Bitcoin e le Criptovalute alla prova del tempo…

I Bitcoin, tra tutte le criptovalute, ovvero basate sui principi di crittografia, hanno passato ormai un test di longevità in questi anni. Nati nel 2009, attraverso un documento tecnico prodotto l’anno precedente da un anonimo con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, i Bitcoin sono un sistema di pagamento che permette uno scambio di valore tra utenti.
Si può generare nuova moneta (ogni persona, se vuole, può creare o “minare” Bitcoin) e per determinarne la proprietà, viene sfruttata la crittografia; il loro valore è determinato dal mercato e dai numerosi exchange sparsi in rete, che ne determinano il prezzo.
Il loro numero totale tende asintoticamente al limite di 21 milioni, quindi questo significa che in un futuro prossimo, non sarà più possibile generarne di nuovi.
Per iniziare ad utilizzarli, basta installare un “portafoglio” digitale sul proprio pc o presso terze parti e possono essere trasferiti attraverso Internet verso chiunque disponga di un “indirizzo Bitcoin”.

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In Europa si stanno diffondendo, soprattutto in Inghilterra, Olanda, Germania e Spagna, mentre in Italia, il fenomeno può contare su quasi 400 negozi che li accettano e con una base utenti stimata sulle 6000 persone.
Chiaramente la loro struttura ha portato molti problemi a diversi exchange, tra cui il più clamoroso è stato il furto ai danni di MtGox, azienda leader nel cambio e dal cui forziere digitale vennero sottratti circa 700mila Bitcoin, che corrispondevano a oltre 300 milioni di euro.
Ma anche se il sistema, nell’ultimo anno, ha passato un periodo infernale ed i furti hanno notevolmente indebolito la moneta virtuale, facendone variare il loro valore da oltre 1000 dollari agli attuali 235, l’interesse non è diminuito.  Juniper Research si è occupata di criptovalute, producendo un rapporto dove si prospetta un forte incremento di utenti entro il 2019, che si pensa raggiungeranno la cifra di 5 milioni di utenti mondiali, in aumento rispetto a poco più di 1,3 milioni dello scorso anno.

Evidentemente tutte le problematiche passate, e soprattutto la volatilità delle criptovalute (che le rendono strumenti difficilmente gestibili da operatori commerciali che cerchino una certa stabilità nel valore della transazione commerciale),  non preoccupano minimamente Paypal, che proprio ad inizio aprile, oltre alla separazione da eBay, ha confermato che i commercianti che utilizzano il loro sistema possono accettare pagamenti anche in Bitcoin e sempre in questo mese, c’è stato l’interesse di Orange a questa criptovaluta, visto che ha affermato di voler investire in “Bitcoin start-up” nei prossimi mesi.

È certo che in futuro non saranno solo i Bitcoin ad esistere (visto che dovrebbero finire nel 2033), ma il concetto di un nuovo tipo di valuta diventerà un fattore con cui dovremmo fare i conti…

 

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