Dove trovare le coperture per cambiare il BelPaese…

Con tutte le contraddizioni che si porta appresso, è nato questo nuovo governo di unità nazionale, che si porta dietro i soliti problemi di ministri chiamati a dirigere la sanità con un diploma di scuola superiore (e parliamo di una ministra giovane e non di una persona di 80 anni dove l’assenza di una laurea specialistica poteva essere giustificata dall’esperienza lavorativa accumulata), o a dirigere il ministero dell’agricoltura una persona con un leggerissimo conflitto di interesse (per le vicende del padre), o ministri spostati dagli interni alla giustizia come se si trattasse di cambiare una scrivania… Un po’ come se dici al tuo direttore di produzione che da domani fa il direttore commerciale… Alfano, ex ministro della Giustizia, agli interni, e la Cancellieri, ex ministro degli interni, alla giustizia… Ma sono i paradossi di questo paese…

Ma invece di sparare sulla croce rossa, voglio riportare un articolo di Sergio Luciano, in un momento dove tutti si interrogano sulle coperture da trovare per realizzare un programma ambizioso (che non verrà mai realizzato perchè non farebbe l’interesse di nessuno dei due partiti coinvolti… Giusto il tempo di maturare i giorni in parlamento necessari e affonderà per tornare al voto… Un film già visto). Ciò che leggerete di seguito è solo uno delle migliaia di esempi di come si potrebbe rivoltare questo paese come un guanto e restituire alle future generazioni un nazione in cui credere e restare… e anche se sono consapevole che difficilmente si potranno scardinare certe lobbies, trovo giusto parlarne.

I 2,9 milioni di italiani che soffrono di diabete costano complessivamente 10 miliardi di euro all’anno al servizio sanitario nazionale. Di questi 10 miliardi, 600 milioni sono assorbiti dal costo delle striscioline di carta reagenti che servono per la misurazione istantanea della glicemia. Ebbene, i risultati di una recentissima gara on-line svolta dalla Consip per due lotti di forniture che corrispondono al 20 per cento del fabbisogno totale sono stati strepitosi: applicando su scala nazionale i prezzi offerti dalle aziende vincitrici lo Stato risparmierebbe 300 milioni di euro solo sulle striscioline. E le imprese vincitrici non sono pericolose aziendine corsare ma due colossi mondiali del “big pharma”: Roche e Sanofi.

E’ questa l’immensa riserva di risparmio sulla spesa pubblica inefficiente, sprecona e truffona alla quale il nuovo premier potrebbe attingere per ricavare le risorse necessarie a sostenere la crescita e i redditi. E’ questa l’area da bonificare, nella pubblica amministrazione: gli sperperi più o meno fraudolenti. Firmati quasi sempre dalle Regioni, nella loro dissennata autonomia di spesa. E lo strumento per fare tutto ciò esiste ed è già attivo: la Consip, la società informatica controllata dal ministero dell’Economia e guidata da Domenico Casalino che ha gestito per il governo Monti e con il commissario Bondi la “spening review” ma potrebbe essere utilizzata a tappeto su tutte le grandi partite della spesa pubblica nazionale. L’aveva detto chiaramente, peraltro, la Corte dei conti, nella sua ultima relazione annuale. Il governo dei cosiddetti tecnici ha applicato il consiglio con una prudenza che ha rasentato la timidezza. E’ l’ora di cambiare atteggiamento.

“L’esito della gara per i glucometri dimostra che anche da parte delle migliori aziende produttrici il sistema può ottenere grandi vantaggi economici”, si limita a commentare Domenico Casalino: “E questo, naturalmente, fermo restando il diritto dei medici di base di prescrivere, su specifica esigenza sanitaria, presidi diversi e più costosi da quelli di base, acquistati sulle offerte delle nostre gare”.

Attualmente, le 260 Aziende sanitarie locali adottano tre sistemi amministrativi paralleli e distinti: quello della contabilità generale, quello dell’amministrazione delle prestazioni e quello dell’anagrafica dei pazienti. E ciascuna Asl lo adiotta per conto proprio. E’ come se quindi in Italia esistessero 780 contabilità diverse per calcolare le stese spese. Un disastro. La Regione Piemonte, che per prima ha avviato la realizzazione di un sistema informatico sanitario integrato per tutte le sue Asl sta rilevando che, in sua mancanza, il 30 per cento dei volumi è superfluo.

Se si calcola che la spesa sanitaria nazionale totale ammonta a circa 110 miliardi, pari al 13,7 per cento del totale (800 miliardi), si capisce come senza tagliare un solo posto di lavoro da medico o paramedico ma soltanto regolando i prezzi dell’acquisto dei servizi, dei farmaci e dei presidi sanitari si potrebbero risparmiare almeno 20 miliardi di euro. Ma questo significherebbe contrastare gli interessi delle potentissime lobby del privilegio. Arroccate su posizioni insostenibili ma determinate a vendere cara la pelle, più cara ancora di quanto vendano le loro mercanzie.

E sì che l’evidenza delle malversazioni è solare. Per tornare al caso del diabete e dei suoi indispensabili presidi farmaceutico-chimici, il quadro preesistente alle gare Consip presentava delle discrasie clamorose. A fronte degli 0,34 euro a striscia reattiva pagati dalla Regione Abruzzo, la più virtuosa, si arriva alla cifra vertiginosa di 1,04 euro a striscia della Provincia autonoma di Bolzano, con una differenza del 300 per cento! Senza dire che il prezzo-base del tipo di striscia “ordinario” richiesto dalla Roche alla gara Consip è stato di 0,153, quindi pari alla metà del miglior prezzo attuale, quello abbruzzese. E, secondo i calcoli dell’Associazione medici diabetologi, risparmiando anche risorse sui ricoveri per diabeti e sui giorni di digenza media per ricovero, due risultati conseguibili attraverso una migliore organizzazione del lavoro nele Asl e senza minimamente compromettere la qualità assistenziale, si potrebbe risparmiare un altro miliardo di spesa.

…appuntamento il 18 e 19 maggio per i corsi FX TRADING e OPZIONI+ FUTURES (www.qtlab.ch) … Se ci sarà ancora il governo…

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