…un pasticcio dopo l’altro: calcolo dell’IMU, balletto delle scadenze, anticipi…

Alzi la mano il contribuente che ha capito cosa, quanto e quando pagare per i propri immobili. O il banchiere consapevole dell’ammontare degli anticipi fiscali che il governo ha deciso per il suo istituto da una settimana all’altra. E gli artigiani? Hanno chiaro quanto vale lo sconto Imu sui capannoni? I commercialisti sono esterrefatti. I centri di assistenza fiscale non sanno da che parte cominciare.

Più il governo legifera, più si complica la matassa delle scadenze. Di qui all’inizio di gennaio ne sono spuntate quattro: il 2, 10 e 16 dicembre per banche, imprese, proprietari di prima e seconda casa, semplici persone fisiche. Il pasticcio sull’Imu ha fatto sì che un mese dopo, il 16 gennaio, dieci milioni di italiani dovranno pagare contemporaneamente l’anticipo per il 2014 della nuova tassa e un mini-saldo sugli aumenti Imu varati dai Comuni nel 2012 e nel 2013. Altri contribuenti si aggiungeranno ma non ne sono ancora al corrente perché il governo ha dato ad ogni Comune il potere di emanare il proprio regolamento Imu entro il 9 dicembre, a sette giorni dall’ultima scadenza. Non stiamo parlando solo di quelli che potrebbero alzare le aliquote o dei proprietari di seconde case. È il caso di chi ha avuto la pessima idea di concedere un immobile in comodato a un parente: i sindaci hanno ancora una settimana di tempo per equipararli alle abitazioni principali.

Il governo insiste nel promettere «miglioramenti» durante il passaggio della legge di Stabilità alla Camera. Intenzione lodevole, visto che ciascuna ipotesi di modifica risponde alle esigenze di un microuniverso. I gestori di spiagge attendono novità sulla querelle interna al governo (va avanti da più di due anni) sui canoni demaniali: c’è chi vorrebbe trovare più risorse alzandoli o, in alternativa, vendendo l’area sulla quale si è costruito. Nel frattempo i gestori hanno ottenuto la rateizzazione di quanto dovuto e e non pagato quest’anno. I pensionati sperano in una migliore rivalutazione del loro assegno: tutti insistono per alzare la soglia oltre i 1.500 euro, magari aumentando ancora la sovrattassa su quelle più alte. Il sottosegretario Legnini promette di valutare l’abolizione della mini-rata Imu, ma che accadrà se nel frattempo si scoprirà che troppi Comuni hanno alzato in extremis le aliquote nella speranza di ottenere più trasferimenti?

In molti cominciano a chiedersi perchè l’Italia, unica in Europa, non stia agganciando la ripresa. Persino il Portogallo e la Spagna, dopo pesantissime recessioni, fanno meglio. E tutto questo mentre le statistiche parlano di una lieve crescita dei depositi e del risparmio.

…poi ci si domanda perché non arrivano investitori dall’estero a fare impresa in Italia (se non per acquistare a prezzi da saldo aziende storiche e marchi prestigiosi messi in ginocchio dalla crisi ma soprattutto sfinite dall’impianto normativo di questo paese).

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