argento fixing

Spread Trading Meccanico

L’operatività Meccanica è da sempre al centro del progetto QTLab: se un’operatività non si basa su regole certe, replicabili e rigidi setup che ci indichino con precisione quando entrare, con quanti contratti e come gestirle, allora non ci interessa… E tutte le operatività che spieghiamo ai Corsi o con cui inviamo i Segnali Operativi hanno questo in comune…

E’ una transizione iniziata ormai alcuni anni fa: io ho iniziato ad operare facendo trading con le Opzioni e nonostante abbia sempre cercato di approcciare questa operatività dandomi delle regole e definendo ogni volta un piano di trading, è innegabile come la componente discrezionale (ad esempio, di analisi del grafico del sottostante e di scelta degli strike delle opzioni) fosse sempre presente in ogni operazione.

Un approccio discrezionale incontra, però, dei limiti non solo nella replicabilità ma anche nella possibilità di sviluppo ed evoluzione dell’operatività stessa: si possono analizzare a posteriori i propri trackrecord (le operazioni fatte) e tenere anche dei registri molto accurati, ma se non ci sono state, alla base di ogni operazione, regole meccaniche molto precise, spesso questa analisi si riduce ad un esame di “quanto sono stato bravo” (o “non lo sono stato”) e nell’impossibilità di affinare (testando diverse alternative) la tecnica di ingresso e di gestione dell’operazione. Prendiamo una (apparentemente) semplice Trendline su un grafico: avete idee di quante maniere esistono per tirarla?

Quando si opera con un Future, con l’Azionario o con il Forex (quindi con strumeni che hanno un payoff “lineari”, al contrario di una Opzione) è abbastanza semplice tradurre le regole con cui operiamo, testarle e validarle per avere indicazioni sulla loro affidabilità sul prossimo futuro… non è altrettanto semplice quando parliamo di Opzioni, ma abbiamo speso gli ultimi anni a lavorare sulla meccanizzazione delle operatività Non Direzionali (Short Strangle con Difesa Meccanica con il Future sottostante) e Direzionali (Trading Meccanico con Azioni+Opzioni) arrivando a risultati soddisfacenti.

…fra le diverse operatività che affianchiamo, c’è ancora una metodologia di lavoro che non avevamo meccanizzato, ed è l’operatività in Spread… ma dopo alcuni mesi di lavoro, ci siamo arrivati🙂

…questo è uno dei workspace relativo alle Commodities Agricole: partendo dall’alto, troviamo i grafici degli Spread fra

Soybean-Corn-Wheat

Soybean-Corn

Live Cattle -Lean Hogs

Wheat-Corn

Soybean-Wheat

Soymeal-SoybeanOil

…ma partiamo dalle “basi”…

Operare in Spread significa aprire simultaneamente una posizione Long e una Short su due strumenti che esibiscono una certa relazione: se sono molto correlati (tendono a muoversi “insieme”) e vediamo che si disaccoppiano, possiamo operare su un loro ricongiungimento (e questo modo di operare prende il nome di Convergence Trading). Ma potremmo anche ritenere che il primo strumento (Long) potrebbe sovraperformare il secondo (Short), e farlo poer molteplici ragioni (di natura fondamentale, sulla base della Stagionalità, ecc…) ed aprire la posizione in Spread (che questa volta possiamo etichettare come Divergence Trading)… perchè non comprare semplicemente il primo titolo e basta? Perchè non sappiamo se il primo titolo salirà o scenderà nel prossimo futuro: la sola cosa che sappiamo è che ci sono sufficienti probabilità che possa performare meglio del secondo (magari scendono entrambi, per qualche notizia che si abbatte sui mercati, ma se il primo titolo perderà meno del secondo, lo spread si chiuderà comunque in profitto).

