Conto alla rovescia per lo Shutdown in America

Oltreoceano sono sempre molto creativi sui nomi da dare ad eventi catastrofici… E dopo il Fiscal Cliff, torna all’ordine del giorno il muro contro muro fra Repubblicani e Democratici, che non sono ancora riusciti a trovare un accordo per evitare, alla mezzanotte di oggi (ora della costa est), lo Shutdown per molti degli apparati pubblici statali…

L’ora X è fissata alle 12.01 di martedì, fuso di Washington: se prima di allora non sarà trovato un accordo tra democratici e repubblicani e votato il bilancio federale, il governo Usa dovrà di fatto “chiudere bottega”. Con una prima grande conseguenza: oltre un milione di dipendenti statali saranno messi in congedo non retribuito. Solo alle agenzie federali fondamentali per la sicurezza, e ai loro dipendenti, sarà assicurato il “mantenimento”. Fra le agenzie federali più colpite da un eventuale “shutdown” c’è la Nasa: il 97% dei suoi dipendenti, oltre 18mila persone, potrebbero infatti restare a casa, così come il 94% degli impiegati dell’agenzia per l’ambiente, l’81% di quelli del ministero dell’Interno, il 33% degli impiegati del dipartimento dei Trasporti e il 14% dello staff della Sicurezza interna.

Ma un accordo sembra sempre più lontano: al centro della disputa resta la controversia riforma sanitaria fortemente voluta da Barack Obama. La Camera, a maggioranza repubblicana, ha bocciato infatti una risoluzione relativa ad un budget temporaneo promossa dal Senato, che prevedeva il finanziamento dell’Obamacare, approvando invece una legge finanziaria che rimanda di un anno l’entrata in vigore della riforma, attualmente prevista a partire dal primo di ottobre.

Difficilmente la proposta di legge finanziaria approvata alla Camera passerà al Senato dove i democratici sono pronti a dare battaglia per una rapida entrata in vigore della riforma sanitaria. E nel frattempo si avvicina la fine dell’anno fiscale negli Usa e con il primo ottobre, senza un accordo scatterà lo “shutdown”: il governo federale ha bisogno dell’autorizzazione del Congresso per spendere i propri fondi, ma senza una legge finanziaria non può farlo e per questo dovrebbe spegnere tutti i servizi non essenziali, ovvero tutto ciò che non riguarda ordine pubblico e sicurezza nazionale. Io “shutdown” è visto come ormai inevitabile, tanto che, alla Camera, sia repubblicani che democratici hanno approvato una legge (con 423 voti a favore e nessuno contrario), che consente di continuare a pagare il salario dei militari anche se il governo non dispone di fondi per finanziare molti programmi federali. Altri servizi di emergenza sono comunque garantiti per legge, ma oltre un milione di dipendenti federali, se non si troverà un accordo, saranno messi in congedo non retribuito.

azionario USA

 

Nell’ultimo precedente, dovuto ad un braccio di ferro sul bilancio tra il presidente Bill Clinton e i repubblicani allora guidati da Newt Gingrich, lo “shutdown” del governo andò avanti dal 16 dicembre del 1995 fino al 6 gennaio del 1996.

…certi siparietti della politica non sono, quindi, una “esclusiva” del bel paese… il problema, da questa parte dell’oceano, é che si torna al voto ogni uno o due anni e ogni volta il paese resta paralizzato in campagne elettorali stucchevoli ed inutili…

…vediamo come i mercati digeriranno anche questa notizia… Ma iniziare ad affiancare a tutte le strategie in vendita di opzioni anche qualcuna in acquisto, non é una idea da scartare (ne abbiamo parlato sabato scorso a Milano e trovate qualche riferimento anche in uno degli ultimi articoli sul portale http://www.QTLAB.ch)

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