Italiani in fuga e imprenditori dal Vescovo

Nel celebrare il funerale delle tre perdono che su sono suicidate nelle Marche perché non ce la facevano più, il Vescovo di Fermo ha detto che negli ultimi tempi non sono solo gli operai che hanno perso il lavoro, o le persone in cassa integrazione a chiedere aiuto, ma sempre più spesso piccoli imprenditori che sono prossimo alla chiusura della propria azienda. Non è qualcosa che scopriamo oggi: il numero delle imprese che ogni giorno chiudono è in aumento costante da anni, ma un conto era sentirlo da una associazione di categoria, ed un conto è sentirlo da un Vescovo…

I tempi di reazione dello Stato sono sempre tardivi: ieri l’ultimo atto del governo tecnico è stato lo sblocco dei rimborsi dei crediti vantati da soggetti privati verso lo stato… È un tentativo, ma se nessuno sa a quanto ammontino questi debiti, permettetemi un pizzico di sfiducia sul fatto che questo governo tecnico ormai alla fine del suo mandato, possa gestire una operazione così complessa… Il nuovo governo troverà dei conti che non stanno in piedi, darà la colpa ai professori che hanno fatto male i conti, e si bloccherà tutto.

Ma la ripresa prima o poi arriverà: lo sanno bene le imprese italiane con una forte vocazione all’export, i cui conti stanno tenendo, quando il mercato domestico è ingessato. Il problema è che quando arriverà, non ci saranno più le imprese per cavalcarla… E forse neppure i giovani disposti a fare impresa: secondo i dati dell’Anagrafe Italiani all’estero (Aire) nel 2012 la crescita degli emigranti e’ stata pari al 30%, passando dai 60.635 espatri del 2011 a 78.941. I trentenni si confermano la fascia d’eta’ piu’ propensa all’espatrio: ci si trasferisce all’estero…

Il 62,4% degli emigrati nel 2012 ha scelto l’Europa come continente di destinazione (per un totale di 49.307), seguita dall’America Meridionale (14.083), dall’America Settentrionale e Centrale (7.977) e da Asia-Africa-Oceania (7574).

Per quanto riguarda i singoli Paesi, la Germania e’ la prima meta di destinazione (10.520 di italiani l’hanno scelta), seguita da Svizzera (8.906), Gran Bretagna (7.520), Francia (7.024), Argentina (6.404), Usa (5.210), Brasile (4.506), Spagna (3.748), Belgio (2.317) e Australia (1.683).

Il dato non ha mai smesso di crescere a partire dal 2006, quando il loro numero superava di poco i due milioni. L’incremento degli espatri nel 2012 (+30,1%) rappresenta un vero e proprio boom, mai verificatosi nei precedenti sei anni: la crescita piu’ forte si era infatti registrata nel 2008 (76.088 espatri, +10% sull’anno precedente). Neppure nella fascia 20-40 anni, la piu’ giovane e produttiva, si era mai registrato un incremento cosi’ spettacolare: anche qui il record era riconducibile al 2008, con un +12% rispetto al 2007. Gli italiani complessivamente residenti all’estero al 31 dicembre 2012 ammontavano a 4.341.156, in crescita di 132.179 unita’ rispetto all’anno precedente.

…ed in Italia chi arriva? I flussi di immigrati extra europei si sono fermati, mentre continuano ad arrivare le badanti dall’est Europa… Perché l’Italia sta invecchiando: i giovani più intraprendenti se ne vanno, e sono sempre meno coloro che potranno finanziare con i contributi versati le attuali pensioni. Lo squilibrio demografico aumenta, e il prossimo istituto a lanciare l’allarme sarà l’INPS…

… La soluzione? C’è ancora qualcuno che spera possa arrivare dalla politica o dall’Europa? Deve arrivare da ciascuno di noi, evitando di rassegnarsi o sperare in una svolta che arrivi dall’esterno e riporti tutto come prima. Nulla sarà più come prima: investite su voi stessi, nella vostra crescita… Non fermatevi e cercate di cogliere nuove opportunità guardando le cose con occhi diversi. Imparate nuovi mestieri, perché imparare qualcosa di nuovo mentre avete le spalle coperte dall’attuale lavoro o da qualche sussidio, e POTETE farlo, è più facile rispetto a farlo quando invece vi ritroverete senza vie di uscita e DOVRETE farlo, con la pressione di doverci pagare fin da subito le bollette.

Nella mia vita ho cambiato diversi mestieri: adesso per me il trading è diventata la mia professione. lo faccio, cerco di migliorarlo costantemente, e lo insegno, e da cio che ho visto in questi anni posso garantirvi che imparare a operare sui mercati con i propri risparmi quando si ha la tranquillità di un lavoro con cui pagare le bollette, è diverso che dover imparare quando non hai più alternative e dal trading devi tirarci fuori subito di che viverci…

E NON basta SAPER FARE qualcosa: abbandonate l’idea che ci sarà qualcuno che ha bisogno di voi e che vi darà un lavoro, perché i tempi sono cambiati. Misurate il valore di ció che sapete fare non sul numero di anni che avete studiato o gli anni di esperienza ed anzianità che avete maturato… Misuratelo sul valore che può avere oggi per gli altri, e riposizionatevi per rendere ció che sapete fare (o che imparerete a fare) prezioso per gli altri.

…è il momento di reagire perché dall’esterno soluzioni non ne arriveranno…

Luca Giusti
www.qtlab.ch
www.lucagiusti.it

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