…per chi viene dal mondo delle Opzioni è un’operatività abbastanza intuitiva, dato che ogni strategia dove combiniamo diversi contratti di opzione altro non è che una strategia in spread… e lo stesso anche per chi fa Forex, dato che su questo mercato non negoziamo mai una singola valuta, ma sempre un incrocio di valute (comprare EUR/USD singnifica andare Long EUR e Short USD… ovvero operare in Spread). Sul Forex l’analisi delle Correlazioni fra le valute è una componente non trascurabile (e chi proviene dallo Spread Trading dovrebbe sentirsi a proprio agio anche sul mercato valutario se approcciato con le stesse logiche).

Quando si fa trading uno dei fattori principali da tenere sotto controllo sono i costi di transazione (slippage e commissioni): operando in Spread è ancora più importante perchè stiamo operando su due o più strumenti, quindi questa componente raddoppia… Se entro comprando il future sul Frumento e vendo il future sul Mais, per poi chiudere la posizione in Spread dopo una settimana, devo accollarmi il doppio dello slippage e delle commissioni che avrei operando su un contratto soltanto, e per questa ragione il profitto medio di questa operatività deve essere “capiente” per sostenere questo genere di costi.

Da diversi anni una delle operatività che facciamo (ed insegniamo, ma non siamo gli unici dato che parliamo di un modo di operare molto diffuso) è quella in Spread con le Commodities (i Futures sulle Materie Prime) in accordo a delle tendenze stagionali che su questi contratti sono molto affidabili (perchè hanno spesso alla base motivazioni di natura fondamentale… un raccolto agricolo ha i suoi “ritmi”) ed un servizio di analisi molto completo ed utilizzato è quello del Moore Research che riporta periodicamente queste finestre stagionali.

Si tratta di un’operatività efficace quando si va a filtrare ciascuna finestra stagionale per isolare quelle più affidabili e si va ad analizzare il grafico dello Spread, entrando solo in presenza di configurazioni grafiche che aumentino la percentuale di successo di queste operazioni e soprattutto con un piano di trading che contempli in dettaglio quanti contratti impiegare, e come gestire l’operazione una volta entrati… e questo è ciò che spiego dal 2009 ormai nella giornata di corso sullo Spread Commodities.

Si tratta di “finestre stagionali” che è sconsigliabile seguire senza adottare filtri di questo tipo: non perchè alla lunga non siano profittevoli… tracciandole tutte dal 1990 il Moore Research ci presenta questo consuntivo:

…il problema è che se prendo una singola annata (invece di un’equity degli ultimi 23 anni) pochi trader sarebbero riusciti a sopravvivere ad un drawdown come questo del 2012…

I filtri mostrati in quella giornata (Spread Commodities) cercano di prevenire situazioni del genere operando solo in quelle situazioni dove le probabilità di successo sono più elevate (ed affiancando, quindi, ad una mera analisi sulla stagionalità, anche considerazioni di tipo tecnico che il Moore Research non fa).

…ma è innegabile che ci sia un “edge” (un vantaggio) da poter sfruttare nell’analisi delle stagionalità sulle Commodities (e non solo davanti ai risultati presentati dal Moore Research sulle finestre tracciate, ma anche da tanti trader che operano sulla base di queste analisi e, non da ultimo, anche sulla base dell’esperienza accumulata negli ultimi anni di lavoro con questa operatività… perchè è solo “sporcandosi le mani” che ti rendi conto se esiste del potenziale da sfruttare)… ma il fatto di non poterla approcciare nella maniera meccanica che avrei voluto, stava iniziando a darmi fastidio…

…perchè allora non andare a tradurre le regole di ingresso e gestione della posizione in un trading system ed andare a testarle, in concomitanza di una finestra stagionale, su un paniere di Spread per misurarne l’efficacia? La piattaforma Tradestation offre sia gli storici (sufficientemente lunghi) che le funzionalità per poterlo fare facilmente… e così abbiamo individuato una maniera per andare a ricostruire quali siano le finestre stagionali più profittevoli ma questa volta tradate con due setup di ingresso in posizione (uno in continuazione di trend e uno di inversione), l’indicazione del numero di contratti da usare e la gestione della posizione successiva.

