Il Commesso della Camera, il Terremoto e la solita politica

È da qualche giorno che vedo in televisione la cronaca di una devastazione in comuni che distano pochi km da dove sono cresciuto e dove ho vissuto per 35 anni… E mi sto dando delle martellate sulle dita per non scrivere ció che penso, perché in questo blog nell’ultimo anno ho parlato fin troppo dei paradossi di questo paese… Ma come si fa a non esternare il proprio disappunto su questa brillante idea di finanziare i danni del terremoto con l’aumento delle accise sui carburanti; capisco che lo stato non abbia più soldi, e nell’immediato uno pensa che quell’euro in più ogni pieno alla fine se ne va per una buona causa.

Ma mentre tutti chiedono di cancellare la parata del 2 giugno e destinare i fondi alle zone colpite dal terremoto, o ai partiti di destinare l’imminente tranche dei rimborsi elettorali allo stesso scopo, la risposta che arriva è un bel NO, NON SI PUÒ FARE… Peró saranno festeggiamenti “sobri e funzionali”…

…ma ormai ci siamo abituati: davanti all’ennesima occasione che ha avuto questa classe politica di mostrare buon senso e vicinanza alle persone, si è deciso di voltarsi dall’altra parte.

Ma se i soldi ricavati dall’ennesimo aumento delle accise andassero davvero nella ricostruzione, uno, pensandoci, finirebbe per accettarlo anche di buon grado… Dono 2 euro al 45500 e 1 euro in piu ad ogni pieno: mi sta bene. Ma sappiamo già come è andata a finire con la ricostruzione a l’Aquila o a Genova dopo l’alluvione… Quindi siamo realisti: nessuno si aspetta nulla dopo che la macchina dei soccorsi di questi giorni se ne sarà andata… Resterà quella sana burocrazia a mettere ogni tipo di paletto immaginabile alla voglia di ricostruire e rialzarsi… Vi ricordate la protesta delle cariole in centro a l’Aquila?

…eh già, ma dove li poteva trovare i soldi lo Stato? Sempre più spesso, quando intervistato, Monti rivendica di avere salvato l’Italia che era arrivata al limite di non poter pagate stipendi e pensioni (i fornitori ed i debiti in genere li paga dopo alcuni anni, quindi se fosse stato per quelli…): vediamo, fra gli altri, di che stipendi stiamo parlando…

Al lordo delle tasse un commesso alla Camera o un barbiere possono arrivare ad uno stipendio di 160mila euro, un coadiutore (qualcuno sa cosa fa?) a 192mila, un segretario a 256mila, un consigliere a 417mila. Pensa se non fossimo riuscito a pagare puntualmente gli stipendi a questi operosi signori… O gli stipendi dei nostri onorevoli… O i vitalizi degli ex onorevoli…

Le retribuzioni fanno coppia con gli assetti pensionistici. Gli assunti prima del 1998 possono ancora ritirarsi dal lavoro a 53 anni. Il che porta un consigliere parlamentare di quell’età assunto a 27 anni e forte del riscatto di 4 anni di laurea ad accumulare un’anzianità contributiva teorica di 38 anni. Di conseguenza può andare in pensione con 300mila euro lordi l’anno, pari all’85 per cento dell’ultima retribuzione (300.000 euro è lo stipendio di Obama o del Re di Spagna). Se poi decide di tirare avanti fino a 60 anni può portare a casa addirittura il 90 per cento: più di 370 mila euro sul massimo di 417 mila.

…esodati… ci siete? Ma anche la Fornero lamenta che mancano le risorse…

…ma adesso hanno chiamato Bondi a fare la spending review: dei 3 tecnici, chiamati dal governo dei tecnici (una barzelletta) è l’unico che ha rifiutato il compenso… Ma Monti auspica che voglia almeno accettare un piccolo rimborso spese di 150.000 euro… dai… Giusto le spese della cancelleria, un paio di schede telefoniche prepagate e qualche rimborso kilometrico… Spiccioli…

…spending review: qualcuno ci crede davvero?

…sono dei marziani…

Forse ad una delle aziende biomedicali di Mirandola basterebbe che la ASL della Regione le pagasse le fatture pregresse fra 30 giorni invece che fra 2 anni…

Ero ad una trentina di kilometri dal terremoto, sia in occasione della scossa del 20 maggio che quella, peggiore, di ieri… ieri non avevo voglia di scrivere ma solo di caricare la mia famiglia in macchina e tornare in svizzera.

Ho rinviato la giornata gratuita di venerdì a Modena: non sono in bolla… sono fra i fortunati che non ha subito danni, ma continuo a pensare a chi adesso non ha più una casa. La giornata la faremo il 18 giugno e sempre a Modena perché la vita qua deve riprendere i ritmi di sempre… Stato (e burocrazia) permettendo…

Luca Giusti
www.qtlab.ch
www.lucagiusti.it

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...