Mobile Commerce: +255%… Ma é solo un 3% del totale…

In Italia è boom di mobile commerce: nel 2013, infatti, gli acquisti via smartphone sono passati dai 144 milioni del 2012 agli attuali 510 milioni di euro, facendo registrare un aumento pari addirittura al +255%. E’ quanto risulta dai dati di uno studio dell’Osservatorio eCommerce B2C condotto da Netcomm e dalla School of Management del Politecnico di Milano, che hanno fatto emergere la realtà di una nicchia di mercato promettentissima, pari già adesso al 4,5% delle vendite online nel nostro Paese. Senza dimenticare, poi, il settore degli acquisti via tablet, che fa ammontare complessivamente gli acquisti da dispositivi mobili al 12% del totale.

Numeri che fanno ben sperare, quindi, soprattutto perché riguardano un settore in cui l’Italia é ancora drammaticamente indietro rispetto ai Paesi più avanzati: in Italia, infatti, l’e-commerce riguarda solo il 3% totale del commercio. A voler comunque considerare il bicchiere mezzo pieno, possiamo guardare con ottimismo alla crescita registrata dagli acquisti via internet con un bel +18% rispetto al 2012, per un ammontare complessivo di vendite di ben 11,3 miliardi di euro. Cresce in parallelo anche il numero dei web shopper: adesso hanno superato quota 14 milioni, raggiungendo quasi la metà dell’utenza totale di internet. Un incremento significativo, se pensiamo che nel 2012 erano addirittura due milioni di meno.

A registrare notevoli incrementi sono un po’ tutti i settori: segnaliamo un buon +30% nell’abbigliamento, ma anche una crescita del 20% per informatica ed elettronica. La parte del leone, però, la fa ancora il settore dei servizi, che rappresenta il 61% delle vendite (in cui spicca il +13% del turismo e il +14% nelle assicurazioni). Una peculiarità tutta italiana, quest’ultima: nei principali mercati stranieri, infatti, i prodotti prevalgono decisamente sui servizi.

E’ comunque da segnalare che l’Italia, nell’e-commerce, è ancora un po’ la Cenerentola d’Europa: parliamo di uno striminzito 3% che non può neanche lontanamente competere con il 14% dell’Inghilterra o con l’8% della Germania. Ma anche Paesi più vicini – geograficamente e culturalmente – come la Francia (6%) e la Spagna (4,5%) possono dare lezioni nell’ambito del commercio via web. E questo ritardo rischia di penalizzare proprio i settori dell’eccellenza made in Italy: basti pensare a tutti i prodotti leader nell’alimentare o nel design che non hanno ancora una presenza commerciale online, perdendo così potenziali consumatori.

…chissà che la rinomata affezione degli italiani per i gadget tecnologici mobile, con particolare riferimento agli ormai indispensabili smartphone, possa fare da traino per l’intero settore dell’e-commerce italiano…

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