Ogni finestra stagionale è stata validata in termini di affidabilità (ma questo era possibile farlo, manualmente, anche sul Moore Research, con un attento esame delle tabelle) e abbiamo impiegato lo stesso trading system su ogni spread che abbiamo analizzato (quindi con gli stessi parametri, senza alcun adattamento sul singolo spread). Ogni ragionamento è stato (volutamente) spotato alla fine della giornata borsistica, quindi si entra e si esce dalla posizione in un preciso momento della giornata (al close daily).

…ed ogni sera apriamo i workspace di Tradestation (o Multicharts, come preferite) per controllare non solo la situazione su ogni spread in termini di stagionalità, ma soprattutto se è scattato uno dei setup di ingresso in posizione (o nel caso la posizione sia già stata aperta, se bisogna intervenire per chiudere parte dei contratti aperti).

Questo è un esempio preso dal workspace sui Metalli (Platino contro Oro) su cui vediamo due stagionalità rialziste nella prina parte dell’anno e due ribassiste nella seconda, e come il sistema sia entrato in posizione 3 volte gestendo le operazioni secondo il piano prefissato:

 

L’equity prodotta dallo stesso sistema (che prevede un ingresso trend following e uno reversal, all’interno di una delle finestre stagionali individuate su questo Spread – e senza andare mai ad alterarne i parametri) è questa:

Si tratta sempre di sistemi che fanno poche operazioni all’anno, quindi per poter misurare l’affidabilità di ogni finestra stagionale è necessario considerare periodi piuttosto lunghi (qua siamo partiti dal 1975 fino ai giorni nostri)… ma Platino contro Oro è uno degli spread che tradiamo più spesso (e che è finito in diverse occasioni anche fra i segnali operativi) quindi non dovrebbe essere una sorpresa, al contrario invece di Oro contro Argento su cui qua vediamo 3 finestre stagionali rialziste e 3 ribassiste con gli ingressi del sistema basati su questi setup tecnici:

…come sarebbe andata operando su questo spread in accordo a questi setup? ce lo dice la solita equity di lungo periodo…

Anche gli Energetici offrono delle ottime opportunità di lavoro: prendiamo il Petrolio contro il Gasolio su due finestre stagionali piuttosto ampie…

…ed il risultato dal 1983 ad oggi:

…anche sul Gas Naturale si possono individuare relazioni interessanti… Attualmente monitoriamo solo Spread InterMarket(perchè la profittabilità sembra essere decisamente maggiore) ma la stessa modalità di lavoro può essere replicata su Spread di tipo IntraMarket o su Spread fra Future non ancora contemplati nel lavoro svolto finora.

E’ possibile testare anche loperatività in Spread fra più strumenti: già nel pannello iniziale sugli Agricoli dovreste aver visto che uno degli strumenti graficati è Long Soybean, Short Corn e Short Wheat… ma una ben più famosa combianzione prende il nome di Crush Spread e prevede di Vendere Soybeans e Comprare Soybean Meal e Comprare Soybean Oil (quindi vendere la materia prima da cui si originano, dalla frantumazione dei semi di soia, i derivati ovvero l’olio di soia e il “meal” usato come integratore proteico nell’alimentazione del bestiame).

…ecco le stagionalità sul Crush Spread per una finestra stagionale a cavallo di fine anno (con i soliti setup tecnici di ingresso e gestione della posizione):

…ed il risultato dell’operatività su questa specifica finestra stagionale:

…ma il Crush Spread è anche un ottimo esempio di Spread su cui adottare un approccio di tipo Convergence: si va alla ricerca di disallineamenti piuttosto marcati fra i prezzi della Soia e dei suoi derivati per puntare su un loro riallineamento (quindi non si mettono in mezzo le stagionalità…):

…opera un pò più spesso, e l’equity risultante è interessante anche se bisogna considerare che stiamo lavorando 3 Future e quindi dobbiamo fare i conti con il triplo di slippage e commissioni che avrei operando su uno strumento soltanto…

