Il governo rivede le stime sul PIL ma sbaglia i conti sull’IMU

Marcia indietro: la crisi è peggio del previsto: il Governo ha rivisto al ribasso le stime sul Pil a -2,4% per il 2012 e a -0,2% per il 2013. Per la prima volta, l’esecutivo ammette che anche il 2013 si chiuderò con segno negativo, nonostante i segnali di ripresa. Lo comunica una nota di Palazzo Chigi secondo cui il consiglio dei Ministri ha approvato la nota di aggiornamento del Def.

Per osservare un ritorno alla crescita si dovrà aspettare il biennio successivo: nel 2014-2015 è prevista una crescita del Pil rispettivamente dell’1,1 per cento e dell’1,3 per cento grazie all’aumento della domanda interna ed esterna in virtu’ degli effetti positivi delle riforme strutturali per rilanciare l’economia (quando fanno queste affermazioni sembra proprio che ci credano! … ma non si è accorto nessuno che sta succedendo???)

Il Governo conferma il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013, “malgrado l’impatto di eventi naturali avversi – quali il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012 – e la presenza di un rallentamento dell’economia piu’ significativo di quanto previsto”

Una buona notizia arriva dal debito pubblico. L’austerità voluta dal governo porterà a una riduzione a dai 123,3 punti percentuali dell’anno in corso, ai 122,3% nel 2013. Saranno 119,3% nel 2014 e 116,1% nel 2015… E se lo dicono loro, che sono tecnici e professori, sarà sicuramente così…

…a proposito: i professori hanno sbagliato a fare i conti! Il calcolo del maggior gettito IMU fatto dal governo in collaborazione con l’Anci non quadra. Ci sono infatti decine e decine di enti che non raggiungeranno mai la cifra stimata. Peccato che l’esecutivo abbia tagliato i trasferimenti sulla base di quell’importo stimato. A questa punto delle due l’una: o i comuni alzano le aliquote al massimo per coprire l’errore governativo, cosa che ovviamente non succederà, o il governo riesce a farsi ridare i soldi dai comuni che hanno in più del necessario. Cosa anche questa impercorribile. Alla fine lo Stato, cioè i contribuenti, dovranno tappare il buco. Che secondo stime approssimative potrebbe essere di circa 800 milioni di euro.

Purtroppo i tempi stringono perché entro fine settembre i comuni devono decidere le aliquote Imu per far quadrare i bilanci e tante amministrazioni locali, prevalentemente al Nord – dove le case accatastate sono in numero maggiore rispetto alle altre parti d’Italia e soprattutto dove il fenomeno delle case fantasma è vicino allo zero -, anche portando al massimo le aliquote rischiano di andare dritti verso il dissesto.

…ma continuiamo a sentirci dire che si vede una luce in fondo al tunnel… che vede solo il governo perchè il parlamento è da mesi impegnato a litigare sulla legge elettorale (!) quindi il tunnel non sa neppure dove sia… E adesso dicono che tocca alle imprese tirarci fuori dalla crisi e che per decreto non si “fa crescita”: hanno ragione, il problema è quando, per decreto, creano condizioni tali che fare impresa diventa qualcosa di eroico…
che brutto finale di legislatura 😦

Luca Giusti
www.qtlab.ch
www.lucagiusti.it

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