Coperture (CFRM)

C.F.R.M. – Corporate Financial Risk Management, ovvero la Gestione del Rischio legato alle oscillazioni dei prezzi di Materie Prime o Valute attraverso Strumenti Finanziari, per affiancare la tua impresa nella pianificazione, gestione e neutralizzazione dei rischi legati alle oscillazioni dei prezzi delle materie prime e del mercato valutario.

Il fabbisogno di materie prime dei paesi emergenti, la sempre maggiore difficoltà di soddisfarne la domanda, l’ingresso della speculazione sui mercati finanziari delle commodities, le “guerre” valutarie per manipolare il cambio a proprio vantaggio, sono tutti fattori che hanno creato un clima di grande volatilità ed instabilità.

E’ sempre più difficile oggi, per una impresa, fare corrette previsioni sull’andamento dei prezzi della materia prima di cui si approvvigionano o della valuta su cui sono esposti (sia essa il Dollaro, l’Euro, o lo Yen o qualche altra valuta più esotica); commettere un errore nel “fare magazzino” a prezzi troppo alti, o tardare a farlo e vedere il prezzo salire alle stelle in poche settimane, sono episodi sempre più frequenti a cui è difficile rimediare.

Scaricare a valle, sull’acquirente, questi errori non sempre è possibile, vuoi per accordi contrattuali che non permettono revisioni dei prezzi pattuiti, vuoi perché qualunque concorrente che non avesse commesso lo stesso errore di valutazione, adesso godrebbe di un vantaggio di prezzo sul cliente che sarebbe difficilmente colmabile…Non è più quindi così “scontato” poter scaricare a valle, sul cliente, un aumento dei prezzi della materia prima impiegata.

A questo si aggiunge la “falsa” percezione di essere riusciti a negoziare un accordo “flessibile”con il proprio fornitore, costringendolo ad accollarsi lui il rischio delle fluttuazioni di prezzo nella materia prima fornita… Nessuno si accolla un rischio senza una contropartita, tanto meno un fornitore che è spesso più consapevole del suo cliente di queste fluttuazioni (esistono asimmetrie informative), e la contropartita è la forchetta fra il prezzo della commodity quotata ufficialmente sul mercato, e il prezzo proposto dal fornitore.

Il prezzo alla fonte, per la quasi totalità delle materie prime negoziate, è il DOLLARO, e alla base di certe oscillazioni nei prezzi di rame o petrolio bisogna leggere le tensioni valutarie che stanno inasprendosi sui mercati. Se un Franco o un Euro forte ci ha relativamente “protetti” da un petrolio a 140 usd, le recenti tensioni sul debito dei paesi periferici europei hanno cambiato nuovamente le carte in tavola, portando (oltre ad una maggiore competività per chi esporta) ancora più instabilità e volatilità.

Questa esposizione si può GESTIRE, ed in ultima analisi anche NEUTRALIZZARE.

L’evoluzione dei mercati finanziari (uno dei fattori di questa maggiore instabilità) ha portato però una accessibilità e semplicità nell’uso di certi strumenti per gestire il rischio di prezzo di materie prime (o valute) quotate in queste borse valori, mediante strumenti finanziari.

I benefici sono molteplici: non complicare la logistica aziendale, non impegnare eccessive risorse finanziarie per il finanziamento delle scorte speculative, maggiore flessibilità rispetto agli strumenti “fisici”, minori vincoli nei rapporti con i clienti e i fornitori.

