Chi ha in mano il debito? …anomalia Italia

Interessante questa analisi che confronta i rendimenti delle obbligazioni decennali con la posizione netta in termini di investimenti stranieri (in % del PIL)i: nei paesi dove quest’ultima ha raggiunto livelli molto elevati, abbiamo visto cosa sia accaduto… Agli antipodi, ma con rendimenti simili, le posizioni di Spagna e Italia, dove gli investimenti stranieri sono in calo (le aziende fuggono ed i titoli del debito pubblico sono in buona parte in mano alle banche domestiche, dopo le dismissione delle banche estere dell’ultimo anno) ma lo spread sul decennale resta alto…

Il financial stability board pubblica periodicamente un indicatore di rischio sistemico partendo dall’analisi di alcune decine di banche e società di assicurazioni europee: stiamo tornando su livelli poco rassicuranti, ma come scritto più volte in queste pagine, il timore è che manchi un capitolo a questa crisi… dopo la fuga dei capitali privati dalle banche, adesso potrebbe essere il turno dell’aumento fuori controllo delle sofferenze sui crediti a causa della chiusura di molte aziende e l’innescarsi di una spirale che sarà difficile fermare anche con nuovi regali della BCE come i precedenti LTRO.

La sola via di uscita sembra quella di fare ripartire la crescita, ma è inutile raccontarcela: la crescita non parte dalle banche (che non prestano), non si fa per decreto legge (anzi, le politiche di austerità stanno sortendo l’effetto opposto), e non si fa senza investimenti pubblici (quindi scordiamoci il pareggio di bilancio)… Se ne esce solo se le principali economie mondiali ripartono e paesi come questo beneficiamo di un effetto traino, ma quando succederà resta da vedere quante piccole imprese saranno sopravvissute ed ancora li per approfittarne.

L’ultima novità di questo giorni è la doppia IMU (o tassa di scopo) che i comuni possono usare e useranno (visto che hanno tagliato le risorse a loro destinate), invece di chiudere 3/4 delle inutili società partecipate dagli enti locali, senza organici ma con presidenti e Cda, e nate solo per dare un posto ai politici trombati nelle elezioni… Alla fine andiamo a parare sempre li: non sono i costi diretti della politica il problema vero (indignazione a parte per i commessi di montecitorio che prendono stipendi, alla fine della loro vita lavorativa di centinaia di migliaia di euro) ma tutti questi danni collaterali che sono molto meno plateali ma che vistano decine e decine di miliardi e che è difficile eliminare. A proposito: in Islanda stanno facendo causa ai loro politici per dove hanno portato il parse in questi anni…

Il settore immobiliare, che rappresenta una voce importante del PIL dell’Italia, è già fermo di suo: con queste manovre si va solo a deprimerlo di più… Altro che crescita.

Buona festa della liberazione… forse iniziamo a sentire il bisogno di una nuova “liberazione”

Luca Giusti
http://www.qtlab.ch
http://www.lucagiusti.it

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