondiscono…

Buon trading!

Luca Giusti
http://www.qtlab.ch
http://www.lucagiusti.it

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