Queste situazioni stanno diventando sempre più frequenti:luca-giusti-opzioni-trading1.jpg
1.    Gli incassi derivanti dalle nostre vendite all’estero sono inferiori al previsto a causa di un movimento sfavorevole del tasso di cambio.
2.    Perdiamo quota di mercato all’estero perchè, a causa di un movimento dei tassi di cambio, un concorrente estero riesce a prezzare in modo più competitivo di noi.
3.    L’incremento del prezzo del petrolio (o qualsiasi altra materia prima) sta erodendo i miei guadagni
4.    Vorrei poter acquistare a prezzi bloccati nel lungo termine
5.    Vorrei poter offrire prezzi bloccati nel lungo termine ai clienti
6.    Vorrei coprire le differenze e i relativi rischi che, ad un determinato momento, si possono formare tra quantità acquistate dai fornitori e quantità vendute ai clienti
7.    Vorrei proteggermi dalla caduta dei prezzi coprendo lo stock invenduto in mercato in declino (o proteggere le giacenze di magazzino dalla caduta dei prezzi)

…facciamo un esempio…

Immaginiamo che una Azienda sia esposta ad un rialzo del prezzo di una certa materia prima (perchè non può o non vuole fare magazzino e deve tornare periodicamente sul mercato ad approvvigionarsi della meteria prima necessaria per produrre) e che non le sia possibile variare con la stessa frequenza il prezzo finale del prodotto, con una marginalità, quindi, “compressa” fra un prezzo finale fisso e un costo per l’approvigionamento variabile.

L’azienda potrebbe neutralizzare la propria esposizione alle fluttuazioni a rialzo o a ribasso del prezzo di questa materia prima e “congelare” delle condizioni di acquisto che oggi ritiene favorevoli e che le permetteranno di produrre e vendere il prodotto finito senza il rischio di vedersi il proprio margine eroso da una serie di rialzi nel prezzo della materia prima. Si tratta di una operazione di copertura piuttosto semplice, ma se da un lato mi protegge dai rialzi di prezzo, dall’altro non mi permette di approfittare dei ribassi, e quindi di migliori condizioni di acquisto di questa materia prima che si potessero presentare in futuro.

Una alternativa alla Neutralizzazione di tale rischio, è la Gestione dello stesso: se il prezzo della materia prima scende, non serve infatti proteggersi… Ecco allora che potremmo attivare la copertura solo nelle fasi di rialzo dei prezzi della materia prima e “staccarle” nelle fasi di ribasso per approfittare di una discesa dei prezzi che si tradurrà in migliori condizioni di acquisto della stessa.

…ma decidere quando “attaccare” e “staccare” questa copertura potrebbe non essere così semplice; c’è chi, a fronte di una esperienza pluriannale nel settore, e di informazioni privilegiate, riesce a leggere correttamente le dinamiche di prezzo di certe materie prime, ma rispetto ad una decennio fa sta diventando sempre più difficile a causa della maggiore volatilità che caratterizza questi mercati e dei mutamenti strutturali dovuti all’ingresso delle economie emergenti (ormai “emerse”). L’alternativa è quella di affidarsi a delle regole “meccaniche” (Trading Systems) per attivare e disattivare queste coperture, frutto di backtest sulla singola materia prima che abbiano portato ad un trading system efficace nel cogliere i movimenti a rialzo (e coprirsi) e nel restare fuori nei movimenti a ribasso (per permettere all’azienda di beneficiare di tale ribasso).

Una ulteriore alternativa è quella di effettuare queste coperture attraverso l’aquisto di Opzioni, proteggendosi con una logica di tipo “assicurativo” già familiare alle aziende. Ma se è piuttosto facile individuare compagnie di assicurazione che possano assicurare lo stabilimento della propria azienda contro un rischio di incendio, non è altrettanto facile trovare compagnie che possano, dietro pagamento di un piccolo premio, assicurarci contro il rialzo del prezzo di una certa materia prima… ed ecco che con l’accesso a questo strumento, le Opzioni, riusciamo a crearci “in casa” una polizza su misura e soprattutto di immediata liquidabilità qualora non ci interessasse più mantenere attiva questa protezione.

Per approfondire questi aspetti e per gestire correttamente il rischio attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari derivati, puoi contattare QTLab su info@qtlab.net: sono a tua disposizione per un check up della tua azienda.

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