…senza complicare troppo le cose, anche un “classico” Wheat contro Corn può confermare quei risultati soddisfacenti che abbiamo avuto modo di toccare operandoci sopra nel corso di questi anni:

…così come Live Cattle contro Lean Hogs (che è uno spread che il Moore propone due o tre volte all’anno):

…ma sono tante le possibili combinazioni su cui abbiamo lavorato e che sono a disposizione che non è possibile presentarle tutte nello stesso articolo…

Si può operare sulla base di finestre stagionali anche sulla singola Commodity (quindi non necedssariamente in Spread): a fronte di minori costi di transazione (la metà), lo svantaggio è però legato al fatto che l’esposizione sarà maggiore (quando opero in Spread la marginazione viene spesso compensata, in virtù del fatto che l’exchange riconosce che sto operando su strumenti long/short che sono correlati fra loro), e soprattutto non avrò la protezione offerta dall’operatività Spread in caso di shock esogeni. Se esce un report del dipartimento di agricoltura americano (USDA) sui raccolti che fa franare i futures agricoli, un conto è essere long su Corn, un altro è essere Long Corn e Short Wheat (l’impatto in questo secondo caso sarà molto più sotto controllo).

Aggiungo, infine, che sugli Spread è piuttosto evidente la maggiore affidabilità di queste finestre stagionali… ma conoscere la stagionalità (e quando scatta un setup long o short) sul singolo future può essere di grande aiuto anche nell’operatività in spread, e così ecco il workspace con una ventina di Futures sotto controllo:

 

Aguzzando un pò la vista dovreste poter scorgere anche i simboli di alcuni Cambi Valutari e dell’S&P500 (dato gli stessi ragionamenti possono estsre estesi anche al di fuori del mondo delle Commodities).

…e questa è l’ultima operazione segnala sul Crude Oil Future sulla base di una finestra stagionalità ribassista ed il solito setup tecnico di ingresso in posizione (con l’equity di lungo periodo):

 

Questo lavoro viene messo a disposizione dei partecipanti al corso Spread Trading Systems: la prima parte della giornata è, infatti, dedicata al Divergence Trading, ed a comprendere come individuare autonomanente nuove finestre stagionalivalidarle, e operarvi sopra in accordo ai setup tecnici di ingresso e gestione della posizione di cui parlavo sopra (o adattarli per testare la robustezza di una qualunque regola di ingresso in posizione o di gestione del trade).

I codici forniti sono “aperti”, per consentire a tutti di testare delle “varianti” o le proprie idee di Trading su qualsiasi Spread si intenda costruire.

…ma in questa giornata parliamo anche di Convergence Trading, mostrando come poter lavorare in Spread su coppie di Azioni (o di Futures) con dei trading systems, per misurare piuttosto in fretta l’efficacia di questo approccio su quella coppia di strumenti (o “tripletta” dato che la stessa modalità di lavoro può essere estesa anche a più strumenti contemporaneamente).

Ecco un intramontabile Spread Coca Cola (KO) contro Pepsi (PEP) – grafico Daily:

…con l’equity prodotta da questo sistema di tipo Convergence (quindi Reversal) che gira su queste coppie di azioni:

Anche in questo caso si tratta di un unico sistema, con parametri fissi, che funziona su molte coppie: al corso ne metterò a disposizione una decina, ma cercare nuove coppie su cui farlo girare è abbastanza immediato. La scelta di operare su grafici daily permette di alzare il profitto medio per operazione (in questo caso il sistema sta in posizione mediamente 14 giornate) permettendo di assorbire piuttosto bene i costi di transazione (commissioni e slippage) che sarebbe più impegnativo coprire operando intraday o su orizzonti più brevi (ma impostata la modalità di lavoro, effettuare dei backtest su grafici a 1 giorno o a 15 minuti non cambia granchè… la procedura è la stessa).

…appuntamento il prossimo 28 Giugno con il corso: “Spread Trading Systems“.

Buon trading!

 

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